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UniPa: migliora la reputazione accademica, indicatori di occupabilità e attrattività internazionale. Il dossier dell’Osservatorio Economia

Continua l’ascesa dell’Università di Palermo nei ranking internazionali. Nell’ultima edizione del QS World University Rankings 2027, appena pubblicata e basata prevalentemente su dati riferiti al 2025 e all’anno accademico 2024/2025, UniPa migliora di circa venti posizioni rispetto allo scorso anno, attestandosi all’821° posto su oltre 8.800 università valutate a livello mondiale, circa 300 in più rispetto all’edizione precedente.

Il risultato conferma e rafforza il percorso di crescita intrapreso dall’Ateneo negli ultimi quattro anni: dal 2023 a oggi, infatti, l’Università di Palermo ha scalato quasi 250 posizioni, consolidando la propria presenza nel panorama accademico internazionale.

Tra gli indicatori che registrano i progressi più significativi spicca la reputazione accademica, il cui punteggio passa da 17,8 a 20,8. Grazie a questo risultato, UniPa raggiunge il 580° posto nel mondo. In crescita anche la reputation sul mercato del lavoro, che sale da 4,8 a 7,5 punti, e l’indicatore relativo agli esiti occupazionali dei laureati, che passa da 6,4 a 6,6.

Miglioramenti anche sul fronte dell’internazionalizzazione. La quota di studenti internazionali aumenta infatti da 3,8 a 4,2 punti. Un dato destinato a migliorare ulteriormente nella prossima edizione del ranking, alla luce del notevole incremento – superiore al 40% – degli studenti stranieri registrato nell’anno accademico 2025/2026.

Continua inoltre a rafforzarsi la dimensione internazionale della ricerca. Nell’indicatore relativo alla partecipazione a network di ricerca internazionali, il punteggio di UniPa cresce da 84 a 86,4, collocando l’Ateneo al 241° posto nel mondo e all’ottavo in Italia. L’Università di Palermo figura inoltre tra le prime 500 università al mondo per citazioni scientifiche per docente, occupando il 457° posto nella graduatoria globale.

Più equilibrato, rispetto al passato, anche il rapporto tra docenti e studenti, che passa da 7,1 a 6,9. Un dato particolarmente significativo se si tiene conto della crescita rilevante delle immatricolazioni registrata negli ultimi anni.

«È importante – commenta il rettore dell’Università di Palermo, Massimo Midiri – aver consolidato il significativo avanzamento registrato nei ranking internazionali negli ultimi anni. Il nostro Ateneo continua a conseguire risultati rilevanti soprattutto nelle dimensioni dell’internazionalizzazione e dell’occupabilità dei laureati, ambiti nei quali esistono ancora ulteriori margini di crescita. Alla luce dei dati già disponibili per l’anno accademico 2025/2026, guardiamo con fiducia al futuro e siamo convinti che questo trend positivo proseguirà, a dimostrazione di una rinnovata attrattività attestata sempre più da indicatori oggettivi».

L’Università degli Studi di Palermo è il primo Ateneo pubblico d’Italia per capacità attrattiva secondo il Dossier Università 2025 pubblicato dall’Osservatorio Economia che ha analizzato l’andamento delle immatricolazioni negli Atenei italiani sulla base dei dati ufficiali del Ministero dell’Università e della Ricerca.

Il report colloca l’Università di Palermo al vertice della classifica nazionale delle università pubbliche più attrattive, riconoscendo all’Ateneo palermitano la migliore performance del Paese in termini di crescita delle iscrizioni e capacità di attrarre un numero sempre maggiore di studentesse e studenti.

«Essere indicati come il primo Ateneo pubblico d’Italia per attrattività – dichiara il rettore dell’Università degli Studi di Palermo, Massimo Midiri – rappresenta per noi motivo di grande orgoglio e soddisfazione. Non si tratta soltanto di una posizione in classifica, ma del riconoscimento di un lavoro profondo di trasformazione e crescita che ha coinvolto tutta la nostra comunità accademica negli ultimi anniQuesto primato nazionale – prosegue Midiri – testimonia la fiducia che migliaia di giovani e delle loro famiglie ripongono nell’Università di Palermo. Nel corso del mio mandato abbiamo investito con decisione nella qualità della didattica, nell’ampliamento dell’offerta formativa, nell’internazionalizzazione, nei servizi agli studenti, nella ricerca e nelle infrastrutture. Oggi raccogliamo i frutti di un percorso che ha reso il nostro Ateneo sempre più competitivo e attrattivo nel panorama universitario italiano».

Il dossier evidenzia come l’Università di Palermo abbia registrato una crescita costante delle immatricolazioni, distinguendosi tra tutti gli Atenei pubblici italiani: una tendenza positiva che prosegue da più anni.

«L’Università di Palermo – si legge nelle motivazioni – registra una crescita degli iscritti da ben quattro anni consecutivi. La crescita costante degli iscritti è sinonimo di un’eccellente esperienza universitaria e di una gestione efficace dell’Ateneo. Grazie alla posizione conquistata, l’Università di Palermo, guidata dal rettore Massimo Midiri, può oggi guardare a traguardi sempre più ambiziosi e contendere, in un prossimo futuro, all’Università di Napoli il primato di più grande Ateneo del Mezzogiorno».

«Questo risultato assume un valore ancora più significativo – aggiunge il Rettore – perché dimostra come un grande Ateneo del Mezzogiorno possa non solo competere con le più prestigiose università del Paese, ma guidare la classifica nazionale. Desidero condividere questo traguardo con docenti, ricercatori, personale tecnico-amministrativo, studenti e con tutto il territorio che sostiene e accompagna la crescita dell’Università di Palermo. Essere oggi l’Ateneo pubblico più attrattivo d’Italia ci incoraggia a proseguire con ancora maggiore determinazione nel percorso di sviluppo e di eccellenza che abbiamo intrapreso».

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