domenica, 24 Ottobre 2021
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Una scultura al posto di una costruzione abusiva: lo Stand Florio dona un’opera alla città

Nello spazio antistante lo Stand Florio, è stata inaugurata l’opera scultorea “Esperanza”, di Giacomo Rizzo, un progetto di riqualificazione urbana che ha visto l'abbattimento di una costruzione abusiva che di fatto negava la vista dell’ex Tiro a Segno

Palermo. Dopo anni di abbandono, il bianco è tornato bianco, e l’ex Tiro a Segno è ridiventato un posto vivo: scrostato e abbandonato, era ormai quasi un rudere, e invece oggi reclama affettuoso il suo ruolo centrale in un quartiere ancora difficile che ha perso completamente il contatto con il suo mare. Lo Stand Florio si pone come un hub creativo, dove arte e cultura fanno da polo aggregativo e di rilancio. Ed è in questo contesto che si lavora da mesi per allargarne a macchia d’olio il benefico influsso, promuovendo il recupero e la valorizzazione anche del territorio circostante. E’ proprio lo Stand Florio quindi, a promuovere interventi sull’area di accesso, sorta di introduzione creativa allo spazio: da qualche giorno, nello spazio che fino a poco tempo fa era occupato da una costruzione abusiva, è infatti stata sistemata un’opera site specific di Giacomo Rizzo “Esperanza” [2021, resina], esempio di Land art che l’artista e lo Stand Florio donano alla città.

“Prima questo spazio era occupato da un manufatto abusivo, oggi viene restituito alla città, complice l’intervento del pubblico e di un privato – interviene il vicesindaco Fabio Giambrone -: deve essere un esempio da esportare negli altri quartieri, nelle periferie”.

“Stand Florio è un esempio felice di interazione tra pubblico e privato – spiega Giuseppe Vajana – prima questo spazio era occupato da una “scatola” che chiudeva la visuale, oggi è un giardino liberato, donato alla città”.

“Bisogna che i cittadini diventino custodi delle opere in cui si riconoscono – dice l’assessore alle Culture Mario Zito -: questa è una di quelle”.  

“Esperanza è la voglia di ricompattarsi, ritrovarsi e ritrovare un rapporto con la natura attorno – racconta Giacomo Rizzo – : sono delle linee in resina bianca – il colore è il punto di contatto che rimanda allo Stand Florio – che ad un certo punto sembrano rinnovarsi come la pelle del serpente che si rigenera”. 

Un vero sospiro vitale, un soffio ancestrale che pervade la realtà attorno e ricorda all’uomo quanto labile sia la sua presenza nel mondo. Rizzo, dopo una lunga residenza di creazione negli Stati Uniti, ha rimodulato il suo rapporto con le linee orizzontali e verticali, divenute unità di misura per indagare un presente funestato, rotto, dissennato.

Esperanza

di Giacomo Rizzo

Stand Florio | via Messina Marine 40.

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