Un viaggio in Sicilia tra usi, costumi e personaggi, raccontati in teatro dal giovane Damiano Bonanno

Ad arricchire la narrazione del protagonista, musiche, danze ed anche un'estemporanea di pittura, per rendere omaggio alla sicilianità con diverse forme d'arte

Damiano Bonanno in scena durante un'esibizione canora
Damiano Bonanno in scena durante un'esibizione canora

La Sicilia, una terra di forti tradizioni, colori e sapori, ma anche di forti contraddizioni tanto da innescare a volte sentimenti contrastanti di amore e odio. Poi c’è un altro aspetto, se analizziamo la realtà odierna di questa isola, piena di problemi e carente di lavoro, non di rado assistiamo impotenti alle migrazioni di tanti giovani che scelgono, o si trovano costretti dalle circostanze, ad andare via, al nord o all’estero alla ricerca di una condizione di vita migliore. Un viaggio in programma ed un viaggio virtuale per la Sicilia, sono stati i temi raccontati sul palco del teatro Brancaccio di Palermo dal giovane protagonista, Damiano Bonanno, che ha anche diretto la pièce teatrale. Uno spettacolo che ha attratto l’attenzione del pubblico dall’inizio alla fine. In alcuni momenti gli spettatori hanno anche partecipato attivamente e spontaneamente.

La scenografia prevalentemente marinara, richiamava già da sé le storie dei porti siciliani, dei pescatori, dell’amore per il mare che ci circonda e che, nel corso dei secoli, è stato ispiratore di musiche e canzoni tra le più belle del nostro repertorio regionale. Il giovane protagonista, pronto a lasciare tutto ciò, inizia il suo racconto, tra ironia e comicità, ricordando i lunghi ed abbondanti pranzi della nonna, ma anche peculiarità e caratteristiche che rendono noi siciliani unici al mondo. Tra canzoni della tradizione che evocano allegria e nostalgia, Bonanno tira fuori un po’ di oggetti, i vecchi giochi dei bambini, e con essi, tanti ricordi che ognuno di noi porta nel proprio cuore.

Ad incastrarsi coi monologhi e le narrazioni del protagonista, le ballerine Giulia Fabra e Martina Trapolino che hanno danzato le coreografie di Clara Congera, interpretando la sicilianità in tutte le sue sfumature, riuscendo anche a far sprigionare in platea quel tipico profumo di agrumi, aprendo delle arance dal palco. Oltre i balletti, sempre dal palco del Brancaccio, è approdata anche l’arte con Pietro Mistretta che, durante l’esecuzione di un brano, ha realizzato un’estemporanea su tela, omaggiando coi colori la Sicilia.

Un viaggio prima del viaggio, dove si sono ripercorsi e ricordati alcuni dei luoghi più belli della nostra terra ed anche la storia di illustri personaggi. Tra questi, le curiose e affascinanti vicende del palermitano Conte di Cagliostro, Giuseppe Balsamo, che nacque nel cuore del quartiere Ballarò, visse nel ‘700, e fece tanto parlare di sé tutto il mondo. Ed ecco che Cagliostro prende forma e voce con l’intensa interpretazione di Carlo D’Aubert, che si fa via via più drammatica fino al dialogo con la madre morta, avvenuto qualche attimo prima che spirasse anche lui, colpito dalla sifilide mentre trascorse gli ultimi anni imprigionato nella fortezza di San Leo.

Il ricordo di grandi personaggi che hanno segnato la storia della Sicilia, è poi proseguito con un omaggio alla straordinaria cantastorie Rosa Balistreri, che nacque a Licata e morì negli anni ’90 a Palermo. A celebrare la cantautrice che rese famosa la nostra terra in tutta Italia, Chiara Radosta che ha interpretato uno dei suoi brani più belli “Cu ti lu dissi”. E poi, ad accompagnare le voci di Bonanno e della Radosta, le musiche di Roberto Mastrilli.

Danila Di Simone, ballerina di Pole Dance, è stata anche lei protagonista sul palco del Brancaccio durante l’interpretazione di “Cocciu d’amuri“, una delle serenate più belle degli ultimi anni regalatici dal conterraneo cantautore Lello Analfino, e riproposta al pubblico da Damiano Bonanno.

Un omaggio alla Sicilia prima di andar via, prima di chiudere quella valigia dove dentro non mettiamo solo abbigliamento e accessori, ma anche sogni e ricordi. Ed insieme ad essi, la speranza, come quella di vedere un giorno scomparire la mafia che ha fatto tanto male alla nostra terra, privandoci di alcune persone che hanno cercato di combatterla e sconfiggerla. E proprio per tal motivo, oggi, queste persone non ci sono più.

Si ringrazia Salvo Ficano per la gentile concessione delle foto.