Un fiume in ”comune”: l’Oreto e la sua Valle. Il punto della situazione

Il Comitato promotore per la stipula di un Contratto di fiume e di costa dell’Oreto fa chiarezza alla luce dei recenti disguidi in tema di fondi FAI, nel frattempo, ieri a Monreale si è presentato il manifesto d'intenti sul Progetto legato all'Oreto

fiume oreto
Foce fiume Oreto - vista aerea

Era lo scorso febbraio quando, conclusi tutti i conteggi legati alla nona edizione dell’iniziativa “I Luoghi del cuore FAI 2019“, il nostro Fiume Oreto si classificava al secondo posto assoluto, primo per i luoghi d’acqua, e 1° nella classifica web. Nel frattempo, durante questi mesi, si sono attivati diversi percorsi istituzionali, tra la Regione Siciliana e i comuni interessati al passaggio dell’Oreto, ponendo le basi per un “contratto di fiume“.

Parte attiva in questo percorso è anche l’Università, nonché le associazioni ed i comitati cittadini, produttori agricoli, proprietari terrieri, semplici cittadini, portatori d’interesse; tutti uniti nell’intento di far tornare fiorente e fruibile il fiume e la sua valle.

Nei giorni scorsi si è tornati a parlare del fiume Oreto per una vicenda legata alla questione “fondi”, ovvero al finanziamento che spetta al bene palermitano da parte del FAI (Fondo Ambiente Italiano), e che ancora deve essere erogato. Sul punto è intervenuta Beatrice Raffagnino, membro del Comitato promotore per il Contratto di fiume.

“Lo scorso 12 novembre – spiega la Raffagnino – il FAI aveva inoltrato una comunicazione alle istituzioni competenti per sollecitare, entro la fine del mese, un riscontro sulla concreta volontà di agire in partenariato da parte degli Enti Pubblici interpellati, e la definizione concordata di un Progetto a cui legare i 65.000 euro, messi a disposizione del Fiume. È da sottolineare che, nella stessa, non si fa riferimento alla scadenza dei termini per ottenere definitivamente il contributo. Il FAI – prosegue – alla luce del dialogo con le amministrazioni comunali e le associazioni coinvolte, mira a ‘dare ai media e agli 83 mila cittadini che hanno votato l’Oreto un aggiornamento concreto sugli avanzamenti progettuali’, ma nello stesso tempo, essendo consapevole della situazione di profondo degrado e dell’estensione del territorio, adatta la fase di pianificazione ed attuazione degli interventi alle specificità presenti e, sulla base di queste, determina anche i tempi d’esecuzione”.

Fermo restando la necessità di non interrompere il processo virtuoso innescatosi con la vincita del Concorso del FAI, e di arrivare quanto prima all’individuazione e all’attuazione di un progetto, la Raffagnino aggiunge: “Non esiste alcun allarme, né tanto meno una situazione di stallo, al contrario, quella che sembrava essere soltanto una semplice raccolta di firme si è rivelata un utile strumento di coesione sociale, oltre che un volano di consapevolezza e responsabilizzazione. Improvvisamente, il fiume dimenticato da tutti, ha cominciato a rimbalzare sui social network, sulle televisioni, sui giornali, entrando infine nelle case dei cittadini che per anni l’avevano ignorato”.

PARTE DEL PERCORSO DEL FIUME ORETO

Sul punto “finanziamento”, se ben ricordiamo, commercianti, associazioni, studenti, professionisti, residenti, si sono trovati tutti uniti e con un unico obiettivo: raggiungere i voti necessari. “In fondo – precisa la Raffagnino – non erano i 65.000 euro il vero nocciolo della questione, poiché questa cifra è un’inezia rispetto alla riqualificazione dell’intero corso dell’Oreto. La verità è che, grazie a questo censimento, ciascuno è tornato a credere di poter realizzare un cambiamento, ed il clima di fiducia venutosi a creare ha gettato le basi per la formazione di una vera e propria rete di portatori di interesse che, sin da subito, ha visto nel risultato ottenuto non un punto d’arrivo, ma un punto di partenza per giungere, passo dopo passo, a ritrovare l’intero corso fluviale”.

Successivamente, il FAI, ha subordinato il rilascio del contributo alla presentazione di un unico progetto condiviso e alla stipula di un contratto di fiume come garanzia di un’effettiva pianificazione pubblica che, oltre il coinvolgimento dei portatori di interesse, avesse anche l’avallo delle amministrazioni dei Comuni coinvolti. Nasce quindi un Comitato promotore per il contratto di fiume, che sottoscrive un manifesto d’intenti da presentare nelle aule consiliari dei Comuni di Palermo, Altofonte e Monreale.  

“Non si tratta sicuramente di una strada semplice – sottolinea la Raffagnino – il percorso in atto ha intanto cementato le relazioni tra i Comuni uniti dall’Oreto, coinvolgendo istituzioni, associazioni, professionisti, cittadini, e gli studenti che, a sua volta, svolgono le analisi delle acque e partecipano ad escursioni o a progetti di alternanza scuola-lavoro. Inoltre, sempre più artisti vedono nell’Oreto un punto di riferimento per svolgere estemporanee o mostre, e si moltiplicano le iniziative di sensibilizzazione e gli interventi di pulizia in diversi tratti del Fiume”.

A tal proposito, la Raffagnino ricorda anche il Progetto degli architetti Liuzzo e Sarta del Comune di Palermo, candidato al Bando relativo alla Misura 6.5.1 (“Azioni previste nei Prioritized Action Framework (PAF) e nei Piani di Gestione della Rete Natura 2000”), del PO FESR Sicilia 2014/2020. Quest’ultimo, in particolare, destina circa 7 milioni di euro all’infrastruttura verde “ZSC ITA020012Valle del Fiume Oreto Sentiero Natura ed interventi manutentivi” che interessa il tratto dal Ponte Corleone alla foce (esclusa). Da marzo ad oggi, il progetto è stato ritenuto ammissibile dall’Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente, e adesso sarà valutato da una Commissione tecnica che stabilirà se inserirlo, ed eventualmente in che misura, all’interno della graduatoria definitiva di finanziamento.

“Sarà dunque in questo contesto magmatico e in continuo mutamento che si innesterà il Progetto che sfrutterà i fondi del FAI – conclude la Raffagnino – un piccolo ma fondamentale tassello in un grande puzzle di acque e terre lungo ben 22 km”.

Intanto ieri, venerdì 29 novembre, nell’Aula Consiliare del Comune di Monreale, si è svolta la presentazione del manifesto d’intenti “Un fiume in ‘comune’: l’Oreto e la sua Valle”, promosso e sottoscritto dai membri del Comitato promotore per la stipula di un Contratto di fiume e di costa dell’Oreto. La prima presentazione era avvenuta ad Altofonte lo scorso 10 settembre, mentre si prepara la tappa palermitana per gennaio prossimo. Ieri a Monreale, tra gli altri, erano presenti il Primo cittadino, Alberto Arcidiacono, il presidente della Commissione ambiente del comune di Palermo, Paolo Caracausi, e gli studenti del liceo Einaudi-Pareto di Palermo che, a sua volta, hanno presentato il loro progetto di open coesione sulla rimozione dello scarico di via Decollati a pochi chilometri dalla foce del fiume Oreto.