Un bene confiscato alla mafia diventa front-office informativo sui beni culturali della Regione Siciliana

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Un bene confiscato alla mafia, che si trova nei pressi della centralissima piazza Politeama a Palermo, sarà destinato a front-office informativo sulle attività di valorizzazione e fruizione dei beni culturali della Regione Siciliana.


“Work in progress” e tempi stretti, quindi, per restituire luce e bellezza a questo angolo di città, pensato per la fruizione pubblica.


L’inaugurazione del nuovo spazio culturale è prevista per le prossime settimane, una volta ultimate le operazioni di sistemazione e allestimento.


L’immobile sarà una vetrina illuminata per chi vorrà avere informazioni sulle iniziative dei beni culturali in programma in Sicilia, o per quanti saranno interessati a ricevere informazioni sui siti e musei regionali o, magari, per coloro che desiderino anche solamente consultare cataloghi d’arte o ammirare le immagini che saranno proiettate all’interno dei locali.


Guardo con molto entusiasmo all’iniziativa – dichiara l’assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà – perché penso che trasformare un bene confiscato alla mafia in un luogo di conoscenza e di divulgazione della bellezza sia un importante segnale per la comunità tutta; un modo per affermare la positività della bellezza e della conoscenza come antitesi alla violenza e alla bruttezza della criminalità e della mafia”.


L’immobile confiscato, che faceva parte del patrimonio appartenuto ad Antonino Cinà, si trova in piazza Giovanni Amendola, ad angolo con via Paolo Paternostro, ed è costituito da tre ambienti di cui uno soppalcato con tre luci su strada, dove un tempo sorgeva un negozio di ottica.
Il bene, già assegnato dall’Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati alla Regione Siciliana per finalità di interesse pubblico, secondo le previsioni del Dlgs n. 159 del 2011, è stato attribuito all’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana a seguito della richiesta formalizzata dal dirigente generale del Dipartimento dei Beni Culturali, Sergio Alessandro.

L’ASSESSORE SAMONÀ INCONTRA IL COMANDANTE DEL NUCLEO CARABINIERI
TUTELA PATRIMONIO CULTURALE

Appuntamento istituzionale tra l’Assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà e il Comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Palermo, Maggiore Gianluigi Marmora, nel corso del quale è stata ribadita la stretta collaborazione esistente tra il Nucleo, che trova sede nell’edificio del Reale Albergo delle Povere, e la Regione Siciliana.


L’incontro, per il consueto scambio di auguri istituzionali, consolida il rapporto già ben collaudato che vede lavorare giornalmente, fianco a fianco, il Nucleo dell’Arma dei Carabinieri specializzato nel recupero dei beni culturali e gli uffici del Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.

Ho incontrato con gioia il Comandate Gianluigi Marmora che svolge una funzione preziosissima per la tutela e il recupero del nostro patrimonio culturale. Il comandante – sottolinea l’assessore Alberto Samonà – mi ha fatto dono del calendario storico dei Carabinieri per il 2021 che, in quest’ultima edizione, risulta ulteriormente impreziosito dei testi scritti dall’archeologo e scrittore di fama internazionale, Valerio Massimo Manfredi. Proprio il calendario è una testimonianza importante del grande lavoro dell’Arma a fianco dei cittadini e, al contempo, per la tutela e la salvaguardia del nostro immenso patrimonio culturale, messo quotidianamente a rischio da azioni di organizzazioni criminali e da atti che ne pregiudicano l’integrità. Insieme al Comandante del Nucleo abbiamo condiviso un percorso che va nella direzione di una sempre più stretta collaborazione tra l’Assessorato dei beni Culturali e i Carabinieri per prevenire i reati contro il patrimonio culturale e difendere la bellezza”.


Il Gruppo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale è un organismo di polizia altamente specializzato posto alle dipendenze funzionali del Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo (MiBACT). L’organismo si avvale della “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti”, la Banca dati più grande a livello mondiale nello specifico settore che contiene informazioni sui beni da ricercare, di provenienza italiana e estera ed è un prezioso strumento di ausilio alle indagini di polizia giudiziaria.