Gli alunni piantano una talea proveniente dall’Albero Falcone
Stamani all’interno del plesso scolastico di via Polibio dell’Istituto Comprensivo Statale Borgese – Partanna Mondello, si è svolta la giornata dedicata alla tutela e alla salvaguardia ambientale, intitolata “Un Albero per il Futuro”, un progetto a livello Nazionale, con lo slogan, “La Giustizia mette Radici”.
Gli alunni intervenuti hanno allietato l’evento con canti e testi nel segno dei valori e della legalità e sono pure diventati per l’occasione dei piccoli giardinieri, mettendo a dimora una “talea” nell’aiuola del cortile interno della scuola stessa.
Una giornata simbolo voluta fortemente dalla Dirigente scolastica ,Professoressa Anna Maria Caruana, dalle Collaboratrici Roberta D’Alcamo e Concetta Miliccia e dalla referente della legalità Caterina Marchiano.
Un momento particolarmente emozionante si è avuto durante il discorso del Tenente Colonnello dei Carabinieri della Biodiversità di Reggio Calabria Giuseppe Micalizzi che ha testimoniato l’importanza del progetto e dell’origine della “talea”, prodotta in laboratorio dopo avere prelevato alcuni rametti dall’albero di Giovanni Falcone,simbolo di memoria e di legalità, che si trova in via Notarbartolo.
Tra gli ospiti, invitati dalla dirigente, il Presidente della Settima Circoscrizione Giuseppe Fiore, la consigliera Catia Meli e il presidente dell’Associazione Aiace Palermo Eduardo Marchiano.
“Un germoglio di legalità nel nostro Istituto.- così ha dichiarato la Dirigente Caruana – Abbiamo vissuto un momento di profonda riflessione e impegno civile. Con la partecipazione dell’Arma dei Carabinieri Biodiversità di Reggio Calabria, abbiamo messo a dimora la talea dell’Albero di Giovanni Falcone. Non è solo un albero, ma un simbolo vivente di memoria e responsabilità che i nostri alunni cureranno giorno dopo giorno.
Partecipare al progetto nazionale “Un albero per il futuro” significa piantare radici forti per una cittadinanza attiva e consapevole. Grazie alle autorità intervenute , ai nostri docenti , ai genitori e soprattutto ai nostri ragazzi, veri protagonisti di questo “bosco diffuso della legalità”.





