Ultimo weekend de Le Vie dei tesori

Da venerdì 1 a domenica 3 novembre: visite guidate a musei, cappelle e cripte e al sito archeologico di Monte Iato. L'Orto Botanico in notturna

Palermo. Orto Botanico in notturna
Palermo. Orto Botanico in notturna

Le Vie dei Tesori si prepara al suo ultimo fine settimana. Ed è già scattata la corsa ad “accaparrarsi” l’ultimo sito da visitare, l’ultima cripta da scoprire, l’ultimo castello normanno balzato fuori come per gioco, l’ultima cupola su cui arrampicarsi e da lassù abbracciare le città. Il festival che apre e narra i siti culturali – che nei primi quattro weekend di ottobre ha già messo insieme 244 mila visitatori – si accinge all’exploit finale, a Palermo e a Catania.

Da domani (venerdì 1 ottobre) a domenica, riaprono i battenti castelli e cupole, chiese nascoste e musei gioiello, palazzi sontuosi e Porte maestose. Si scoprono gli stucchi degli oratori, i marmi mischi delle chiese, si scende nei bunker della guerra e si sale per scale ripide fino a terrazze nascoste per godere di panorami inediti, popolati da personaggi lillipuziani, sia che ci si trovi a Palermo sia che si passeggi per Catania. Ovunque è un abbraccio collettivo, i cittadini si riappropriano dei siti, i turisti li scoprono armati di piantine e domande, ascoltando uno storytelling affascinante affidato a giovani esperti della città, volontari, universitari affiancati dagli studenti delle scuole.

Se per la stragrande maggioranza dei luoghi basta andare sul posto senza prenotazione, per alcuni serve la prenotazione on line, con la possibilità di andare sul posto nel caso non i turni non siano esauriti: a Palermo si va dal secondo percorso dentro l’aeroporto di Boccadifalco (se volete affacciarvi dalla torre di controllo) alla medievale camera dello scirocco di Villa Naselli alle assolutamente inaspettate sorgenti del Gabriele (solo domenica), dalla Casina Cinese dove si aprono anche i cunicoli di collegamento alle antiche cucine (oggi Museo Pitré, in corso di restauro), ai depositi segreti della Galleria d’arte moderna; dagli uffici della Dia al Grand hotel Piazza Borsa alla palazzina dei Quattro Pizzi sulle tracce di Vincenzo Florio, dal museo anice Tutone dove si recupera la famosa acqua e zammù a Palazzo Branciforte restaurato da Gae Aulenti. Tutto da prenotare sul sito.

Domenica torneranno le visite guidate nei siti istituzionali che partecipano alle “Domeniche al museo”. Al Museo archeologico Salinas domenica alle 11 la visita sarà condotta dalla stessa direttrice, Caterina Greco che promette di ripetere il successo del primo weekend, quando il suo racconto è andato sold out. Ma sarà anche disponibile – ed è una sorpresa di questa ultima tranche – una bellissima visita “fuori porta” all’area archeologica di Monte Iato dove attende i visitatori del festival la direttrice Francesca Spatafora. Si raggiungerà il sito con una navetta, si prenota su www.leviedeitesori.it. Tra gli altri siti dove Le Vie dei Tesori farà visite guidate in questa ultima domenica, ci sono il palazzo arabo-normanno della Zisa, il Castello a Mare con le sue mille storie di rinascita, la Cuba, la chiesa e il chiostro di San Giovanni degli Eremiti, e il Museo di arte contemporanea RISO, tutti dalle 10 alle 17,30. E soltanto domenica (e su prenotazione) quel gioiello sontuoso che è Palazzo Mirto.

Tra gli altri cento siti sono aperti eccezionalmente la biblioteca Bombace  (solo domani, ultima possibilità di visita), nell’ex collegio Massimo dei Gesuiti che nasconde un milione di volumi e antichi codici, ma anche un bunker della guerra (che si visita con un coupon a parte). E un palazzo neoclassico che pochi conoscono: l’ex provveditorato alle opere pubbliche che ha aperto le porte per la prima volta proprio per il festival: notate le due statue all’esterno, la Meccanica e l’Ingegneria del De Lisi. Ma anche la terrazza da cui sembra di toccare il Teatro Massimo. La cinquecentesca chiesa di San Francesco di Paola (apre solo domenica), recentemente restaurata, sarà felice di mostrare il suo interno gotico catalano colmo di affreschi e stucchi. Del tutto diversa, austera, medievale, è invece la Magione di cui non bisogna dimenticare l’antico chiostro, unico rimasto dell’originario monastero. Aperto a Pallavicino il Giardino della Concordia, dove a ogni pianta corrisponde un nome, una data, una targa, aperte le due sedi della Missione di Biagio Conte. E la mattina di domenica correte a Villa De Cordova dove scoprirete un esotico “salone cinese”. 

Andiamo per torri: da Sant’Antonio Abate da cui si scopre quanto sia ancora formicolante la Vucciria, alla trecentesca San Nicolò di Bari da dove si domina l’Albergheria alla cupola del Santissimo Salvatore che invece si apre sul Cassaro ma scopre anche tutti i tetti del centro storico. Se invece volete affacciarvi sul mare, raggiungete Porta Felice e capirete che l’asse verso Porta Nuova, è veramente un tracciato perfetto. Pochi passi ed eccovi al Loggiato San Bartolomeo: è una finestra aperta sulla Cala, e il sito è stato recuperato di recente con l’aiuto dei privati. Anzi, partecipa anche al “Concorso progetto dell’anno” per le attività finanziate tramite Art Bonus: bisogna votare, assolutamente.

E visto che di votazione qui si parla, Le Vie dei Tesori è pronto a recuperare – come è ormai un’abitudine da due anni – brandelli della storia più autentica della città. Come ogni anno, il festival chiede direttamente al suo pubblico di scegliere il bene (i beni) da restaurare, e questa volta i restauri saranno sostenuti da Lottomatica Holding. È stata quindi avviata la votazione on line che consentirà di restaurare tre beni presenti nei luoghi che hanno partecipato a quest’ultima edizione.

Tre tesori da scegliere fra sei candidati, si vota su www.leviedeitesori.it:a Palermo, “concorrono” le due imponenti sfingi settecentesche in pietra di Billiemi, all’entrata del Gymnasium dell’Orto Botanico, e l’antichissima porta conservata nei magazzini della Soprintendenza, che gli storici ritengono chiudesse Porta di Castro oppure uno degli accessi del Castello a mare. Catania propone il portale ligneo settecentesco interno della chiesa di san Benedetto, da cui escono le monache che ogni anno cantano al passaggio del fercolo di sant’Agata; all’Inda di Siracusa in lizza l’affresco di Amorelli a Palazzo Greco e dieci manifesti delle tragedie realizzati tra gli anni ’50 e ’60. Gli ultimi due “candidati” arrivano da Marsala – la cupola del famoso campanile del Carmine, uno dei siti più curiosi aperto dal festival, per sole due persone alla volta – e, da Trapani, un olio su tavola conservato nella stranissima cappella della Mortificazione.

Torniamo a questo ultimo weekend: saranno disponibili i cinque siti dell’Itinerario contemporaneo: case-studio dove gli artisti vivono e lavorano, aperti di sera – con lo stesso coupon dei luoghi – dalle 18 alle 22, tranne Officine Calderai dove si vedono nascere pezzi di design dalle mani degli artigiani, che sarà aperto di giorno, dalle 10 alle 18, domani e sabato. Gli altri quattro sono questi: da piazza Rivoluzione, da Arèa, studio dove lavora Giovanni Lo Verso al vicino Spazio Rivoluzione dove c’è Adalberto Abbate, a piazza XIII vittime per le due sculture en plein air di Daniele Franzella e Clemens Botho Goldbach. Ma spingetevi lontano dal centro: a pochi passi dall’Ucciardone, nella parte più antica delle  Fabbriche Sandron, il pittore Nicola Pucci vive e lavora in una dimensione particolarissima.

Non solo luoghi, ma partendo dai luoghi. Perché Le Vie dei Tesori non perderà mai il gusto di raccontare. Lo fanno i volontari che aprono i siti, i ragazzi che li studiano e li narrano, e le guide d’eccezione, dal direttore di museo al botanico all’appassionato. Per questo non sono da perdere le passeggiate: sabato e domenica si percorreranno le antiche strade dei mercanti, si scopriranno le mille vite della Palermo romana, normanna e spagnola; dalle ingegnose torri d’acqua ai segreti di Villa Giulia, fino alle tappe fuori città al castello di Carini, oltre alleconsuete gite nel verde da Monte Pellegrino a San Martino, fino ai lecci e sugheri nascosti di Ficuzza.

Restando in città, non perdete le ultime possibilità per visitare i laboratori dei pupari, da quello di Mimmo Cuticchio nei vicoli del Massimo a quello di Salvo Bumbello nel cuore del Papireto. Tra le esperienze, sono poche quelle non esaurite: restano poche possibilità per fare un giro a cavallo nelle scuderie settecentesche del principe di Cottone. E siccome le richieste erano tantissime, è stata aggiunta in corsa un terzo tour in notturna (sabato alle 20,30) all’Orto Botanico. Le ultime due visite teatralizzate sono sabato: alle 17,30, Stefania Blandeburgo vestirà il costume succinto di un’autentica cortigiana settecentesca nella cripta delle Repentite; e Pietro Massaro sarà l’oste della taverna di Sant’Antonino, che appare nel convento del quartiere raccontando la sua vicenda personale e intrecciandola a quella di alluvioni, terremoti, feste, usi e cibi. Tutto da prenotare su www.leviedeitesori

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