Imperfezione. Il peso di dover fingere che vada tutto bene. Il senso di sentirsi rotti e non sapere a chi dirlo. Quaranta studentesse e studenti del Marconi-Mangano di via Besana a Catania hanno fatto in tre giorni qualcosa di difficile: hanno nominato le cose. Nel circle time iniziale, il rito con cui Scalisi Palminteri apre ogni tappa, ognuno ha mostrato le proprie fratture. Lui quelle parole le ha trascritte sul muro, come fa in ogni stanza. Divise tra il peso del dolore e la possibilità di qualcos’altro. In mezzo, non una risposta. Un gesto.
IL KINTSUGI: LE FERITE CHE DIVENTANO ORO
Ogni tappa di ‘The Room of Feeling’ ha un concept che nasce dall’ascolto dei ragazzi e diventa la struttura figurativa della stanza. A Catania, dalla parola imperfezione, è emerso il kintsugi: la tecnica giapponese che ripara i vasi rotti con l’oro, rendendo la frattura il punto più visibile, non quello da nascondere. Non la guarigione come cancellazione della ferita, ma la riparazione come atto che le restituisce dignità. Che dice: sei stato rotto, e questo conta. Un oggetto riparato con il kintsugi non torna com’era: diventa più prezioso. Adesso costruiamo qualcosa con i pezzi.
Il progetto a Catania coinvolge due istituti. L’I.C. Vittorino da Feltre, scuola polo provinciale della Rete SALUS Scuole SHE Sicilia, coordina @Lab_School per l’intera provincia e ha individuato come sede della quarta stanza il plesso IPSS “Lucia Mangano” dell’IISS Marconi-Mangano di via Besana. In tre giorni di circle time, laboratori di pittura e media education, studenti, docenti, genitori e personale scolastico hanno lavorato fianco a fianco costruendo uno spazio che parla di ascolto, partecipazione e comunità. La stanza ha anche una cassetta: per depositare in anonimato quello che altrimenti resta dentro.
LA PAROLA DI IGOR SCALISI PALMINTERI
«Questo progetto guarda meno alle dipendenze e più alle mancanze, più ai vuoti che cominciano a presentarsi dentro i nostri ragazzi e le nostre ragazze. Per questo è nata l’idea di una stanza, una stanza colorata, con delle macchie che in qualche modo ci ricordano le nostre emozioni, quelle belle e quelle brutte, quelle che vorremmo e quelle che invece non desideriamo. È dentro questa stanza, che è un luogo protetto, che è consentito poter dire l’indicibile. Nessuno ti può giudicare». Il cerchio iniziale, in cui studenti, docenti e personale partecipano insieme, abbatte i ruoli. La relazione si attiva dopo la visione del video con testimonianze reali di giovani e famiglie segnate dalle dipendenze, realizzato dall’Associazione La Casa di Giulio e da VediPalermo. «Il momento del circle time, quando i ragazzi possono avere uno spazio protetto dove raccontarsi, è forse il cuore di questo progetto. Così come il momento della media education, che segue i laboratori di pittura, dove in maniera ancora più protetta, perché anonima, possono dire delle cose che sentono dentro».
IL FENOMENO A CATANIA: I DATI
Il contesto non è astratto. A Catania i pazienti che hanno avuto contatti con i Ser.D sono tra i 7.000 e gli 8.000¹, di cui circa 3.000 dipendenti da sostanze. Ma il numero che conta davvero è quello che non si vede: le persone che non accedono ai servizi sono, secondo le stime, fino a tre volte di più. Spiega il dottor Fabio Brogna, direttore U.O.C. Servizio Territoriale Dipendenze patologiche che afferisce al Dipartimento di Salute mentale dell’Asp di Catania: «Il dato più significativo non riguarda i numeri assoluti, ma la direzione in cui si muovono. Le dipendenze patologiche nelle fasce giovanili, dalle tossicodipendenze al gioco d’azzardo, dalle dipendenze digitali ai disturbi comportamentali e alimentari, registrano ogni anno un aumento medio del 15% rispetto all’anno precedente», dice Brogna. L’età media dei consumatori è scesa dai 35-40 anni di qualche decennio fa alla fascia 20-25, e anche inferiore. Quasi il 40% dei giovani tra 15 e 19 anni dichiara di aver consumato almeno una sostanza psicoattiva illegale.
LE NUOVE SOSTANZE: LA SPICE PSYCHOSIS E IL POLICONSUMO
«Un capitolo a parte meritano le Nuove Sostanze Psicoattive», spiega il direttore Brogna: «Spice drugs, derivati della ketamina, catinoni e cannabinoidi sintetici. Quasi tutte nascono in laboratorio. Alcune possono essere sintetizzate dagli stessi consumatori, modificando qualche molecola. È così che sfuggono alle tabelle delle sostanze proibite, pur mantenendo effetti analoghi o più pericolosi». Il caso più insidioso è quello dei cannabinoidi sintetici. «Molti ragazzi credono di stare usando qualcosa di simile alla cannabis naturale. Non è così. Il THC sintetico ha concentrazioni enormemente più alte, non rilevabili con i test standard, e produce allucinazioni, deliri, manifestazioni psicotiche acute. Tra i clinici esiste un acronimo, Spice psychosis. Come tutte le sostanze, le NPS possono portare all’overdose». Nel 2025, secondo i dati ISS, il policonsumo è quasi raddoppiato: il 45,5% tra gli 11-13 anni, il 70,7% tra i 14-17.
UNA STANZA IN OGNI SCUOLA: ASP E USR SI DICONO DI SÌ
«Ci vorrebbe una The Room of Feeling in ogni scuola. Siamo disposti come ASP di Catania a sostenere questa iniziativa, una o due volte a settimana mettere a disposizione degli operatori che potranno essere o psicologi o psicoterapeuti, o educatori, o assistenti sociali o medici a seconda della necessità», dice il dottor Brogna. Una proposta che nasce da una lettura precisa: The Room of Feeling si inserisce in un contesto che esiste già, riportando al centro ciò che i ragazzi provano. Non dalla sostanza, ma dall’emozione che ci sta sotto. Una proposta a cui risponde Maria Grazia Vasta, referente per l’educazione alla salute dell’Ufficio Scolastico Regionale, Ufficio VI Ambito Territoriale di Catania, presente all’inaugurazione: «Mi auguro che progetti come questo possano continuare nel tempo ed espandersi. Noi faremo sempre la nostra parte di sostegno alle scuole e di divulgazione dei progetti».
LA RISPOSTA CHE C’È: PROSSIMITÀ, UNITÀ MOBILI, MENO STIGMA
Da aprile 2026 sono operative due nuove unità mobili dell’ASP. A bordo, équipe multiprofessionali composte da medico, psicoterapeuta, infermiere, assistente sociale ed educatore, che portano il servizio nei quartieri a rischio e nei piccoli comuni. Le unità mobili dialogano con il Centro di Pronta Accoglienza per le dipendenze patologiche, attivato dall’ASP di Catania nel 2025 e aperto h24 sette giorni su sette, con i Ser.D territoriali, con i futuri drop-in: l’ASP sta lavorando con i Comuni della provincia per attivarne uno in area metropolitana e punti di ascolto distribuiti.
A CATANIA SI CHIUDE LA PRIMA PARTE DEL PERCORSO
Da settembre il progetto riprende con Messina, Agrigento, Trapani, Caltanissetta, Enna. Cinque province, cinque stanze ancora da costruire entro novembre 2026. Al termine di ogni tappa, una performance pubblica di pittura e parola con Igor Scalisi Palminteri e l’attore Dario Muratore restituirà alla comunità la voce dei ragazzi. La tappa finale regionale sarà una performance corale con pittura dal vivo, danza e musica elettronica live di Angelo Sicurella.
IL PROGETTO
The Room of Feeling è un progetto di arte partecipata e prevenzione delle dipendenze ideato dal pittore di quartiere palermitano Igor Scalisi Palminteri nell’ambito di @Lab_School. il progetto fa parte dell’azione trasversale del programma finanziato con oltre 1,7 milioni di euro (FSE+ 2021-2027) dall’Assessorato all’Istruzione e alla Formazione Professionale della Regione Siciliana, gestito dalla Rete SALUS Scuole SHE Sicilia con scuola capofila l’I.C. “G.E. Rizzo” di Melilli. Nove province, nove stanze permanenti dell’ascolto entro novembre 2026.


