TENNIS IN CARROZZINAParte domani il torneo ed al Country si entra gratis

Oliviero Palma - Direttore del Country e del torneo
Oliviero Palma

Palermo, 3.10.2013 – Prende il via domani la terza edizione del torneo ITF Nec Wheelchair Tour di tennis in carrozzina che si svolgerà al Country Time Club di viale dell’Olimpo a Palermo. A contendersi la vittoria 16 atleti italiani. Il circolo palermitano, orfano degli Internazionali Femminili di Tennis WTA ceduti, per problemi economici, alla Malesia per tre anni, ospita a titolo gratuito la Wheelchair Tennis Mediterranean Cup. Olivero Palma, direttore del circolo e del torneo, raggiunto telefonicamente ci ha confidato di essere rammaricato della cessione degli internazionali: “È come avere cresciuto un figlio per 26 anni e poi lo vedi andare via. Però speriamo che in questi tre anni si laurei e possa ritornare a Palermo.Adesso dobbiamo pensare alla Mediterranean Cup, unico evento di tennis in carrozzina in Sicilia, e fare il possibile affinché tutto riesca bene. Il nostro è un impianto a norma, accessibile ai diversamente abili sia sul campo che sulle tribune. Il compito del nostro circolo è quello di aiutare in tutti i modi lo sport e soprattutto quello in carrozzina in modo da far capire ai giovani che lo sport è vita e che per praticarlo occorre solo cuore ed impegno.”

Ninni Gambino
Ninni Gambino

”L’Assessore Lapiana e tutta l’amministrazione comunale – ci ha detto Ninni Gambino, consulente per lo sport paralimpico del Comune di Palermo – hanno fortemente voluto che il torneo si continuasse a svolgere a Palermo nonostante le difficoltà economiche. La Mediterranean Cup è un torneo promozionale e fa parte di un ampio progetto sportivo che stiamo portando avanti in previsione del 2016 in cui Palermo si candida a capitale europea dello Sport. Il contributo ricevuto dall’amministrazione comunale verrà utilizzato per la sistemazione degli atleti. Consiglio a tutti di venire a vedere una partita di tennis in carrozzella perché è particolarmente spettacolare. Lo sforzo fisico e mentale a cui sono sottoposti gli atleti fa capire quanta forza di volontà ci voglia per praticare questo sport”.

Ninni Ricotta