Taormina Film Fest: i protagonisti siciliani

Taormina Film Fest 2019

Tre lungometraggi, cofinanziati dalla Sicilia Film Commission (Ufficio Speciale per il Cinema e l’Audiovisivo dell’Assessorato Turismo Sport e Spettacolo della Regione Siciliana) nell’ambito del progetto Sensi Contemporanei, saranno presentati alla sessantacinquesima edizione del Taormina Film Fest in programma dal 30 giugno al 6 luglio.

Si tratta di: “Amare amaro” del regista esordiente Julien Paolini, prodotto da Rosebud Pictures con la produzione esecutiva di Vincenzo Cusumano (in programma l‘1 luglio alle ore 18.00 nella Screening Room A);

 “Cruel Peter” un horror movie ambientato a Messina, diretto da Christian Bisceglia e Ascanio Malgarini (in programma il 3 luglio alle ore 22.45 al Teatro Antico);

“Picciridda”, girato a Favignana etratto dal romanzo omonimo di Catena Fiorello, diretto dal regista Paolo Licata e prodotto da Panoramic Film (in programma il 5 luglio, alle ore 18.00 nella Screening Room A).

“Amare amaro” e “Picciridda” saranno presentati in concorso, nella sezione principale dedicata ai lungometraggi italiani e stranieri (Feature Film Competition), e per entrambi i registi si tratta dell’esordio nel lungometraggio. Mentre “Cruel Peter”, già venduto negli USA e nel Regno Unito, sarà proiettato in anteprima internazionale – come si confà ad un film horror – la notte del 3 luglio al Teatro Antico di Taormina.

In apertura del Festival di Taormina, inoltre, il 30 giugno alle 12,30 la Sicilia Film Commission presente anche alla Casa del Cinema di Taormina dove il direttore, Alessandro Rais, presenta, insieme al presidente della Fondazione CSC Felice Laudadio e a Ivan Scinardo e Costanza Quatriglio, direttore e direttrice artistica della Sede Sicilia del CSC, le importanti novità del nuovo bando per giovani documentaristi della Sede Sicilia del Centro Sperimentale di Cinematografia / Scuola Nazionale di Cinema e in particolare il recente riconoscimento della equipollenza del diploma rilasciato dalla Scuola con la Laurea triennale L03, ai sensi del D.M. n. 378 del 24 aprile 2019.

Al Taormina Film Fest la Sicilia è vista anche dagli occhi di un italo francese: dopo aver ricevuto il Grand Prix come migliore film poliziesco al festival di Cognac (Francia), Amare Amaro, del regista esordiente Julien Paolini, girato nell’Isola con la produzione esecutiva siciliana di Vincenzo Cusumano, sarà mostrato in anteprima internazionale al 65° festival di Taormina, il primo luglio alle 18 al Palazzo dei congressi Sala A, subito dopo la conferenza stampa di Nicole Kidman e prima del suo premio alla carriera.

Con un cast composto da Syrus Shahidi, Celeste Casciaro e Virginia Perroni, il film concorre nella categoria Feature Film Competition per 5 premi, tra i quali il Cariddi d’oro del miglior film. Amare Amaro é stato girato in provincia di Palermo tra Belmonte Mezzagno, Terrasini, Balestrate, Carini e Cinisi con il sostegno della Sicilia Film Commission.

“Palermo non é stata una scelta casuale – dice il regista – perché a Palermo le storie di Omero si fondono con le leggende metropolitane. In quanto capitale dell’integrazione e vero e proprio laboratorio europeo, questa città, con i suoi valori, è riuscita a concretizzare quello che a Parigi, ancora oggi, sembra lontano e che è comunemente chiamato il “vivere insieme”. In quanto emigrato italiano in Francia cresciuto tra i due paesi, i miei film raccontano tutti la multi-identità moderna”.

Il regista e il cast incontreranno i giornalisti il  2 luglio durante una conferenza stampa, alle 11:30, al quarto piano del Palazzo dei Congressi.

 

Il documentario Dallas in Prizzi sarà in concorso nella categoria Documentary Competition della 65° edizione del Taormina Film Feste, e sarà presentato al pubblico del festival mercoledì 3 luglio alle ore 18:30.

Il docu film, diretto dal regista Luca Vullo, racconta uno scambio artistico, umano e culturale nato dall’incontro tra un gruppo di artisti americani e la piccola comunità siciliana di Prizzi. Si racconta del viaggio di un gruppo di artisti che partiti da Dallas, in Texas, hanno scelto Prizzi, il più alto e isolato paese della Sicilia, per realizzare dei murales in omaggio alla comunità. Prodotto nel 2018 dallo psichiatra americano Dave Atkinson, testimonianza di un progetto di contaminazione tra la Sicilia e il Texas che ha lo scopo di valorizzare e rafforzare i valori di un meraviglioso paesino e del suo popolo al centro del mediterraneo.

“Tornare al Taormina Film Fest 65° Edizione con il documentario Dallas in Prizzi, dopo aver vinto lo scorso anno il premio Sebastiano Gesù con CCÀ SEMU (film che analizza gli effetti dell’emigrazione sulla piccola comunità di Lampedusa) mi riempie di gioia e di orgoglio – commenta Luca Vullo, documentarista, regista e produttore cinematografico da anni riconosciuto come ambasciatore della cultura siciliana nel mondo -. Stiamo parlando di uno dei festival più importanti in Italia che nella sua nuova formula sta puntando sempre più ad uno scenario internazionale e di qualità. Io e il mio caro amico Dave Atkinson presenteremo ufficialmente quello che non è solamente un film documentario, ma la testimonianza di un bellissimo progetto culturale molto più ampio e articolato. Io sono un romantico e vedo l’esperienza che abbiamo raccontato nel nostro film come una profonda storia d’amore: quello tra uno psichiatra di Dallas e Prizzi, piccolo paese sui monti sicani, che si manifesta tramite l’arte e la costante promozione internazionale di un gioiello architettonico e di saperi nel cuore del mediterraneo”.

“Siamo fieri di condividere la gioia dell’esperienza nata in seno allo scambio artistico e umano tra la comunità di Prizzi e il gruppo di artisti texani nel contesto di una delle più importanti rassegne cinematografiche italiane, perché rappresenta il posto giusto per mostrare l’arte e la cultura della Sicilia al mondo, raccontando la storia di come due mondi così diversi si siano incontrati – continua il medico e ideatore del progetto Dave Atkinson. Dallas in Prizzi non racconta cosa degli americani abbiano dato al piccolo comune rurale di Prizzi, così isolato e allo stesso tempo ricco di usi e profondamente legato alle tradizioni, ma è la storia del riflesso dell’amore e dell’accoglienza che questi americani hanno ricevuto dalla comunità prizzese”.

Il documentario

Dallas in Prizzi racconta l’idea di un giovane e affermato psichiatra americano che vive e lavora a Dallas di coinvolgere tre artisti texani molto conosciuti in America nella realizzazione di diverse opere di street art in un piccolo comune dell’entroterra siciliano. Gli americani, dopo lo shock socio-culturale, entreranno in profonda relazione con la gente di Prizzi comprendendo le loro frustrazioni politiche ed economiche e decideranno di superare lo scetticismo locale con la bellezza. I siciliani ripagheranno i “forestieri” con il calore e la grande accoglienza che li contraddistingue. 

Questo incontro tra la Sicilia e il Texas dimostra l’importanza dell’arte nel costruire la fiducia e le relazioni necessarie alla diffusione di una cultura.

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