Tagliati ad Alcamo alcuni pini marittimi secolari: le reazioni di cittadini e associazioni / FOTO

Da alberi a sedie...

Alberi, Alcamo

Cittadini ancora increduli ad Alcamo, comune trapanese a 50 km da Palermo, dove è ben visibile il taglio dei pini marittimi secolari di piazza della Repubblica. Azione, a detta degli abitanti alcamesi, “senza motivo”, che li ha inoltre sorpresi ed indignati dopo essersi resi conto che, dai tronchi recisi dagli alberi, sono state realizzate delle sedie.

In un comunicato dello scorso 3 aprile, del settore Ambiente del comune di Alcamo, si legge che: “Il territorio urbano alcamese è interessato da un progetto complessivo per la ‘riqualificazione e manutenzione straordinaria del verde pubblico e di pertinenza di edifici scolastici’ che coinvolge gli spazi verdi della Città”.
Su questo punto, l’assessore al Verde pubblico della Giunta Surdi, Stefano Alessandra, afferma: “il progetto di manutenzione del verde, che durerà circa 6 mesi, prevede piantumazioni, interventi di pulitura negli spazi verdi di pertinenza delle scuole con la manutenzione dei giochi bimbi esistenti, riqualificazione di aiuole in aree degradate, arredo verde, aiuole spartitraffico, abbattimenti, potature, etc. E’ prevista, altresì, la piantumazione di essenze stagionali nelle aree verdi individuate dai progettisti, insieme alla riqualificazione di aree attualmente in stato di degrado; nonché la collocazione di un nuovo gioco per l’area bimbi di uno dei parchi urbani di Alcamo”.

Alessandra poi continua: “si sta provvedendo all’abbattimento di alcuni alberi pericolosi per l’incolumità pubblica, sia a causa delle radici malate che di fusti troppo inclinati, che saranno sostituiti con piantumazione di essenze con caratteristiche radicali più adatte all’ambito urbano. Alcuni di questi alberi insistono su aree di gioco/bimbi nonché fortemente interessate dal traffico veicolare, pertanto il pericolo di eventuali incidenti, che avrebbero potuto coinvolgere bambini e/o automobilisti, è stato prioritario rispetto a qualsiasi altra considerazione. La segnalazione della pericolosità di queste piante proviene dalla presa d’atto di verbali dei Vigili del Fuoco, dalle relazioni dei tecnici comunali e dalle indicazioni dei cittadini”.

Conclusione di Alessandra: “C’è una grande sensibilità da parte dell’Amministrazione per la tutela del patrimonio degli alberi e del verde pubblico in generale, ed è un dispiacere abbattere questi alberi, ma non avremmo potuto fare diversamente, a causa della loro salute, d’altronde la quantità (per ogni albero tolto ne saranno piantati altri 2) e la qualità delle piante che saranno piantumate è adatta al contesto urbano. Gli spazi urbani e le ville cittadine si doteranno quindi di nuove essenze che abbelliranno la Città, evitando gli inconvenienti del passato. Infine, riguardo le potature, saranno fatte quelle importanti che vengono richieste a gran voce dagli uffici e dai cittadini per tutelare il traffico veicolare e che permettono al nostro patrimonio arboreo di crescere nella giusta maniera ed in salute; ricordiamo che le aiuole destinate alle alberature stradali devono essere le più ampie possibili proprio per la pubblica incolumità”.

Tante le personalità intervenute per far luce sull’accaduto, tra queste, Concetta Amella (M5S) della Commissione Ambiente al comune di Palermo che, commentando la triste fine degli alberi di Alcamo, ha fatto sapere di essere riuscita a contattare Domenico Surdi, Sindaco di Alcamo, col quale si sarebbero sentiti quanto prima.

Anche Laboratorio Ambiente IDV ed A.M.A. Ecology hanno constatato questa situazione, soffermandosi sull’aspetto del taglio di alberi sani.

“Come rappresentante regionale di Ambiente e Natura – ha dichiarato Elvira Vernengo – il Laboratorio Idv, insieme agli altri volontari e alla rappresentante nazionale Beatrice Feo Filangeri, assiste ad una guerra al verde senza esclusione di colpi. Le ultime, in ordine di tempo, riguardano il comune di Alcamo di cui ho letto per mia conoscenza il regolamento del verde che dovrebbe disciplinare le attività a tutela del verde pubblico. Mi ha colpito in particolare l’articolo 5 in tema di ‘conservazione patrimonio verde’: non mi sembra che si stia attuando questa previsione”.

“L’abbattimento di alberi di 70 e passa anni – continua la Vernengo – a me pare uno scempio, ed il comunicato stampa, emesso dai responsabili del comune, fa riferimento a situazioni di pericolosità oggettivamente rilevate ‘dai vigili del fuoco, tecnici comunali e semplici cittadini’. Gli unici a decidere se un albero debba o meno essere abbattuto sono i tecnici della soprintendenza. Invito il comune ad adottare anche delle strategie preventive; in altri paesi europei, dove il vento soffia impetuoso, capita spesso di vedere alberi piegati, giammai vengono abbattuti, ma circoscritti da recensione opportuna. Lo stesso dicasi per il Comune di Palermo che spesso inopportunamente avvia operazioni di abbattimento come quella che ha riguardato nei giorni scorsi un salice piangente che risedeva da un buon numero di anni nella piazza di Pagliarelli. Esistono e devono essere attuate metodiche differenti – conclude la Vernengo – gli alberi si ammalano perchè trascurati ed ignorati, e le cure in molti casi sono possibili. I tagli sono una sconfitta per tutta la collettività, pur ipotizzando compensazioni che, nella stragrande maggioranza dei casi, restano più un desiderio di pochi ambientalisti”.

“Come Responsabile nazionale del Laboratorio Ambiente Idv – ha commentato Beatrice Feo Filangeri – leggendo il comunicato del 3 aprile, vorrei sottolineare che il primo cittadino di Alcamo parla di riqualificazione del verde urbano. Ma quello a cui si sta assistendo, al momento non sembra che sia tale. Sono stati abbattuti dei pini secolari, molti dei quali sarebbero dovuti essere vincolati dalla soprintendenza, perchè si parla di pericolosità per l’albero inclinato e le radici mobili o malate. Vorrei pertanto suggerire a chi si accinge a fare queste operazioni, con impatto ambientale molto forte, che secondo le normative europee del verde queste operazioni devono essere comunque rese pubbliche molto tempo prima. Gli alberi, se si ammalano, è perchè non c’è manutenzione, e quelli malati, in ogni caso, si possono curare, e non ridurre a poltrone, umiliandoli nella sua demolizione. Guardando le foto pervenute, dai tronchi monchi non si evince alcuna malattia. Il sindaco parla di radici mobili, che nei pini qualche volta accade, ma, noi auspichiamo che ad ogni pino monumentale che ha una massa tolta, vengano ripiantati almeno 5-6 alberi, secondo quanto impone il regolamento del verde. Purtroppo – conclude la Filangeri – siamo arrivati in ritardo, in questi casi sarebbe opportuno che l’amministrazione comunale renda note le perizie sulla pericolosità degli alberi, e non sempre, ricordiamo, tutti gli alberi inclinati sono pericolosi. Speriamo quindi che la compensazione venga fatta in maniera idonea, e che, ad ogni albero tolto, ne corrispondano 5-6 per ripristinare sia la funzione estetica che salutare”.

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