domenica, 7 Agosto 2022
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Sulle tracce di Gagini tra Sicilia e Calabria nel progetto ”Sicilia terra d’approdi”

“La presenza nella Sicilia Orientale dei Gagini di Bissone e l’Umanesimo della Rinascita tra XV e XVI secolo” è il titolo del convegno che durante la primavera 2022 concluderà i lavori del progetto “Sicilia terra di approdi” dedicato alla valorizzazione del genio artistico della famiglia dei Gagini, attraverso un itinerario che coinvolge la Sicilia e la Calabria.

Il progetto, promosso dalla Soprintendenza dei Beni culturali di Catania, diretta da Donatella Aprile e realizzato in collaborazione con la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia, è stato finanziato dall’Assessorato dei Beni culturali e dell’Identità Siciliana con lo scopo di far conoscere l’opera dei Gagini in Sicilia rafforzando il legame culturale con la Calabria. Attraverso la produzione scultorea dei Gagini, infatti, il progetto tende a ricostruire un ideale percorso che, dal Canton Ticino, luogo di nascita di Domenico Gagini giunge, attraverso la Toscana e poi la Corte di Alfonso d’Aragona a Napoli, in Sicilia e Calabria dove i pregiati artisti ebbero numerose committenze.

Obiettivo dell’iniziativa – che tra gennaio e marzo coinvolgerà Diocesi e Parrocchie, ma anche numerosi Comuni, Facoltà Universitarie, Accademie, Istituzioni Scolastiche e Associazioni culturali operanti nei territori – è quello di promuovere le ricerche storiche e documentarie al fine di favorire nuovi interventi di restauro e valorizzazione delle opera per realizzare un museo diffuso attraverso i luoghi in cui si trovano le opere realizzate dai Gagini.

I luoghi in cui le opere sono custodite, infatti, sono parte integrante di un progetto che prende in considerazione il contesto storico-artistico e il patrimonio culturale che ha legato la Sicilia e la Calabria dell’epoca, creando un continuo e fertile interscambio di idee, modelli e iconografie.

Il progetto di gemellaggio Sicilia-Calabria nel nome dei Gagini, che si affianca ad altre iniziative portate avanti dall’assessorato dei Beni culturali e dell’Identità siciliana – sottolinea l’assessore regionale, Alberto Samonà – si pone l’obiettivo di definire rapporti di collaborazione stabili tra due regioni che hanno molti elementi culturali comuni, nel tentativo di costruire percorsi ideali in una logica di valorizzazione delle macro aree. I Gagini, che dal Canton Ticino, luogo di nascita di Domenico Gagini, attraversarono tutta l’Italia grazie alle committenze, e che si stabilirono al Sud lasciando tracce inconfondibili della loro arte, sono un esempio fulgido dell’opportunità di creare connessioni interessanti attraverso itinerari culturali appetibili a livello internazionale. Una linea di azione sulla quale il Governo regionale è fortemente impegnato”.

I Gagini furono grandi imprenditori, artisti straordinari, creatori di impresa e artefici di bellezza, interpreti di un linguaggio artistico originale, sintesi tra il Gotico e l’Umanesimo.

Gli eventi e le attività programmate attraverso il progetto “Sicilia terra di approdi” vogliono condividere conoscenze e metodologie di restauro, mettendo a confronto gli interventi di recupero e valorizzazione effettuati su alcune importanti opere quali l’Annunciazione di Bronte, in provincia di Catania e quella di Bagaladi, il cui restauro è stato promosso dall’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte.

“L’assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana – spiega la Soprintendente di Catania, Donatella Aprile – nel sostenere il progetto, ha valutato come finalità determinante la progressiva riscoperta del “locale” attraverso la riqualificazione di itinerari culturali e turistici tra i centri del calatino e del comprensorio jonico-etneo: Militello, Bronte, Castiglione di Sicilia, Linguaglossa, Vizzini, Randazzo, Caltagirone, avendo anche come riferimento l’incontro con i centri calabresi dove si custodiscono tesori di straordinaria bellezza, risultato dei gusti di committenti che hanno contribuito a scrivere la storia del Rinascimento”.

Il progetto, che si avvale della consulenza del prof. Pasquale Faenza, conservatore dei Beni culturali e storico dell’arte, sarà arricchito da preziosi contributi video, da brochure e pannelli tematici realizzati per documentare le opere dei Gagini. Il tutto con il coinvolgimento delle scuole e delle università dei territori, ma anche di studiosi, restauratori e museografi che saranno chiamati a collaborare per una maggiore conoscenza e divulgazione dell’opera della più importante famiglia di scultori attiva tra la Sicilia e la Calabria nel Rinascimento. I giovani che vivono nei borghi dove sono presenti opere dei Gagini e che si fanno parte attiva di questo processo di valorizzazione devono, infatti, acquisire la consdapevolezza di essere protagonisti consapevoli di una sfida contro il progressivo sradicamento culturale e sociale dei piccoli centri urbani per farsi, progressivamente, promotori di una nuova stagione culturale.

Momento conclusivo del progetto sarà il convegno su “I Gagini di Bissone e la scultura del Rinascimento in Sicilia”, che si terrà a Catania durante la prossima primavera e i cui obiettivi sono l’approfondimento scientifico del catalogo delle opere dei Gagini e la creazione di nuovi percorsi culturali tra la Sicilia, la Calabria e l’Italia all’interno di un’idea di Museo Diffuso.

L’approfondimento e il restauro delle opere dei Gagini collocate nelle due regioni divise dallo Stretto di Messina consentiranno alle comunità di riappropriarsi della coscienza dei luoghi, attraverso un processo identitario che vuole promuovere il desiderio di conoscere, tutelare e fruire un patrimonio storico artistico di valore inestimabile, talvolta non adeguatamente conosciuto e valorizzato.

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