Stazione marittima del porto di Palermo: riavvio dei lavori fermi da 7 anni

Conferenza Stampa presso Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia occidentale
Conferenza Stampa presso Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia occidentale

Si è svolta questa mattina, nella Sala Consiglio dell’Autorità del Sistema Portuale del Mare di Sicilia, in via Piano dell’Ucciardone a Palermo, la conferenza stampa per l’annuncio della ripresa dei lavori alla Stazione marittima del Porto di Palermo.

I lavori, avranno un costo stimato in poco più di 73 milioni di euro distribuiti in: 31 milioni di euro per la stazione marittima, 500 mila euro per l’abbattimento dei silos, 500 mila euro per la stazione marittima provvisoria, 41 milioni di euro circa destinati al dragaggio (in marina, operazione di ricerca e di conseguente distruzione, o recupero, delle mine subacquee ancorate) del Porto di Palermo, e 1 milione e 200 mila euro per l’abbattimento dei silos vicini alla struttura ricettiva.

Conferenza Stampa presso Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia occidentale
Conferenza Stampa presso Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia occidentale

Presenti alla conferenza il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, il presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, Pasqualino Monti, il provveditore interregionale Opere pubbliche Sicilia-Calabria, Donato Carlea, il comandante Capitaneria di Porto e direttore marittimo della Sicilia occidentale, Salvatore Gravante.

«Gli interventi che si sono realizzati e che si stanno ancora realizzando – spiega il sindaco Leoluca Orlando – rappresentano un segnale positivo per rendere il Porto di Palermo sempre più adeguato alle esigenze della “impresa-Porto”: bene comune e luogo di mobilità a servizio del territorio».

Conferenza Stampa presso Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia occidentale
Conferenza Stampa presso Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia occidentale

Dopo sette anni di scontri e contenziosi amministrativi tra Autorità del Sistema Portuale del Mare di Sicilia occidentale e l’impresa appaltatrice So.Co.Stra.Mo., si è sbloccata la vicenda che ha tenuto la stazione marittima del Porto di Palermo sotto sequestro per anni, interdetta ai passeggeri e chiusa ai necessari lavori. Oggi, appianate le dispute, si può ripartire. Grazie alla intensa e proficua collaborazione con il Provveditorato, nella persona del dottor Carlea, che ha dialogato con l’impresa appaltatrice, quest’ultima ha 45 giorni di tempo per consegnare il progetto esecutivo in  variante per permettere la ripartenza dei lavori che dovranno concludersi entro due anni.

«Il problema che abbiamo fronteggiato – spiega Donato Carlea – era difficilissimo da risolvere, ma con la collaborazione dell’Autorità portuale, la Capitaneria di porto e con quella che io definisco “il coraggio della follia” ce l’abbiamo fatta. Tutto questo contenzioso – sottolinea il provveditore – nasce da quella che dovrebbe essere la parte più importante della realizzazione di un’opera pubblica, ma che, per pura sottovalutazione, per mancanza di progettualità e di un project manager valido, è stata fatta male. Il progetto – conclude Carlea – presentava delle carenze sia progettuali che esecutive (le nuove norme prevedono un livello di conoscenza 3, mentre il progetto in questione si trovava al livello 2) che hanno causato il blocco del procedimento: ora, abbiamo il “progetto perfetto”, cioè regolare».

«Grazie all’intervento del Provveditorato e una lunga nonché difficile transazione – spiega Pasqualino Monti -, due giorni fa, è stato firmato l’atto transattivo con l’azienda appaltatrice e per il 25 luglio è stato fissato il comitato tecnico al quale seguiranno i lavori di riqualificazione della Stazione marittima».

Se il primo nodo sciolto ha riguardato la stazione marittima, il secondo non poteva che coinvolgere il sequestro della banchina Vittorio Veneto (che, recentemente, ha ospitato la nave Amerigo Vespucci), un’altra vicenda che si è a lungo trascinata senza sbocchi prima di trovare una soluzione.

«Anche qui – precisa su questo punto Pasqualino Monti – siamo arrivati a un prezioso traguardo: il dissequestro della banchina e, quindi, la possibilità di avere un attracco in più. Era, quindi, indispensabile riqualificare la tensostruttura situata sul molo Vittorio Veneto perché a breve quella parte di porto verrà nuovamente toccato da navi da crociera. Mentre aggiustavamo la stazione marittima – prosegue il presidente – abbiamo deciso di demolire i silos del grano, che verranno abbattuti il 27 giugno, per rendere disponibili altri due attracchi alla Stazione marittima».

Ristrutturazione complessiva della tensostruttura, dunque, assieme al rinnovo dell’arredo e all’arrivo di nuovi apparati radiogeni per la sicurezza dei bagagli, con sei file di controlli, che saranno operativi entro luglio previa autorizzazione, che ancora si attende, da parte dell’Asp. Si avrà così a disposizione un terminal per navi che non trasportano più di 800/1000 persone, ma 5/6mila in un’unica toccata. Il prossimo 20 luglio 2018, a Villa Igea, è previsto il convegno con i vertici dello Shipping Nazionale e Internazionale, che vedrà il lancio di quanto è stato realizzato.

 

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