Dove stanno andando i politici di centro? Grandi manovre in vista delle elezioni. Intanto Lentini va nell’UDC.

L'On. Totò Lentini

L’ultimo cambio di casacca in ordine di tempo, anche se si tratta di un ritorno alle “origini”, è quello ufficiale di Totò Lentini. Poi ci sarebbe quello, che danno solo alcuni organi di stampa e cioè quello dell’on. Michele Giuffrida.

Ma quello che ci ha fatto fare questa breve analisi sullo stato della “politica elettorale” siciliana è quello di Lentini.

A quasi un anno dalla prossima competizione regionale, quindi, il deputato di Sicilia Democratica lascia Sicilia Futura e l’ex ministro Salvatore Cardinale e transita nell’UDC . Queste sono le parole di Lentini che argomentano la sua adesione in “Area Popolare”: “L’evoluzione dello scenario politico italiano e siciliano, le continue fibrillazioni e le risposte spesso inadeguate con cui si è cercato di affrontare e risolvere problemi di grandissimo rilievo, l’inadeguatezza delle formule politiche sin qui adottate nella speranza di trovare soluzioni nuove a vecchi problemi, mi hanno indotto – in prossimità dei confronti elettorali che ci coinvolgeranno già dal prossimo autunno – ad una scelta di campo responsabile e di prospettiva”.

L’On.le Lentini, dunque torna all’area nella quale è nato il suo impegno politico e dal quale si era allontanato per seguire un’intuizione regionalista portata avanti dall’On.le Lino Leanza. Prima “Articolo 4” e dopo “SD” e, da ultimo la breve esperienza federativa incompiuta con “Sicilia Futura”.

La frattura con Sicilia Futura era già nell’aria da un po’ di tempo e con questo atto tramonta definitivamente il percorso comune che avrebbe dovuto portare la nuova formazione a superare, dal punto di vista elettorale, lo spauracchio della soglia del 5%.

Certo che l’uscita di Lentini e di Giuffrida (anche se, chiariamo, lo stesso on. Giuffrida ancora ufficialmente non lo ha confermato, ma viene riportato dai media), sicuramente non farà dormire sonni tranquilli, sia all’interno di Sicilia Futura, impegnata per il superamento della soglia fatidica del 5% che ai tanti, vicini al Presidente Crocetta (l’unico candidato certo per le prossime elezioni), che già sono al lavoro per arginare l’avanzata del Movimento 5 Stelle. Ancora da Sicilia Futura o PDR nessun comunicato, ma sono probabili contromisure. Da più parti, però, queste appaiono complicate, Probabile, per superare l’incognita del 5% potrebbe essere un passaggio nel partito di Faraone (PD) che ricordiamo presente alla presentazione della nascita di Sicilia Futura, ma qui ci sono presenti già gli ex di Art. 4 che potrebbero non vedere di buon grado l’adesione degli uomini di Cardinale. Si potrebbe pensare alla nascita di una coalizione del presidente Crocetta tipo “Megafono e Alleati”.

Certo è, che l’incognita elezioni già non fa stare tranquilli i tanti che sono impegnati per curare la disaffezione dell’elettore che da qualche tempo a questa parte non va nemmeno più a votare (la dimostrazione si è avuta nell’elezione del Presidente della Regione Crocetta che è stato eletto con una percentuale del 15% circa , infatti è andato a votare il 47% degli aventi diritto e Crocetta ha raggiunto il 30% sui votanti) e ai molti che guardano con paura la grande incognita data dalla riduzione del numero dei deputati che potranno diventare o ritornare inquilini a Sala D’Ercole: 70 al posto di 90. Venti in meno, da ripartire su tutti i partiti e movimenti presenti attualmente nel Parlamento siciliano.

Insomma la campagna elettorale per le regionali sembra già iniziata e, guardando i numeri, pensiamo che moltissime notti insonni aspettano i candidati che vogliono diventare i prossimi onorevoli di Palazzo dei Normanni.