Sicilia Queer filmfest. La programmazione del 3 giugno

Serpentario

Continuano gli appuntamenti del Sicilia Queer filmfest, in programma a Palermo fino al 5 giugno. Lunedì 3 giugno in programma alle 18.30 al De Seta, in anteprima nazionale, Serpentario (2019) film di Carlos Conceição in concorso nella sezione Nuove Visioni. Il lungometraggio racconta di un ragazzo che si mette in viaggio alla ricerca del fantasma della madre per mantenere una vecchia promessa. Attraverso deserti sconfinati, antiche epoche e scenari post apocalittici, una voce lo guida verso un luogo familiare ormai perso nel tempo, verso le fondamenta di un ricordo sbiadito ragazzo si mette in viaggio alla ricerca del fantasma di sua madre.

Alle 20.30 è la volta di L’amour debout, film in anteprima nazionale di Michaël Dacheux (2018) che partecipa alla sezione a concorso Nuove Visioni. In fuga dalla sua Tolosa, Martin parte alla volta di Parigi in cerca di fortuna. Qui incontra Leah, con cui si è appena lasciato e che ha rappresentato il suo primo amore. I due ragazzi cercheranno di superare a loro modo la fine della loro relazione, alla ricerca della consapevolezza di cosa voglia dire diventare adulti.

A seguire, a partire dalle 22.30 spazio al Concorso dei cortometraggi. Tra i lavori proiettati, tutti in anteprima nazionale, il pubblico potrà ammirare: A Woman’s Wife di Ahlam Jang (2018), delicata trasformazione identitaria di un marito transessuale che si complica quando, abbandonate le mura domestiche, il privato diventa pubblico; Galatée à l’infinidi Julia Maura, Mariangela Pluchino, Ambra Reijnen, Maria Chatzi, Fátima Flores (2017),che racconta la delusione di Pigmaglione per le donne dei suoi tempi, e di qui la decisione di modellarne una con le sue stesse mani; Fuck you di Anette Sidor (2018), lavoro dal linguaggio filmico fresco, diretto e contemporaneo per una vicenda che si svolge in gran parte all’aperto, sotto i raggi del sole e in una dimensione pubblica che favorisce gli incontri e il confronto tra i personaggi.

Si prosegue con Old Narcissusdi Tsuyoshi Shoji (2018) melodramma nel solco della tradizione giapponese che affronta i temi cruciali dell’invecchiamento e della solitudine pur mantenendo una buona freschezza narrativa, con originali idee visive e un colorismo musicale in grado di smorzare la componente patetica; Reforma di Fábio Leal (2018 ), il regista, che è anche attore della pellicola, mette tutta la sua fisicità a disposizione di una storia che alterna diurno e notturno, paura e desiderio, scandagliando il suo stesso corpo attraverso l’occhio della macchina da presa; Lac Daumesnil di Thomas Devouge (2019), racconto di un’affinità elettiva circondata da fantasmi lontani.

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