giovedì, 26 Maggio 2022
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Torna il Sicilia Queer filmfest: dal 30 maggio al 5 giugno ai Cantieri Culturali della Zisa

Presentata la 12ª edizione del Sicilia Queer filmfest

La dodicesima edizione del Sicilia Queer filmfest si svolgerà a Palermo dal 30 maggio al 5 giugno 2022 ai Cantieri Culturali alla Zisa, tra il Cinema De Seta e gli altri spazi della grande cittadella culturale palermitana.

Il Sicilia Queer filmfest apre la sua 12ª edizione lunedì 30 maggio, alle ore 20.30 presso il Cinema De Seta (Cantieri Culturali alla Zisa), con il progetto LAMBDAPHONE di Roy Paci pensato in esclusiva per il Festival e con il film Hideous di Yann Gonzalez e il cortometraggio Bebé colère di Caroline Poggi e Jonathan Vinel.

In 7 giorni di programmazione il SQFF presenterà: 9 film di autori significativi, poco conosciuti al grande pubblico in concorso nella sezione Nuove Visioni13 film in concorso nella sezione Queer Short, la cui la stragrande maggioranza sono girati da donne e portano le tracce di un passato queer emarginato dalla storiografia dominante; 19 titoli della sezione Panorama Queer, che vede la presenza della regista americana Madeleine Olnek, la francese Claire Simon, l’inglese Beatrice Gibson e l’argentino Eduardo Williams; la personale in anteprima in Italia dedicata a Mark Rappaport, regista, critico cinematografico e pioniere del video-saggio; la sezione Carte Postale à Serge Daney, che si sofferma sulla storia del cinema; Retrovie italiane, che rende omaggio a Carlo Lizzani e Pier Paolo Pasolini; il Premio Nino Gennaro allo scrittore David Leavitt; e ancora Letterature Queer, la sezione Arti Visive con la mostra Rita Casdia. Eden e l’installazione A Week’s Notice di Tomaso De Luca; la sezione Letterature Queeranteprimeincontri con gli autoriapprofondimenti e tanto altro.

Il Festival saluterà il pubblico la sera di domenica 5 giugno (sempre al Cinema De Seta, Cantieri Culturali alla Zisa) con la proiezione di Vortex di Gaspar Noé, che sarà preceduta dalla cerimonia di premiazione.

Bearded Birds – il trailer originale che accompagnerà questa edizione del SQFF – è realizzato dalla regista francese Marie Losier.

INFO / PROGRAMMA 
https://www.siciliaqueerfilmfest.it/edizioni/sicilia-queer-2022

BIGLIETTI
Ingresso Intero 5 € / Ridotto queer card 4 € / Studenti 3 €


Mark Rappaport


È Mark Rappaport il protagonista della sezione Presenze dell’edizione 2022 del SQFF. Al regista, critico cinematografico e pioniere del video-saggio è dedicata – per la prima volta in Italia – la personale a cura di Andrea Inzerillo e Tommaso Isabella, che partirà da Palermo e proseguirà in autunno con ulteriori tappe in collaborazione con i festival Filmmaker di Milano e I mille occhi di Trieste.
Gli spettatori avranno modo di scoprire uno dei più grandi tesori nascosti del cinema indipendente americano, conoscere la sua produzione più recente e incontrare il regista al Cinema De Seta di Palermo.

Mark Rappaport (New York, 1942) – I primi cortometraggi di Mark Rappaport, sempre a cavallo tra narrazione e sperimentazione, risalgono alla metà degli anni Sessanta. Negli anni Settanta il regista si impone all’attenzione internazionale con lungometraggi innovativi come Casual Relations (1974), Mozart in Love (1975) e The Scenic Route (1978). La sua produzione prosegue con continuità nel segno della trasformazione, e a partire dagli anni Novanta – prima con Rock Hudson’s Home Movies (1992) e poi con From The Journals of Jean Seberg (1995) – dà vita a una produzione originale e inconfondibile che lavora in direzione di una rilettura critica e in controtendenza della storia del cinema classico, con particolare attenzione agli attori e alle attrici del grande cinema americano degli anni Quaranta e Cinquanta. Il suo sguardo ironico e anticonformista indaga le corrispondenze segrete tra i capolavori di Hollywood e le mitologie collettive dello star system, muovendosi tra aneddoti e grande storia, gossip e fantasie spettatoriali, tenendo insieme possibilità e realizzazioni che costituiscono fino ad oggi l’immaginario creato dal grande cinema popolare.
Le sue “false autobiografie”, cui si dedica in maniera pressoché esclusiva a partire dagli anni Duemila, sono autoritratti allo specchio sui generis, film che mescolano verità e finzione in un gioco di invenzione continuo che si muove strutturalmente tra serio e faceto. Ne sono protagonisti attori celebri come Rock Hudson, Jean Seberg, Anita Ekberg, Danielle Darrieux, James Mason, Joan Crawford e Lana Turner, ma anche nomi meno noti della storia (ma non meno iconici, protagonisti di film di grandi autori come Fritz Lang, Alfred Hitchcock, Howard Hawks ecc.) quali Debra Paget, Marcel Dalio, Chris Olsen, Turhan Bey, Will Geer e molti altri.
Il risultato è quello di un rimescolamento delle carte e dei canoni inedito, originale e spesso gioiosamente provocatorio. Gli interessi di Rappaport spaziano dai melodrammi di Douglas Sirk ai capolavori del cinema d’autore europeo, da Max Ophüls a Jacques Tati fino a Robert Bresson, da Casablanca Orizzonti di gloria passando per L’anno scorso a Marienbad. Nella sua personalissima controstoria del cinema gli elementi che ordinariamente sembrano in secondo piano nei film assumono una nuova centralità, e a diventare protagonisti sono allora gli attori ebrei in fuga dall’Europa degli anni Trenta e quelli perseguitati dal maccartismo nell’america degli anni Cinquanta, gli omosessuali e le lesbiche cancellati da una morale perbenista e persino gli oggetti e le scenografie che sembrano invisibili agli occhi degli spettatori ordinari. Lo sguardo di Rappaport – tra le firme più preziose di una celebre rivista di cinema come Trafic, fondata da Serge Daney – illumina di una nuova luce la prospettiva del cinema sul Ventesimo secolo, mostrando con leggerezza e acume teorico ciò che nei film è ben nascosto in superficie, realizzando un lavoro di grande raffinatezza e nello stesso tempo capace di parlare al grande pubblico.
Il critico americano Jonathan Rosenbaum, tra i maggiori estimatori del suo lavoro, ha scritto che Rappaport è autore di “un cinema glamour fatto in casa” e che i suoi film occupano quella “terra di nessuno che si situa tra l’avanguardia e il mainstream”.

Les amours de Anaïs di Charline Bourgeois-Tacquet

Mercoledì 27 aprile alle ore 20.30 presso il Cinema Rouge et Noir di Palermo il Sicilia Queer filmfest presenta, in anteprima rispetto all’uscita nelle sale, Les amours de Anaïs (2021) di Charline Bourgeois-Tacquet. La proiezione, realizzata in collaborazione con il Cinema Rouge et Noir e con Officine UBU, fa parte degli appuntamenti di avvicinamento alla dodicesima edizione del Festival in programma a Palermo dal 30 maggio al 5 giugno 2022.

Les amours de Anaïs (2021) di Charline Bourgeois-Tacquet


Anaïs ha trent’anni, è senza un lavoro, vive alla giornata in un appartamento che non può permettersi… e corre. Corre sempre e sembra essere inafferrabile, così come lo sono suoi pensieri. La sua vita è così frenetica che nemmeno il suo fidanzato, di cui lei ogni tanto si scorda, sembra riuscire a fermarla. Un giorno però, Anaïs incontra Daniel, un editore che s’innamora immediatamente di lei. Ma Daniel vive con Emilie, un’affascinante scrittrice che, apparentemente in modo inspiegabile, cattura l’attenzione di Anaïs. Le loro strade s’incrociano per un caso fortuito e questo incontro scatena in Anaïs un sentimento che mai aveva provato prima. La ragazza decide così di fare il possibile per incontrare nuovamente Emilie, seguendola ovunque pur di trascorrere del tempo insieme e con lei… fermarsi. Inizia così la storia di una giovane donna irrequieta e di un incontro indimenticabile che le cambierà la vita.


Rita Casdia e Tomaso De Luca sono i protagonisti della sezione Arti Visive della dodicesima edizione del Festival

Sempre attento ad esplorare le relazioni tra il mondo del cinema e quello delle arti visive, l’edizione 2022 del Sicilia Queer filmfest, in programma a Palermo dal 30 maggio al 5 giugno, presenta la mostra Rita Casdia. Eden, a cura di Antonio Leone e Paola Nicita – allestita presso il Museo Riso dal 27 maggio al 27 giugno; e l’installazione A Week’s Notice di Tomaso De Luca, a cura di Donato Faruolo – visibile presso lo spazio Haus der Kunst (Cantieri Culturali alla Zisa) dal 29 maggio al 5 giugno.

Rita Casdia. Eden

La ricerca di Rita Casdia si concentra principalmente sui meccanismi elementari dei sentimenti, con uno sguardo attento alle dinamiche generate dai legami affettivi. La messa in scena di questi mondi emozionali si snoda attraverso una struttura narrativa spezzata e disinibita dove si condensano citazioni all’iconografia classica, elementi casuali, quotidianità spicciola, riferimenti al vissuto dell’artista e alla sua produzione onirica. La video animazione, il disegno e la scultura sono elementi che coesistono nelle installazioni dell’artista, articolandone l’universo espressivo in funzione della complessità dei contenuti emozionali e simbolici tematizzati.
Il focus delle recenti opere di Casdia è il processo di cambiamento, mutazione, di trasformazione in altro, colto nel suo atto di potenza. Nei lavori in mostra, disegni, video e sculture, l’artista mette in scena un Eden di creature in divenire; anatomie che sfuggono alla rigidità della determinatezza mostrandosi in eterna mutazione, soggetti fluidi, non necessariamente in cerca di un approdo, che potrebbe anche non arrivare mai. Come in Storie, 2021, 50 disegni, (inchiostro al gel su carta, 42X29,7cm), caratterizzati dalle presenza di figure antropomorfe, da colori molto vivaci – nell’inconfondibile stile dell’artista – che compongono un nuovo universo animato da piccole entità in metamorfosi. Sempre legato al tema delle metamorfosi e della rinascita, Unique double, 2021, (10 m lunghezza, diametro 90cm, peluche, ovatta, polimer clay), grande reperto invertebrato, un essere simbolico, ancestrale, anch’esso in divenire: un verme rosa, carnoso e morbido a due teste, che l’artista presenta nella sua trasformazione in atto, ancora non compiuta.
Fra i video in mostra anche Tree Story, 2021 (claymation, 3’20’’), video animazione realizzata in stop motion, in cui piccole sculture modellate in plastilina prendono vita per dare forma a meditazioni sulla genesi e il destino degli essere umani e sulla vita.

La mostra, a cura di Antonio Leone e Paola Nicita, è prodotta da Sicilia Queer in collaborazione con ruber.contemporanea.

Orari: martedì – sabato: ore 9 – 18.30 / domenica: ore 9 – 13; inaugurazione: 27 maggio, ore 18.30.

Tomaso De Luca – A Week’s Notice

A Week’s Notice, installazione video e sonora su tre canali vincitrice del Premio Maxxi Bvlgari 2020, trasforma l’architettura domestica in uno spazio disorientante, dove il senso di perdita e di precarietà diventano però elementi generativi di una ricostruzione.
L’opera parte proprio dalla necessità di creare un “finale alternativo” allo spietato fenomeno della gentrificazione dell’AIDS. Mentre la comunità omosessuale, che tra gli anni ’80 e ’90 fu la più colpita dall’epidemia, scompariva, il mercato vedeva in quella strage un’opportunità: mobili e beni personali venivano gettati per strada e gli appartamenti rimessi sul mercato per affittuari più sani e abbienti. Nel tentativo di riconquistare questo spazio perduto, l’artista presenta un’ode al disfacimento dell’architettura, fatto di miniature che volano, crollano e impazziscono, ricercando la bellezza nell’instabilità e facendo del trauma un territorio di creazione.
A Week’s Notice prende ispirazione da una collezione di fotografie raccolte durante gli anni ’80 e ’90 da Patrick, il proprietario di Autoerotica, un sex shop di San Francisco attivo tutt’oggi. Si tratta di fotografie erotiche amatoriali, scattate dagli abitanti di Castro Market, zona storicamente occupata dalla comunità queer.
Quando l’AIDS comincia a diffondersi, nell’indifferenza generale delle istituzioni, la conta delle morti cresce quotidianamente. Si dava così inizio a ciò che Sarah Schulman chiama la gentrificazione dell’AIDS: si svuotano interi quartieri, quelli in cui la comunità LGBTQ si era insediata, intere zone urbane diventano improvvisamente disabitate.
Negli anni Patrick ha raccolto le fotografie appartenute a queste persone, spesso salvandole dalla strada o ricevendole in dono dagli amici dei defunti. Ciò ha permesso la sopravvivenza e la diffusione di una memoria che sarebbe altrimenti andata perduta. Le foto testimoniano la resilienza di una comunità davanti a un’epidemia (resa tale dalla politica), la perseveranza di una gioia e di una necessità vitalista, mentre la “macchina” – come l’avrebbe chiamata Audre Lorde – continuava imperterrita a macinare e inghiottire, abbandonando le persone e consegnandone all’oblio gli spazi, gli oggetti, i mobili.

La mostra, a cura di Donato Faruolo, è prodotta da Sicilia Queer in collaborazione con Haus der Kunst #1 – Düsseldorf – Palermo.

Orari -> tutti i giorni: ore 16 – 22; inaugurazione: 29 maggio, ore 18.

Annunciate le giurie della 12esima edizione del Festival

È composta dal direttore artistico del New York Film Festival, l’americano Dennis Lim, dal pluripremiato produttore indipendente spagnolo Lluís Miñarro, dalla produttrice francese Judith Lou Lévy (vincitrice del gran premio della giuria a Cannes per Atlantique di Mati Diop), dal regista argentino Eduardo Williams (già vincitore di Cineasti del presente al festival di Locarno) e dalla regista spagnola Tuixén Benet, vincitrice ex aequo del concorso del Sicilia Queer 2021 con Aloma i Mila la giuria internazionale della dodicesima edizione del Sicilia Queer filmfest, in programma a Palermo dal 30 maggio al 5 giugno.

La giuria valuterà i 9 lungometraggi in concorso per la sezione Nuove Visioni, a cui sarà assegnato un premio di 1000€, e i 13 cortometraggi in gara per la sezione Queer Short, a cui sarà assegnato un premio di 500€.

Accanto alla giuria internazionale altre due giurie per il Festival: quella storica costituita dal Coordinamento Palermo Pride, mentre la novità di quest’anno è che il SQFF è il primo dei festival AFIC (Associazione Festival Italiani di Cinema) a ospitare una giuria composta da tre critici italiani che assegnerà il Premio della Critica SNCCI (Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani). I tre giurati che si occuperanno di dare questo premio sono Emanuele Di NicolaFranco La Magna e Gaia Simionati.

Il Concorso Internazionale di lungometraggi dedicato alle Nuove Visioni incarna lo spirito del Sicilia Queer, accostando nomi di autori più riconosciuti, anche se poco noti al grande pubblico, a scoperte più nascoste, in un gioco tra alto e basso, piccolo e grande che corrisponde all’essenza della settima arte. Titoli che rappresentano nuove visioni perché di autori giovani, ai primi lavori, o perché radicalmente diversi rispetto a ciò che si è soliti vedere sul grande schermo, rispetto alle narrazioni tradizionali, ai codici e ai canoni: film che dialogano con il cinema queer dal punto di vista tematico o formale, sempre in modo non didascalico e con uno sguardo ampio che ha il cinema al centro dei nostri interessi. 

Quest’anno la selezione delle opere per il Concorso Internazionale di cortometraggi Queer Short rimette al centro l’operazione più alta che i grandi film fanno sempre, ovvero partecipare a (ri)scrivere la storia. Che si tratti di storie personali o di destini collettivi, i film che saranno presentati in concorso, la stragrande maggioranza dei quali diretti da donne, portano le tracce di un passato queer emarginato dalla storiografia dominante, e contribuiscono a riequilibrare in questo modo ciò che sembra essere stato escluso dalle narrazioni e dai canoni ufficiali.

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