”Sciascia l’eretico”, Felice Cavallaro racconta l’uomo e lo scrittore

Un eretico è colui che diverge dalle opinioni e dalle ideologie comuni, che va controcorrente sempre e comunque per difendere le proprie idee, pur se in contrasto con il gruppo di cui fa parte. E questo era Leonardo Sciascia, un eretico. Lo era per Felice Cavallaro, giornalista del Corriere della Sera che da vent’anni segue i fatti di mafia, scrittore e amico di famiglia di Sciascia fin da quando viveva a Racalmuto, città natale del saggista.

A trent’anni dalla sua morte, Cavallaro dipinge con le parole un inusuale ritratto del grande scrittore del Novecento nel suo libro “Sciascia l’eretico. Storie e profezie di un siciliano scomodo” edito da Solferino; una biografia atipica che rilancia l’immagine di un intellettuale libero dai paradigmi comuni, un mosaico di fatti, storie e aneddoti. Un libro che parla dell’uomo prima ancora che dello scrittore e dell’intellettuale, riportandoci Sciascia a una dimensione umana. Una persona spigolosa, poco avvezza al compromesso ma sempre saldo nelle sue idee.

«Ho voluto fare venire fuori la grandezza di un uomo e di un pensatore – racconta Cavallaro -. Sciascia era sì un eretico, ma credeva profondamente nella religione delle verità, cosa che gli ha regalato spesso la solitudine. Questo libro si presta a un dibattito che è ancora acceso sulla sua figura».

Cavallaro ha dunque voluto tirar fuori le sue lezioni civili: dalla mafia che cambia in sintonia con i nuovi interessi criminali alla corruzione, dalle ingiustizie della giustizia al caso Moro, dal difficile rapporto con il Pci agli affilati colpi al sistema di potere della Dc, fino ai “professionisti dell’antimafia”, l’ultimo fronte polemico che Sciascia aveva aperto attirandosi attacchi astiosi e intolleranti

La capacità di comprendere la modernità era una grande capacità dello scrittore, ricordava Andrea Camilleri. «Manca la risposta di Sciascia alle domande di oggi – raccontava il creatore del Commissario Montalbano – Mi manca il suo spirito critico e l’acutezza. La capacità di collegare fatti apparentemente molto distanti tra di loro con lucidità di giudizio».

Il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha recentemente dichiarato che la città omaggerà Sciascia dedicandogli la Biblioteca Comunale.

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