Un progetto virtuoso, scarpa vecchia fa buon gioco, quello al quale anche il Palermitano presta il proprio contributo. Un esempio di economia circolare, che trasforma le suole delle scarpe dei portalettere in pavimenti antitrauma per bambini. Oltre 760 portalettere della provincia coinvolti nella raccolta. Dagli 20 centri di recapito, infatti, sono spedite ogni due
mesi in media 120 paia di scarpe.
Le prime mattonelle antiurto, nate dal riciclo delle scarpe antinfortunistiche in dotazione ad oltre 40.000 tra portalettere e operatori di stabilimento, sono state consegnate e installate nel parco giochi dell’asilo nido aziendale PosteBimbi di Roma. È qui, tra scivoli e altalene, che le vecchie suole consumate dal lavoro del servizio di recapito hanno trovato una nuova vita. L’idea, nata da un gruppo di dipendenti, continua nel solco dell’attenzione del Gruppo verso l’ambiente e la sostenibilità.
Il grande centro di smistamento di via Ugo la Malfa, inoltre è uno dei due punti di snodo sull’Isola e dove si convogliano le calzature da tutta la Sicilia occidentale. Nella scorsa raccolta si sono raggiunti oltre 200 chilogrammi di scarpe, partite poi alla volta del centro aziendale di Ancona.
Qui, infatti, le vecchie scarpe vengono raccolte regolarmente da tutti i centri logistici d’Italia per essere poi trasformate. Ad oggi ne sono state accumulate già 16 tonnellate, a riprova della partecipazione attiva di tutti i centri logistici di Poste Italiane e della sensibilità dei dipendenti sui temi ambientali e sociali che animano l’economia circolare. Un contributo importante arriva anche dal punto di vista ambientale: grazie all’impegno di Poste nel trasformare il rifiuto invece di smaltirlo, l’azienda ha ridotto nel 2025 l’impatto ambientale di 51.335 kg di CO₂, l’equivalente di 169.421 chilometri percorsi da un’autovettura diesel o della capacità di assorbimento di 311 alberi. Numeri che raccontano con chiarezza l’efficacia di un progetto che unisce innovazione, sostenibilità e attenzione al territorio.
La gomma, che prima garantiva la sicurezza dei portalettere, oggi offre protezione ai bambini, un circolo virtuoso nato da un’idea di successo che presto – assicurano i suoi promotori – sarà estesa al riciclo di caschi e divise dismesse. Estendendo questo di modello di economia circolare, anche ad altri progetti altrettanto virtuosi.


