Salvatore Ferlita presenta ‘Tempesta’ di Davide Camarrone da Modusvivendi

Sarà presente Francesco De Grandi.

Copertina di 'Tempesta' di Davide Camarrone

La libreria di Palermo Modusvivendi, in via Quintino Sella 79, ospiterà la presentazione del nuovo libro di Davide Camarrone, “Tempesta”, pubblicato dalla casa editrice indipendente Corrimano Edizioni. A dialogare con l’autore, lunedì 2 luglio 2018, a partire dalle ore 18.30, il giornalista e scrittore Salvatore Ferlita. Sarà presente il pittore Francesco De Grandi, autore del “Naufragio” (collezione ElenkArt), dal quale è tratta la copertina del romanzo.

Il romanzo di Davide Camarrone appartiene ad un tempo che è fuori dal tempo, dicendo di un naufragio e dell’incontro su un’isola al centro del Mediterraneo tra diversi personaggi letterari. Una Tempesta che conduce a Bintarriah, Pantelleria, l’isola dei venti: teatro di un coinvolgimento straordinario. “Tempesta” attraversa l’ultima opera teatrale shakespeariana, trascinando con sé lingua ed emozioni e non trattenendo pressoché nulla del testo originario.

In “Tempesta”, la lingua del tempo di Shakespeare incontra altre letterature ed altri autori, contemporanei. La storia prova a dire di tante drammatiche navigazioni; della sfida alla morte e del compiacimento nel lanciarla; di un naufragio e di incontri e ricerche che ad esso succedono, della disperazione, del pentimento e di un tragico riconoscimento. L’opera di Shakespeare e la tematica del naufragio, sono elementi che connettono la “Tempesta” di Davide Camarrone all’opera di Francesco De Grandi, ospite dell’incontro. Esponente de la Scuola di Palermo, il pittore ha raccontato di naufragi e orizzonti in tempesta.

“Dalle sorgenti dei suoi occhi strariparono lacrime e il limo dilagava sulla terra come l’ombra s’allarga al tramonto, le lacrime mischiandosi alle polveri che sfarinavano dal banco di lava e fertilizzavano le terre nerissime dell’Isola, coperte di uve di zibibbo e limoni piegati dallo scirocco fra corone di pietra e rosmarino“.

Davide Camarrone è nato nel secolo scorso – questa la breve bio comparsa in seconda di copertina -, due anni prima del terremoto, e ha cominciato a scrivere per il fascino del ticchettio di una Remington e di una Olivetti, a casa dei nonni. Ha letto sui prati e sotto gli alberi, sui divani e ovunque potesse fermarsi per più di un minuto e tirar fuori un libro dalla tasca. Ha scritto per giornali e riviste finché scrivere non è diventato il suo lavoro. Ha pubblicato romanzi e reportage tutti egualmente amati, belli e stortignaccoli, e ha fondato e dirige il Festival delle Letterature migranti, a Palermo, dove è tornato a vivere poco più di vent’anni fa. Suoi sono Lampaduza, L’ultima indagine del Commissario, Questo è un uomo, I maestri di Gibellina e Lorenza e il Commissario (Sellerio), I Diavoli di Melusa e Sbirra (Rizzoli), Sherlock Holmes e il mistero del Prince college (Leima).

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