Rosalia a Danisinni: il 4 settembre doppia proiezione del film sui Triunfi in onore alla Santuzza

Rosalia a Danisinni
Rosalia a Danisinni_ph. Anna Fici

ROSALIA A DANISINNI, SCRITTO E DIRETTO DA GIGI BORRUSO E’ UNA PRODUZIONE DanisinniLab e Museo Sociale Danisinni insieme alla SCUOLA DI CINEMA PIANO FOCALE.
La doppia proiezione è in programma venerdì 4 SETTEMBRE (ORE 19:30 E ORE 21:00) presso la
FATTORIA SOCIALE DANISINNI a piazza DANISINNI a PALERMO. INGRESSO GRATUITO CON POSTI LIMITATI. PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA SU EVENTBRITE.

Il cortometraggio ‘Rosalia a Danisinni’ è un omaggio alla tradizione dei ‘Triunfi’ per la Santuzza, e l’appuntamento si svolgerà infatti in occasione della festa liturgica di Santa Rosalia, nell’antico rione di Danisinni dove sono state girate le scene. Saranno presenti il regista e il cast.

Il cortometraggio Rosalia a Danisinni scritto e diretto da Gigi Borruso, direttore di DanisinniLab,
restituisce in chiave fiabesca il senso di una festa antica riprendendo le forme dei tradizionali
dei ‘Triunfi’ dedicati a Santa Rosalia. Scaturito dall’esigenza degli stessi allievi di DanisinniLab
(Laboratorio di Teatro di relazione e di comunità nato due anni fa nell’omonimo rione come
costola del Museo Sociale Danisinni) di coinvolgere e raccontare il quartiere Danisinni, che ha
particolarmente sofferto durante la fase del lockdown sanitario, il cortometraggio prova anche a
mettere a fuoco il rapporto fra l’azione artistica avviata negli ultimi anni del Laboratorio teatrale e
gli abitanti di Danisinni, il senso di un’attività che, insieme ad altri soggetti che operano da anni
nel territorio, ha contribuito all’apertura del quartiere alla città e alla costruzione di un progetto
di comunità nuova e consapevole. Significativa anche, in tal senso, la collaborazione tra due scuole d’arte indipendenti palermitane: DanisinniLab e la Scuola di Cinema Indipendente Piano
Focale.

Alla proiezione, come sopra anticipato, saranno presenti il regista, Gigi Borruso,
e i componenti del cast; la presidente del Museo Sociale Danisinni, Valentina Console; il direttore
della Scuola di Cinema Piano Focale, Giuseppe Gigliorosso; il sindaco di Palermo Leoluca
Orlando; l’assessore alle Culture, Mario Zito.

Il film è prodotto da DanisinniLab e il Museo Sociale Danisinni, in collaborazione con la Scuola di Cinema Indipendente Piano Focale, il supporto dell’associazione Insieme per Danisinni, e promosso dall’Assessorato alle Culture del Comune di Palermo. Al termine della proiezione, l’associazione Insieme per Danisinni offrirà una degustazione inaugurale dei prodotti gastronomici de I sapori di Danisinni, che per l’occasione sarà presentato al pubblico.

ROSALIA A DANISINNI, IL FILM

La sceneggiatura di Gigi Borruso prova a indagare, in chiave fantastica, il senso di una festa antica che, proprio quest’anno a causa delle restrizioni sanitarie non ha percorso le strade della città , le tradizioni della religiosità popolare e il desiderio di liberazione dal bisogno e dalla marginalità. Nel film la finzione si mescola a brevi interviste alla gente del quartiere. Un’esperienza didattica
e creativa, per raccontare il senso dell’attesa, del sogno e della rinascita nei giorni in cui la città
di Palermo celebra Rosalia, la sua Patrona, attraverso le immagini e le parole di un quartiere
come Danisinni che, sebbene ancora ai margini, in questi anni ha saputo mettere in campo
molte energie di rinnovamento. Qui, dove i servizi essenziali sono ancora un miraggio, le donne
intervistate chiedono come un mantra in primo luogo la riapertura dell’asilo e del consultorio,
chiusi e devastati da anni. E, seppur lentamente, la loro voce e quella delle associazioni che qui
operano ha messo in moto diversi progetti di riqualificazione.

ROSALIA A DANISINNI: SINOSSI

È l’alba. Un gruppo di Commedianti popolari girovaghi, più o meno improvvisati, più o meno
pezzenti, si muove per i campi intorno a Danisinni. Sono attrezzati per mettere in scena ‘U
Triunfu di Santa Rosalia”. Portano con sé una piccola “varicedda” della Santa. Fra i
personaggi, riconosciamo la giovane Rosalia, due diavoli e un angelo, Re Ruggero e le varie
figure del racconto tradizionale. In vista delle prime case del quartiere i nostri attori perdono
l’orientamento. Incerti su quale direzione prendere, cominciano a discutere animatamente.
Ed ecco che li raggiunge una vecchia vagabonda che procede appoggiandosi a una scopa. È
Rosalia da’ scupa, un personaggio fantastico, ma liberamente ispirato a un’anziana donna
del quartiere che è venuta meno proprio durante i giorni della quarantena. Gli attori le
chiedono informazioni sulla strada, ma Rosalia li avvisa che per quella strada non si giunge
da nessuna parte. La donna va via, lasciandoli più inquieti di prima. Tuttavia i nostri
commedianti decidono di proseguire, inoltrandosi nel quartiere che inizia a risvegliarsi ai
loro canti festanti. Raggiunto un vecchio rimorchio abbandonato, seguiti da un piccolo
gruppo di spettatori, vi saltano sopra e iniziano a recitare il loro “Triunfu”. Dalle finestre
alcune donne del quartiere commentano lo spettacolo e si aprono a brevi riflessioni sul
senso della festa e delle speranze che questa porta con sé. Scende la notte. I vicoli si
spopolano. I commedianti marciano ancora su un viottolo di campagna. Si acconciano
a dormire in mezzo a un campo di melanzane. I loro sogni e i loro dubbi si intrecciano a quelli
dei bambini del quartiere. All’alba, si risvegliano fra i belati delle pecore. Ieri hanno fatto il
loro spettacolo o lo hanno solo sognato? Cosa è venuta a dire nella notte Rosalia da scupa?