martedì, 7 Dicembre 2021
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HomesocialeRiqualificazione urbana, nasce la Fondazione Retake che unisce tutte le città italiane

Riqualificazione urbana, nasce la Fondazione Retake che unisce tutte le città italiane

Tutte le organizzazioni di Retake, il movimento di cittadini volontari impegnati nella lotta contro il degrado in decine di città italiane, si sono unite e hanno dato vita alla Fondazione Retake.

Lo hanno fatto in Puglia, a Bari – alla presenza anche del Sindaco nonché Presidente dell’Associazione Nazionale Comuni italiani, Antonio Decaro, a sottolineare un’alleanza bellissima per il bene comune tra cittadini attivi ed amministrazioni locali – perché è lì che c’è il maggior numero di attivisti e città coinvolte.

L’atto costitutivo della Fondazione è stato registrato nello studio del notaio barese Michele Labriola con rappresentanti e deleghe di 45 città dove il movimento è presente da Nord a Sud, con capofila Roma che ha espresso la Presidente del nuovo organismo, Francesca Leonelli. Nel consiglio di amministrazione è presente anche Marco D’Amico, Presidente di Retake Palermo, da anni in prima linea in molteplici attività di recupero del decoro urbano e sensibilizzazione sociale nel territorio di Palermo.

La Fondazione ha preso il semplice nome di Retake, perché non si pone limiti e confini e vorrebbe esportare il proprio modello anche fuori dall’Italia. Per gli attivisti è il frutto di un lungo percorso di attività di rigenerazione urbana, appuntamenti, iniziative, campagne di pulizia e informazione, che hanno coinvolto soprattutto le periferie delle città, con la realizzazione di opere, su muri di edifici pubblici e scuole nel degrado, o la pulizia di giardini e cortili degli stessi istituti scolastici, e ancora spiagge e piazze.

«Ci sono voluti due anni – dichiara Marco D’Amico – di impegno e studio ma, soprattutto, tantissimi eventi. Ora potranno essere condivise a livello nazionale vere e proprie linee guida, utili ad interfacciarci con le amministrazioni, le municipalizzate, le soprintendenze. Pensiamo a tutti quegli amministratori che non sanno bene dare risposte alle proposte che arrivano dai volontari. Ora sarà più semplice metterle a disposizione con modelli e protocolli in tutta Italia. E poi potremo finalmente contribuire a progetti green, aiutando grandi imprese e industrie impegnate nella transizione ecologica. Su questo aspetto e su quello del recupero delle città c’è grande attenzione. Infine – conclude D’Amico – mi piace ringraziare Rebecca Spitzmiller, nominata Presidente onoraria della Fondazione, grazie alla cui geniale intuizione mischiata ad pizzico di follia, è nato il movimento circa dieci anni fa».

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