Rifiuti, buche, discariche a cielo aperto: è questa la Palermo in cui viviamo

Le denunce dell'Associazione Comitati Civici di Palermo continuano senza sosta, le zone interessate dal degrado si allargano a macchia d'olio, la città sull'orlo del baratro

Via Imperatore Federico e la discarica di cartoni

Una città che non riesce ad uscire dal tunnel dell’indifferenza e dell’incuria. Una città che in apparenza splende di bellezza e cultura, ma che nella realtà dei fatti convive con situazioni degne di disgusto. Il confine dei colpevoli è labile e oscilla tra cittadini a volte incuranti e un’amministrazione che è sorda alle richieste e alle voci di residenti sempre più rassegnati e adirati. A inoltrare alle istituzioni le segnalazioni dei cittadini, sempre L’associazione Comitati Civici Palermo, con note a firma del presidente Giovanni Moncada.

Se poi anche le strade, il cui asfalto è rifatto da poco, presentano buche e smottamenti, allora lo stupore è maggiore. Ciò è quello che è accaduto al centro di un tratto della carreggiata di viale Del  Fante, di fronte lo stadio Barbera, dove sono state realizzate delle opere ai sotto servizi, ed una buca si è aperta nonostante i lavori di riasfalto siano stati eseguiti da poco tempo. Queste opere dovrebbero essere eseguite a regola d’arte, per evitare di incorrere in uno spreco di denaro inutile e di rischi maggiori per i conducenti, cosa che non avviene nel concreto.

Un’altra buca ancora più pericolosa desta preoccupazione in via Colonna Rotta, all’altezza del civico 28. Si è richiesto un tempestivo intervento per tutelare la sicurezza, in particolare, dei conducenti di mezzi a due ruote.

Altra situazione curiosa e diffusa, è quanto avviene nei marciapiedi di tante vie della città. A cominciare il tour dei marciapiedi più dissestati è la via Marche: una giungla di erbe, radici e pavimento sollevato dalle radici stesse, determina l’impercorribilità di questo tratto di strada.

Ad insidiare il primato di via Marche, sopraggiunge via degli Schioppettieri angolo via Genova: la cornice espositiva del marciapiede è coronata da diversi contenitori per il deposito dell’indifferenziata sporchi e maleodoranti che ammorbano l’aria. Ad aggravare una denuncia di questo tipo, è la vicinanza di questa via con una delle piazze più belle della città: Piazza Pretoria. E’ davvero questo il biglietto da visita che si deve mostrare?

Costretti a camminare sulla carreggiata e non sul marciapiede,sono moltissimi passanti in via Imperatore Federico all’altezza del Motor Village; ad ingombrare il marciapiede vi è una vera e propria discarica di cartoni. Non è difficile risalire agli autori di tale gesto, attraverso l’esame del materiale, dove sono indicati indirizzi e provenienza. Tra l’altro risulta pericoloso mantenere questa discarica accanto ad una concessionaria di autoveicoli.

Si sentono abbandonati anche i residenti in zona piazzale Ungheria, che lottano ogni giorno per contrastare la differenziata non ritirata con regolarità, il mancato spazzamento, i cartoni abbandonati sotto ai portici, i marciapiedi e l’asfalto dissestati, luminari rotti e pieni di spazzatura, un senso generale di indifferenza accresciuto dalla sporcizia ormai stratificata e dal fetore che, purtroppo, è diventato la caratteristica della piazza.

L’irregolarità dei servizi e di controlli, in zone centrali della città, causa il mantenimento di una condizione di degrado perenne in cui la raccolta rifiuti avviene sporadicamente e in cui la sporcizia si accumula senza freno: ecco la descrizione dello stato di impotenza che avvolge anche i residenti di via Filippo Juvara.

I pericoli provengono da ogni parte, persino dai muri di sostegno. Da un momento all’altro in via Villa Sofia, i cartelli pubblicitari potrebbero staccarsi e mettere a serio rischio l’incolumità di chiunque passi in quel punto specifico.

Le anomale condizioni climatiche primaverili di questo periodo determinano circostanze che non si dovrebbero verificare in un comune come Palermo. Eppure capita anche che un vicolo si trasformi in palude, per il ritardo della conclusione di lavori che dovevano essere terminati da tempo. Avviene presso il Vicolo Andrea Chiaramonte in cui sono trascorsi circa  tre mesi dall’esecuzione degli scavi,per lavori alla fognatura da parte dell’AMAP, e ancora il manto stradale in cemento non è stato ripristinato. Con le recenti piogge il vicolo si è trasformato quindi in una palude.

Tutto lasciato al caso, al destino di inciviltà che caratterizza i cittadini palermitani. Una riflessione amara quanto urgente va fatta: la tolleranza, la calma e il sangue freddo dei palermitani, durerà ancora per molto? Fino a che limite si può sopportare uno spettacolo di tale indecenza, che giorno dopo giorno, ci viene presentato davanti agli occhi?

Rimangono un’utopia la pulizia, i servizi efficienti e il senso civico che porta ogni cittadino a rispettare la propria città, la quale rimane un bene comune che deve essere salvaguardato e tutelato, portato al massimo splendore e alla massima bellezza.

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