Quello che non ti aspetti? Conoscere uno scrittore in Teatro.

Non conoscere Giuseppe Culicchia, scrittore torinese, classe 1965, con origini familiari strettamente legate alla Sicilia occidentale, è una lieve mancanza che val la pena di sanare. L’ironia che si evince dalle sue trame romanzate e non solo, l’espressività delle immagini, una lingua spesso resa in consonanza con la colonna sonora di un tempo definito e con i fumetti di quel medesimo periodo e che altrettanto spesso, comunque, scandaglia gli anni tra la fine del sessanta e i novanta, la ripetitività ossessiva che, come ha dichiarato lo stesso Culicchia “a un tempo lo affascina e allo stesso modo lo respinge” sono utili indizi per indurre chi non ha mai letto questo scrittore – dal tratto affilato e al contempo irridente – a farlo. Quando nell’aprile del 19copertin_culicchia_Tutti94 Giuseppe Culicchia fece il suo salto d’esordio col primo romanzo “Tutti giù per terra”, edito da Garzanti, nessuno avrebbe immaginato che tale promessa, fra l’altro incoraggiata a scrivere da quel fine e generoso osservatore avente il nome di Pier Vittorio Tondelli, che vent’anni dopo lo stesso romanzo sarebbe divenuto testo pure per il teatro e che lo stesso sarebbe stato inoltre interpretato da quel medesimo scrittore in erba. Insomma “remixato”, per così dire, così da affinarne già i caratteri di contemporaneità (a quel tempo poco sospetti) presenti in nuce. Cosicché lo scrittore Giuseppe Culicchia e l’attrice Federica Mafucci sono i protagonisti, oggi martedì 21 ottobre 2014 (ore 21.00), dell’insolito spettacolo Tutti giù per terra remixed, in scena dentro la Sala Strehler del Teatro Biondo Stabile di Palermo, evento questo in collaborazione con la Libreria Modusvivendi, a cui si potrà accedere gratuitamente fino ad esaurimento dei posti. La collaborazione fra il Culicchia scrittore e la Maffucci attrice ha avuto inizio proprio lo scorso anno, cioè in occasione dell’incontro, per metà libro e per metà spettacolo, tratto da quella particolare “guida per aspiranti”, scritta dello medesimo autore per Laterza, dal titolo: “E così vorresti fare lo scrittore”. Da allora in poi le repliche si sono susseguite e con diverse iniziative teatrali legate alla letteratura e in ambientazioni sempre nuove, diverse (teatri, festival, librerie, biblioteche) e talune inusuali (musei, locali notturni e, addirittura, su un battello). Tutti giù per terra, del resto, non è nuovo alla rappresentazione. InfaTeatro_simbolo_poltronetti dal romanzo è stato tratto l’omonimo film di Davide Ferrario (1997) interpretato da Valerio Mastrandrea. Tornando ancora al romanzo, prima sorprendente bestseller e in seguito longseller, racconta le peripezie di Walter, figlio degli “anni di plastica”, rasato a zero, nato “troppo tardi per tutto” a cominciare dalle rivoluzioni studentesche; quella Sessantottina prima, e, seppur con un movimentismo differente, quella del Settantasette dopo. Walter è stato definito “il primo precario della narrativa italiana” che si ritrova davanti a un futuro privo di prospettive. Vent’anni dopo, spinto dal forte sentimento che i lettori continuano ad esprimere verso quel personaggio, Culicchia ci riprova, compie un esperimento letterario e riveste esso stesso i panni di Walter. In pratica usa quest’esperimento come una cartina tornasole e medita, sempre con attenta ironia, sul senso dei personaggi immaginari, ma anche delle persone in carne e ossa, sul senso della narrazione come della vita vera e così ritorna a raccontare la storia di quel protagonista di ieri proiettato nella contemporanea precarietà. L’esperimento riesce talmente bene a Culicchia da apparirgli inquietante, perché ci fa comprendere, nonostante il divario temporale, come lo scarto tra quell’ieri e quest’oggi, per diversi aspetti vertiginoso, sia invece per altri aspetti piuttosto minimo. Culicchia, comunque, con questa prova di “teatro del quotidiano” sovverte tutte le regole della classica presentazione libraria, dando così vita alla cosiddetta “antipresentazione”. Tra letture corroboranti ed esilaranti gag, Tutti giù per terra remixed è un reading spettacolare del tutto fuori dagli schemi. Forse un buon antipasto per prefigurarsi “quello che non ti aspetti” al Biondo, tornato ad essere Teatro come libro aperto alla (e della) Città non dormiente.

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