Quella voce nel buio

bambino guerra

Ieri sera smanettando sul web ho rivisto delle immagini agghiaccianti, immagini che i media oramai fanno vedere sempre più di rado, come se la cosa non interessasse nessuno.

Sono andato indietro nel tempo e mi sono ricordato, che qualche anno fa avevo scritto quanto di seguito riportato, vedi la coincidenza.

In questi giorni prefestivi e festivi, dove il consumismo occidentale più sfrenato ha il suo apice, il mio pensiero va a chi è più sfortunato:

Un grido disperato squarcia il silenzio della notte. Con gli occhi ancora chiusi mi chiedo: sto sognando o l’ho sentito realmente? Cerco di aprire gli occhi e vedo in fondo alla stanza in un angolino, o almeno mi sembra di vedere, un bimbo accovacciato con le mani in faccia che singhiozza, è tutto ricoperto da una coltre bianca.

Ancora non ci credo “è un sogno?” mi ripeto. Mi stropiccio gli occhi e mi scuoto, cercando di svegliarmi del tutto. Riguardo verso l’angolino e vedo solo una luce bianca, come una nube. Il bimbo non c’è più però, avverto ancora la sua presenza. Facendomi forza mi metto seduto sul letto e scruto in tutte le direzioni. Cerco di pigiare il pulsante della lampada da tavolo sul comodino. Ma una tenue vocina, quasi spettrale mi dice “non l’accendere ti prego”.

Ubbidisco come un automa, sto sudando freddo. Mi faccio forza e chiedo “dove sei non ti vedo più e soprattutto chi sei?”. Quella voce tremula mi risponde immediatamente, ma non percepisco da quale parte della stanza provenga “la luce, la luce non la sopporto, non ci vedo alla luce, la luce mi ha accecato, quel lampo e quel rumore assordante, mi hanno reso quasi del tutto sordo e cieco, dove sono i miei genitori e la mia sorellina? Sono tutto ricoperto di calcinacci e di polvere, tanta polvere. Poi il silenzio, il silenzio più assoluto mi avvolge. Sembra passare un interminabile tempo, e poi, e poi quelle mani che si fanno largo tra i calcinacci e mi afferrano, mi puliscono il viso ed io cerco di aprire gli occhi, e vedo, vedo due angeli con la pettorina rossa-arancione che mi afferrano e mi fanno riemergere da quell’inferno in terra, dove ero precipitato mi abbracciano e mi baciano, ma non capisco cosa mi dicono parlano una lingua strana, ma io sono contento lo stesso. Ricambio l’abbraccio ed i baci, ma continuo a non capire”. “Cosa è avvenuto?” Chiedo, “la mia famiglia dov’è?” Aggiungo. Ma risposta non ho, allora capisco che per loro non c’è stato niente da fare

“Perché? Perché? Perché oh mio Dio. Perché?” Ripeto …

All’improvviso non vedo più quella luce bianca fioca in fondo alla stanza e non avverto più quella presenza. Ancora attonito, mi chiedo “ma cosa è successo?” Rimango basito ed impietrito cerco di capire cosa sia avvenuto. Ed è allora che tante lacrime mi scendono copiose sul viso “Ho capito” mi dico. Rimango seduto sul letto un tempo infinito e tra me e me ripeto:

“Perché? Perché? Perché oh mio Dio. Perché?”

Non nascondo, lo ricordo benissimo, che mentre scrivevo queste righe le lacrime scorrevano realmente.

La mia riflessione finale e che al mondo cosiddetto civile di questi popoli non gliene frega una benemerita mazza, i potenti del mondo hanno altre cose a cui pensare che a queste popolazioni sfortunate.

Riflettete gente, riflettete.