lunedì, 15 Dicembre 2025
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Quando Tarkovskij incontra Bach (con una chitarra elettrica)

Perché il live di Alessandra Novaga al Museo Pitrè è l’evento da non perdere a Palermo

Una chitarra elettrica, il fantasma di Andrej Tarkovskij, le ombre di Bach e un museo che custodisce la memoria orale e materiale della Sicilia. È questo il cortocircuito immaginato da #wallofsounds 2025 per inaugurare la sua VII edizione, “territorium/territori”: sabato 6 dicembre, alle 20, il Museo Etnografico Siciliano “Giuseppe Pitrè” diventa set cinematografico sonoro per il live in solo di Alessandra Novaga, “The Artistic Image Is Always a Miracle”.

Non è un semplice concerto: è un rito laico tra cinema e paesaggi interiori. Un’esperienza che suona molto come installazione vivente.

Chi è Alessandra Novaga, la chitarrista che tratta Tarkovskij come un paesaggio sonoro

Milanese, formazione classica e una lunga traiettoria nella ricerca contemporanea, Alessandra Novaga è una delle figure più interessanti della nuova scena sperimentale europea. Nei suoi lavori la chitarra – classica ed elettrica – è un dispositivo narrativo: partiture grafiche, improvvisazione, oggetti, elettronica, silenzi lunghi quanto un’inquadratura di Stalker.

Ha collaborato e si è esibita con artisti come Stefano Pilia, Loren Connors, Elliott Sharp, Adrian Utley, Sandro Mussida, Kid Millions, ed è co-fondatrice del trio What We Do When in Silence insieme a Nicola Ratti ed Enrico Malatesta. Ha calcato palchi e festival internazionali, da Donaueschinger Musiktage al Festival dei Due Mondi, passando per spazi di culto come Café OTO a Londra e ISSUE Project Room a New York.

Guardando il manifesto del concerto, con quel volto in controluce, il cappotto di tweed e lo sguardo che ti fissa dritto in camera, se dovessimo dirla alla Francesca Fagnani potremmo tranquillamente definirla una pantera del suono: elegante, notturna, concentrata, pronta a scattare al minimo movimento dell’aria. E la sua musica ha esattamente quella stessa qualità, felpata e ferocemente precisa.

“The Artistic Image Is Always a Miracle”: Tarkovskij, Bach e la chitarra come macchina da presa

Il cuore del concerto palermitano è il progetto “The Artistic Image Is Always a Miracle”, un lavoro che rende omaggio al cinema di Andrej Tarkovskij e alla musica di Johann Sebastian Bach. Non un semplice tributo, ma una sorta di ritratto astratto costruito a partire da immagini, biografia, ossessioni del regista russo.

Dentro, le tracce di Bach così come affiorano nei film di Tarkovskij: corali che vengono scomposte, dilatate, riscritte per chitarra elettrica, organo, voce, elettronica e suoni d’ambiente. Con la chitarra Novaga non “rifà” Bach, lo fa riaffiorare come un ricordo: frammenti di melodia che emergono da un drone, armonici che sembrano luce filtrata, ronzii e fruscii che lavorano come granulosità della pellicola.

È un lavoro di texture più che di virtuosismo. Per chi arriva dal rock, dal jazz di ricerca o dalle playlist ambient, è un linguaggio familiare e allo stesso tempo spiazzante.

Perché il Museo Pitrè è il posto giusto per questo concerto

Portare questo progetto al Museo Pitrè non è un vezzo “arty”, ma una scelta perfettamente coerente con il tema di #wallofsounds 2025, “territorium/territori”: lo spazio, fisico e mentale, come materia prima del suono.

Da una parte c’è un luogo che custodisce canti popolari, oggetti, riti, mappe di una Sicilia contadina e marinara; dall’altra una musicista che usa la chitarra per disegnare mappe intime, geografie emotive che attraversano cinema russo, liturgia bachiana, paesaggi urbani e interiori. È l’incontro tra etnografia e fantascienza dell’anima: le mappe nelle teche, le mappe nel suono.

È anche un segnale politico-culturale forte: portare musica sperimentale dentro un museo civico, con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura di Palermo, dell’Assessorato regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, della Fondazione Orestiadi, e il supporto del Goethe-Institut Palermo, dell’Instituto Cervantes Palermo, del CSC Sicilia, della Fondazione Studio Rizoma, in collaborazione con il Sistema Bibliotecario, lo Spazio Etnoantropologico, l’Archivio Cittadino e l’Associazione culturale En Virtudes, significa riconoscere che la ricerca sonora è parte piena del contemporaneo, non un hobby per pochi iniziati.

#wallofsounds 2025: un festival che ragiona per traiettorie, non per generi

Da anni #wallofsounds si muove in quella zona di frontiera dove elettronica, improvvisazione, avanguardia colta e cultura pop si parlano senza complessi di inferiorità. La VII edizione punta esplicitamente su percorsi che attraversano luoghi, lingue, identità: mappe sonore in cui Palermo non è periferia ma nodo di una rete internazionale.

Il live di Novaga, primo appuntamento del cartellone 2025, è una dichiarazione d’intenti: pensata per un pubblico curioso, abituato a saltare dalle playlist ambient allo slow cinema.

Cosa aspettarsi la sera del 6 dicembre

Il concerto di Alessandra Novaga non è pensato come un live “da consumare”, ma come un’esperienza in cui ti siedi, ti lasci andare e ti fai guidare dal suono. Le note non ti arrivano addosso in modo frontale: si costruiscono per strati, entrano, spariscono, tornano, come fotogrammi che si accendono e si spengono nella memoria. A tratti riconosci un’eco di Bach, a tratti ti sembra di essere dentro una scena di Tarkovskij senza che nessuno dica una parola.

Più che un concerto, è un luogo in cui stare: un’ora in cui Palermo rallenta, il museo si trasforma in stanza della mente e la chitarra di Novaga diventa una macchina da presa che filma quello che hai dentro, non quello che hai davanti.

Quindi ricorda: Sabato 6 dicembre, ore 20.00, Alessandra Novaga – “The Artistic Image Is Always a Miracle”, concerto in solo per chitarra elettrica, all’interno di #wallofsounds festival 2025 / VII edizione / “territorium/territori”, Museo Etnografico Siciliano “Giuseppe Pitrè”, via Duca degli Abruzzi 1, Palermo

Il programma dei prossimi eventi del festival sarà comunicato nelle prossime settimane. Nel frattempo, una cosa è certa: chi ha voglia di farsi spostare la geografia interiore farà bene a segnare questa data in agenda.

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