HomeappuntamentiQuando il corpo diventa linguaggio: Rime Sboccate di Francesco Cusa alla Mondadori di Catania

Quando il corpo diventa linguaggio: Rime Sboccate di Francesco Cusa alla Mondadori di Catania

Venerdì 20 febbraio, alle 17.30, la Mondadori di piazza Roma a Catania ospita la presentazione di Rime Sboccate (Sonetti licenziosi) di Francesco Cusa, volume che segna l’esordio della nuova collana RUBRA LUX di Aurea Nox, diretta da Grazia Velvet Capone e dedicata all’EROS come forza linguistica, culturale e simbolica.

All’incontro dialoga con l’autore Claudia Scavone, illustratrice del libro; introducono Dario Consoli e Stefano Gresta; la lettura dei testi è affidata alla voce recitante di Francesco Gennaro.

Rime Sboccate si colloca con decisione dentro una tradizione comico-realistica che attraversa secoli di letteratura italiana, da Boccaccio ai fabliaux medievali, da Burchiello a Micio Tempio. Cusa, batterista jazz di fama internazionale e scrittore, lavora sul verso con rigore metrico e libertà semantica: rime baciate e alternate sorreggono un linguaggio spinto, grottesco, satirico, che trasforma l’osceno in dispositivo conoscitivo.

La prefazione di Tommaso Romano offre una bussola critica netta: Rime Sboccate viene letto come “libro-verità” capace di restituire una stagione di libertà espressiva oggi spesso in eclissi. Romano richiama la “parolibera” futurista e un’idea di ironia come antidoto a un presente eccessivamente corretto, ricordando che il linguaggio licenzioso è la rappresentazione di un sentire diffuso.

C’è, in queste rime, una forte qualità scenica. Le poesie si organizzano come brevi quadri teatrali: mercati, spiagge, interni domestici, chiese, piste ciclabili diventano set di una commedia umana spinta all’estremo. È difficile non riconoscere l’eco della grande commedia italiana: i corpi esposti e contraddittori di Sordi, l’ironia inquieta di Vitti, l’umanità grottesca di MonicelliScola e Fellini.

A questo universo verbale rispondono le illustrazioni di Claudia Scavone, costruite per superfici nette, cromie compatte e silhouette iconiche. Il riferimento alla Pop Art e alla pittura contemporanea — in particolare a Gary Hume— è dichiarato. Il corpo, nella pittura di Scavone, è grammatica visiva: presenza frontale, ironica, consapevole, capace di introdurre una distanza critica che amplifica il carattere farsesco dei testi senza compiacimenti. Il risultato è un libro che lavora sulla forma e sull’eccesso con misura, sulla risata come strumento di conoscenza, sulla libertà semantica come responsabilità.

La presentazione catanese si annuncia così come un momento di restituzione pubblica di un percorso coerente e stratificato, che tiene insieme le diverse anime di Francesco Cusa: il musicista abituato all’improvvisazione radicale, lo scrittore che lavora sulla forma con disciplina, il poeta che usa l’ironia come strumento critico. In Rime Sboccate questa pluralità di linguaggi confluisce in un’opera che rivendica uno spazio di libertà per la parola poetica, per il corpo e per il riso come forme di conoscenza.

Il dialogo con Claudia Scavone, illustratrice del volume, l’introduzione di Dario Consoli e Stefano Gresta e la voce recitante di Francesco Gennaro contribuiranno a costruire una presentazione che sarà un’occasione per interrogarsi, attraverso la poesia e l’immagine, su ciò che resta oggi della tradizione comico-realistica italiana e su come questa possa ancora parlare al presente. In questo senso, Rime Sboccate conferma Francesco Cusa come una delle voci più anticonvenzionali e consapevoli del panorama contemporaneo.

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