Presidente mi spieghi…, incontro con Nello Musumeci per il tour di Panorama d’Italia

Oggi all'evento di
Oggi all'evento di "Panorama d'Italia", Nello Musumeci e Raffaele Leone

Oggi, venerdì 12 ottobre, nella sala Angelo Lervolino di palazzo Mazzarino a Palermo, sede dell’Università Telematica Pegaso, il penultimo appuntamento di “Panorama d’Italia”, il tour italiano ed internazionale dell’omonima rivista, che ha toccata anche la città di New York e che vede il suo epilogo proprio nel capoluogo siciliano per una tre giorni ricca di eventi e appuntamenti.

Il titolo dell’incontro,“Presidente mi spieghi…”, moderato dal direttore di Panorama Raffaele Leone, ha visto il governatore della Sicilia, Nello Musumeci, rispondere alle domande dei cittadini.

“Cos’è cambiato da quando è alla guida del governo regionale?”. «Prima che fossi eletto – ha risposto Musumeci -, quasi ogni settimana la Regione Sicilia appariva come protagonista in negativo nelle pagine dei giornali nazionali, da 10 mesi non è più cosi. Oggi, quando la stampa parla di noi, lo fa per dire ad esempio che stiamo attivando un piano regionale dei rifiuti, oppure che ci sono stati dei licenziamenti di dirigenti che non svolgevano al meglio il loro lavoro, oppure ancora che stiamo creando un disegno di legge per il diritto allo studio. Insomma la stampa e i nostri 13.000 dipendenti hanno compreso che la musica sta cambiando».

Il presidente Musumeci ha tenuto a sottolineare di aver trovato una situazione “disastrosa” all’inizio del suo mandato e di conseguenza alcuni cambiamenti non possono essere riscontrabili nell’immediato. L’obbiettivo auspicato è di far posizionare la regione Sicilia allo stesso livello di altre regioni d’Italia.

«Come si può pensare di fare in un anno ciò che non si è fatto in 3 anni?» La domanda che ha posto al pubblico Musumeci per poi affermare «La rivoluzione è già cominciata».

A detta del Governatore, la Sicilia si piazza tra le prime quattro regioni d’Italia in materia di nuove imprese giovanili, superando anche il Piemonte.

“Qual è la problematica maggiore di chi vuole investire in Sicilia?”

Secondo quanto affermato da Musumeci, per poter avviare un’impresa occorrono circa 80 passaggi burocratici, “un’eternità”. «La burocrazia oggi non è uno strumento ma una “gabbia”, per usare la definizione del sociologo tedesco Weber, uno degli obbiettivi del nuovo governo della Regione Sicilia è “snellire” tale sistema».

In merito alla carenza di personale specializzato, Musumeci ha annunciato: «Abbiamo un urgente bisogno di gente brava e preparata, per tale ragione stiamo assumendo con un contratto di 18 mesi dei giovani neo laureati e dottorandi, sperando che questo possa aiutare un minimo gli impiegati degli uffici regionali».

Le infrastrutture sono oggi più che mai un tasto dolente, la Regione Sicilia ha chiesto all’Anas, l’Ente nazionale delle strade, di fare una ricerca su 300 strade e ponti per capire quali siano effettivamente in pericolo e agire di conseguenza stanziando 400 milioni di euro per la viabilità.

“E in merito al governo giallo/verde?” ha chiesto il direttore di Panorama: «Non giudico un governo alla sua partenza ma dalla sua fine», ha prontamente risposto Musumeci.

E alla domanda su cosa ne pensi del reddito di cittadinanza, il Presidente ha risposto: «Tutto il male possibile!» destando ilarità tra i presenti.

I giovani, secondo Musumeci, sono una risorsa fondamentale per il progresso, occorre che gli si insegni a “cavarsela da soli”, un ragazzo che ha paura della vita è un ragazzo morto.

Altro tema affrontato da Leone, è stato quello della mafia: “Voglio riprendere ciò che ha detto il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ovvero ‘la mafia oggi esiste ma non comanda più’ secondo lei è vera quest’affermazione?”. «Credo che ad oggi – ha risposto Musumeci  -, alla mafia non interessa comandare ma farsi nuovi alleati nei contesti in cui si decide come la politica e l’impresa. Purtroppo, credo che ci sia una competizione tra mafia e Stato: chi assicura la sicurezza? Chi trova il lavoro? È terribile ma non sempre la risposta è lo Stato».

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