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Portatori di memoria

Gli alunni giornalisti per un giorno

Organizzato dall’Istituto Comprensivo Borgese – Partanna Mondello, si è svolto nell’ aula magna del plesso di via Polibio, il convegno, “Portatori di Memoria”. L’incontro ha voluto che le classi quinte della scuola primaria e le classi prime della scuola secondaria di I grado potessero dialogare con Tina Martinez Montinaro, che da anni porta nelle scuole italiane la testimonianza del sacrificio del marito Antonio Montinaro e degli uomini della scorta del giudice Giovanni Falcone, con Graziella Accetta, madre del piccolo Claudio Domino, vittima innocente di mafia, che con straordinaria forza continua a testimoniare il valore della memoria e della giustizia, con Gilda Sciortino, giornalista e scrittrice impegnata nel racconto della memoria civile e sociale del nostro territorio, con Claudio Salvatore Burgio, anche lui familiare di una vittima di mafia e con Eduardo Marchiano, poliziotto in pensione che ha svolto la sua vita lavorativa come “uomo di scorta”volta a proteggere uomini delle Istituzioni e della Magistratura.

Gli alunni, molto presi dalle testimonianze rese dagli invitati, si sono cimentati a svolgere il ruolo di intervistatori.

Raccontare e testimoniare la memoria dei propri cari scomparsi, trucidamente scomparsi, non è stato semplice, ma la forza di volonta che emanavano gli ospiti intervenuti nel portare avanti “il ricordo” e “la memoria” ai posteri dei propri familiari vittime della mafia è sembrata invincibile.

La loro presenza oggi presso il nostro Istituto ha avuto un significato profondo, perché la scuola è il primo luogo in cui si costruisce il senso civico di una persona. È il luogo in cui si impara il rispetto dell’altro, il valore della libertà, della dignità umana e della responsabilità.

Troppo spesso si pensa alla legalità come a qualcosa di distante o astratto. In realtà la legalità nasce nei comportamenti quotidiani: nel rispetto delle regole, nel rifiuto della violenza e della sopraffazione, nel coraggio di non restare indifferenti. Ed è proprio contro l’indifferenza che la “memoria” deve continuare a parlare. Viviamo in un tempo in cui il rischio più grande è abituarsi alle ingiustizie, alle violenze, alle storie ascoltate velocemente e dimenticate altrettanto rapidamente.

Per questo, incontri come quello di oggi, sono fondamentali: perché restituiscono umanità alle storie e profondità alle coscienze. La “memoria” vive nelle persone che decidono di custodirla, raccontarla e trasmetterla alle nuove generazioni affinché non venga dimenticata. Queste in conclusione le parole di Anna Maria Caruana, Dirigente Scolastica che ha moderato con bravura l’intervento dei suoi numerosi alunni che hanno voluto partecipare attivamente all’incontro ponendo delle domande, magari a volte sembrate ripetitive, ma spontanee che hanno fatto diventare l’incontro veramente interessante e spesso commovente.

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