martedì, 13 Aprile 2021
spot_img
HomeevidenzaPioppo, 25 marzo 1946: la banda Giuliano uccide il carabiniere scelto Francesco...

Pioppo, 25 marzo 1946: la banda Giuliano uccide il carabiniere scelto Francesco Sassano

Palermo 25 marzo 2021 – Un delitto di 65 anni fa, quello di Francesco Sassano, una giovane vita spezzata e forse dimenticata, la cui tragica fine si rinnova oggi nel dolore dei pochi che lo ricordano e dei familiari che non hanno cancellato il ricordo. Il nostro articolo vuole essere un piccolo contributo e rivolgersi anche verso coloro i quali ricordano come atti cavallereschi le gesta del bandito di Montelepre Salvatore Giuliano, dimenticando quanti caddero per sua mano, o per mano della sua famigerata e spietata banda. 

Francesco Sassano aveva 31 anni ed era Carabiniere scelto di Pioppo, Frazione di Monreale, ed il suo nome, dal 2016, viene anche ricordato nei “Nomi e storie delle vittime innocenti delle mafie“, curato da Marcello Scaglione in collaborazione con i ragazzi del Presidio “Francesca Morvillo” di Libera Genova, che hanno voluto includerlo in questo lunghissimo elenco insieme alle altre persone trucidate, a partire dal 1893, dalla criminalità mafiosa.

Francesco, in quel triste giorno, era in licenza. Tre uomini armati di mitra fecero irruzione all’interno del panificio dove, in quel momento, oltre a lui, c’erano le sorelle Anna e Francesca che rimasero paralizzate dal terrore e nulla poterono contro quei tre delinquenti che lo trascinarono fuori a forza, dirigendosi in direzione Borgetto.

Il clima di terrore che si viveva allora nella zona, proprio a causa delle scorribande della banda Giuliano, era palpabile, tanto che, come ricordano le cronache, un monrealese che si chiamava Salvatore Canepa, trovandosi a passare sul posto, pur avendo notato il corpo del giovane Carabiniere Scelto, evitò di fermarsi per paura di possibili future ritorsioni e, come spesso avveniva allora e, forse ancora oggi, si fece i fatti suoi e tirò dritto.

Furono gli stessi Carabinieri di Pioppo a ritrovare, crivellato dai colpi di mitra, il giovane collega, al quale, come monito, gli assassini misero in tasca un biglietto con su scritto “questa è la fine delle spie di Giuliano”, sembra infatti, come si ricorda tutt’oggi, che il Militare avesse raccontato incautamente in giro di sentirsi nelle condizioni di far arrestare Salvatore Giuliano. 

CORRELATI

Ultimi inseriti