Perché Palermo Capitale della cultura europea 2019

Palermo, 08.09.2013 – Si è svolta stamattina la conferenza Stampa dei componenti del Comitato internazionale a supporto della candidatura di Palermo a Capitale Europea della Cultura del 2019.

Presenti a Palermo da giovedì, gli esperti riuniti in questi giorni sono stati impegnati insieme alla Cabina di regia per mettere definitivamente a punto nei dettagli il Dossier di candidatura.

Alla presenza del Sindaco Leoluca Orlando e dell’Assessore alla Cultura Francesco Giambrone, Veronika Ratzenböck, Direttrice del centro di documentazione della cultura di Vienna e membro della giuria per la nomina della Capitale europea della cultura 2010, ha parlato a nome di tutto il Comitato: “Palermo ha tutte le caratteristiche per essere prescelta come Capitale europea della cultura per il 2019. In effetti è già pronta e potrebbe esserlo anche l’anno prossimo – ha detto – perché ha due elementi che fanno la differenza con le altre città italiane in competizione alle quali non mancano certo la storia e la bellezza. Palermo ha una posizione strategica nel Mediterraneo e una straordinaria identità culturale fatta di grandissime ricchezze e risorse e il suo progetto ha una forte sostenibilità, un grande respiro che viene dal basso. Tutto rappresenta già oggi una straordinaria risorsa, dovete imparare a mostrarla agli altri, a indicarla con puntualità continuando sempre di più a coinvolgere i cittadini, i giovani e i creativi”.

Nel corso della conferenza stampa, Moni Ovadia ha reso pubblico un appello, firmato con Simonetta Agnello Hornby, al quale già nelle prime ore dalla diffusione hanno aderito il regista Roberto Andò, l’artista Emilio Isgrò, il Presidente di NTV Antonello Perricone, il Direttore generale Fondazione ISTUD Marella Caramazza, il giornalista e scrittore Roberto Alajmo e il disegnatore satirico Vincino.

L’Assessore alla Cultura Francesco Giambrone, nel ringraziare tutti i componenti del Comitato, ha affermato: “Dopo il lungo lavoro di coinvolgimento della città, abbiamo voluto sottoporre la nostra elaborazione a un occhio esterno altamente qualificato per verificarne in modo approfondito il risultato e per valutarne l’impatto nei confronti di osservatori esterni come saranno i componenti della Giuria che sarà chiamata a partire dal 20 settembre ad esaminare i diversi progetti di candidatura. La nostra grande forza viene dal fatto che la candidatura è nata dalla società civile e si sta costruendo insieme alla città. Continuiamo a ricevere tantissimi progetti che useremo per completare il dossier di candidatura e che esprimono la volontà di tantissimi cittadini di partecipare ed essere protagonisti di quello che si sta definendo come un vero progetto di ripensamento della nostra città ”.

Il Sindaco, concludendo l’incontro, ha ringraziato il Comitato Internazionale, la Cabina di regia e tutti i cittadini che stanno partecipando a vario titolo alla costruzione del progetto: “appare sempre più chiaro – ha detto Orlando – che questa candidatura è una straordinaria opportunità per la città; è certamente una sfida ma è anche l’opportunità di costruire finalmente un percorso di sviluppo e di economia basato sulla cultura e sul nostro meraviglioso patrimonio. ”

Il Comitato tornerà a incontrarsi a Palermo nel prossimo mese di novembre e continuerà in questi mesi ad offrire un contributo alla definizione dei diversi progetti.

Sotto l’appello per Palermo 2019 promosso da Moni Ovadia con Simonetta Agnello Hornby,

—–

Tutte le città italiane che hanno avanzato la loro candidatura a Capitale europea della cultura per il 2019 hanno indiscussi titoli sul piano della ricchezza artistica e dell’eredità culturale, nel senso comune che si dà a questi retaggi. Palermo, da questo punto di vista, non è seconda a nessun’altra città dello stivale per i suoi splendori d’arte e per la maestà delle sue architetture. Ma c’è un primato indiscusso che la capitale siciliana vanta: la sua collocazione. Palermo è una capitale europea nel cuore dell’area mediterraneo-mediorientale ed è capitale mediterraneo-mediorientale nel cuore dell’Europa. La sua collocazione non è solo e non è tanto geografica e spaziale ma intima fibra ideale, culturale e identitaria. La sua prodigiosa storia di convivenze, di meticciati, di incontri e di fertilizzazioni non è solo una fondamentale eredità di un glorioso passato ma pulsa nel suo essere contemporaneo e nell’emergenza del suo futuro. Palermo ha accolto e accoglie tutti e metabolizza le trasformazioni rimanendo se stessa. Questa capacità di interpretare, in termini di civiltà dell’accoglienza, l’impetuoso e drammatico trasmigrare del paesaggio umano nella culla del mare Mediterraneo e sui limitari delle sue coste si ascolta nelle voci molteplici dei nuovi palermitani germinati dalle varie comunità di emigranti. Essi si sentono a casa propria anche per la possibilità di essere cittadini senza dovere abdicare alle ricchezze dei propri retroterra. Già trent’anni fa, a Palermo, si poteva leggere il nome di molte vie inciso sulla targa in italiano e in arabo, segno di apertura all’altro in quanto tale. Palermo certo è città gravata da problematicità e da criticità ma qual è il senso della cultura, al di là della retorica del fiore all’occhiello, se non quello di affrontare con impegno creativo le contraddizioni e i nodi dolorosi per estrarne energia generativa, forza morale e sogno? Il nome della capitale siciliana e della Sicilia tutta viene ancora associato, nella vulgata da tabloid alla mafia, ma è proprio per la lotta contro la Piovra che Palermo sul campo si è conquistata l’orizzonte di capitale della legalità. Lì donne e uomini straordinari hanno dato le loro vite per affermarne il valore non negoziabile. A Palermo più che altrove, diritti, legalità, pace, giustizia, non sono solo parole ma valori incisi nel vivo della carne, del sangue e dell’anima della città, dei cittadini, degli studenti. Ma il perché decisivo che oggi chiede di scegliere Palermo quale Capitale europea della cultura 2019 è il sommovimento epocale cresciuto nel mondo arabo mediorientale con tutto il suo terribile carico di conflitti irrisolti ma anche di risveglio di coscienze e di speranze. Quale altra città italiana può assumere il ruolo di pilastro dinamico per l’edificazione del ponte di pace nella giustizia sociale e nella dignità meglio di Palermo che riconosce in se stessa laicamente le ispirazioni etiche delle tre spiritualità monoteiste? Dove con più forza che a Palermo la cultura può svolgere quel ruolo di superamento del cul de sac da cui la politica non riesce ad uscire per ritrovare la sua funzione di servizio alla società dei cittadini? Dove con più urgenza che a Palermo l’Europa può ritrovare le ragioni del sogno di un continente di tutti gli europei, perché nutriti dal caleidoscopio di una comune cultura et pluribus unum che fu l’incunabolo della sua nascita? E in quale orizzonte più appropriato di Palermo l’Europa può fare nascere, tramite gli strumenti culturali, una nuova relazione di reciproca accoglienza, collaborazione e riconoscimento con il mondo arabo così strategica per la pace in tutto il pianeta?

Moni Ovadia – Simonetta Agnello Hornby

Hanno sottoscritto:
Roberto Andò, regista e scrittore
Emilio Isgrò, artista
Antonello Perricone, Presidente NTV (Nuovo Trasporto Viaggiatori)
Marella Caramazza, Direttore generale Fondazione ISTUD
Roberto Alajmo, scrittore e giornalista
Vincino, disegnatore satirico

Print Friendly, PDF & Email