Partanna (Mondello) e la villa eponima

Villa Partanna
Villa Partanna

Questo fu il titolo di una Conferenza tenuta al “Centro Culturale” con sede proprio nella Villa Partanna, di via Castelforte a Palermo, oltre trentanni fa da Giuseppe Trotta.

Un gruppo di ragazzi partannesi coordinati proprio da Giuseppe iniziarono su suo input un affascinante studio alla ricerca delle origini storiche della borgata e della toponomastica. Il primo approccio fu un articolo di Antonio Varvaro Bruno pubblicato dal giornale L’Ora nel 1934. Il Varvaro, insigne cultore della storia di Partanna (TP) tracciò nel suo articolo il legame tra la borgata del capoluogo e il comune trapanese. Quei giovanotti presi dall’entusiasmo vollero proprio vedere Partanna di Trapani, il maestoso Castello, la biblioteca ove attinsero importanti elementi di studio.

La Biblioteca Nazionale di Via Vittorio Emanuele divenne la loro seconda casa. Luogo di incontro fu “Il Circoletto”, un locale nella Via Ifigenia acquistato da Giuseppe Trotta,  e dove questi baldi giovani studiavano, giocavano, sperimentavano opere teatrali e dove si tenevano incontri culturali: indimenticabile quello sul Pakistan con reperti originali del paese.

Ma ritorniamo alla palermitana Partanna le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Per non andare molto oltre basta ricordare che intorno all’anno mille una torre fortificata venne realizzata dalla famiglia Denti di Piraino. La torre è ora inglobata nella Villa Santocanale. Altre Ville furono costruite in quella che era considerato l’ultimo ramo della Piana dei Colli ma quella che vi diede il nome fu proprio Villa Partanna realizzata da Girolamo I Grifeo, Principe di Partanna e dalla moglie Laura La Grua dei Principi di Carini, nel periodo che va dal 1722 al 1728. Nel capitolato dei lavori del tempo risultava che dovessero usarsi per la fabbrica “i mazzacani di Sferracavallo”. Sul retro della villa i due stemmi ne sugellano, tuttoggi, il marchio indelebile!

Il posto centrale e vicino alle principali strade di comunicazione ne favorirono l’immediata riconoscibilità e ne determinò, probabilmente, l’assimilazione del luogo alla villa. Se pensiamo che l’attuale Villa Wirz (De Simone-Achates) fu probabilmente edificata dai La Grua (lo testimoniano gli stemmi araldici) ed è, pure, lungo la stessa via evidentemente si può dire che non ebbe lo stesso appeal. Anche se, ad onor del vero, per i partannesi dire “ne’ Carini” si intende proprio la Villa Wirz. Ma il nome Partanna suscitò, senza dubbi, il favore di tutti e la villa divenne…eponima!.

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