Parla, mia paura: l’ultimo romanzo di Simona Vinci.

E’ un invito alla lettura, quello di oggi, che unisce insieme alle caratteristiche del saggio anche quelle del romanzo. Il libro a cui mi riferisco è Parla, mia paura (Einaudi, 2017) di Simona Vinci, che dopo la vittoria al Campiello 2016 con “La Prima Verità”, ha deciso di percorrere fino in fondo questa via ibrida di narrazione. La Vinci si affida ad una scrittura immediata e scabra, per tessere la trama di una storia dolorosa, la sua, e descrivere il percorso di discesa negli inferi della depressione e dell’angoscia “è cominciata con la paura. Paura delle automobili. Paura dei treni. Paura delle luci troppo forti. Dei luoghi troppo affollati, di quelli troppo vuoti, di quelli troppo chiusi e di quelli troppo aperti.” Un piccolo libro, questo della Vinci, scritto con grande coraggio. Una pubblicazione nata in origine per far parte dè “La Prima Verità” e in seguito omesso, perché troppo autobiografico, dunque molto intimo. In seguito, però, quella traccia si estende sempre più e dalla carta tracima fino a diventare una confessione a carne viva e per spiegare che la paura, l’angoscia, la depressione possono essere vinte, se si sceglie di aprirsi agli altri e si accetta il proprio dolore come un peso imprescindibile. Attraverso una testimonianza viva, traboccante, a tratti angosciante, l’autrice ci parla di come si sia reinventata donna e madre attraverso il dolore. E’ un romanzo da leggere, insomma, per ricordare a sé stessi che la paura non può essere mai del tutto superata e che da limite iniziale diventa poi strumento per cambiare la propria percezione del mondo e pure sugli altri.

Simona Vinci è nata a Milano nel 1970, ma vive a Budrio in provincia di Bologna. Ha studiato Lettere Moderne all’Università di Bologna e insieme ad altri scrittori giovani anima la redazione di Incubatoio 16, una rivista letteraria online. Si è imposta da subito all’attenzione della critica e del grande pubblico con il suo primo romanzo “Dei bambini non si sa niente” (Einaudi, Stile libero – 1997), caso letterario dell’anno, tradotto in 12 paesi, e vincitore del premio Elsa Morante opera prima nell’anno 2000. Con Einaudi ha pubblicato “In tutti i sensi come l’amore”, raccolta di racconti, e i romanzi “Come prima delle madri”, “Brother and Sister”, “Stanza 411”, “Strada Provinciale Tre”, “La prima verità. Per i giovani lettori ha pubblicato “Corri, Matilda” (E.Elle, 1998) e “Matildacity” (Adnkronos Libri, 1998).  È anche traduttrice dall’inglese.

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