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 Palermo ricorda Libero Grassi

“Oggi Palermo ricorda Libero Grassi, l’imprenditore che il 29 agosto del 1991 fu assassinato dalla mafia per avere avuto il coraggio di dire no al pizzo e di denunciare pubblicamente chi pretendeva di imporre alla sua impresa il ricatto mafioso.

A distanza di 35 anni, il sacrificio di Libero Grassi conserva una forza e un’attualità straordinarie. La sua scelta fu una scelta di libertà: la libertà di lavorare senza piegarsi alla prepotenza mafiosa, la libertà di non accettare il ricatto come una condizione inevitabile per fare impresa, la libertà, soprattutto, di denunciare. 

Oggi dobbiamo avere la consapevolezza che la mafia non è scomparsa e che il racket prova ancora a rialzare la testa. I fatti di cronaca degli ultimi mesi lo hanno dimostrato. Ma hanno dimostrato anche qualcosa di altrettanto importante: di fronte alle nuove intimidazioni e alle nuove forme del ricatto mafioso, le forze dell’ordine e la magistratura hanno saputo rispondere con tempestività, determinazione e incisività. 

A loro va il nostro ringraziamento per il lavoro quotidiano che svolgono a difesa della legalità e della libertà degli imprenditori.

L’esempio di Libero Grassi è ancora più importante in un momento in cui le denunce degli episodi di racket sono ancora troppo poche rispetto a quanto accade. Il silenzio e la paura sono proprio ciò su cui la mafia continua a fare affidamento. Per questo oggi il messaggio che dobbiamo rivolgere a chi fa impresa è chiaro: denunciare è possibile, denunciare è necessario e nessun imprenditore deve sentirsi solo.

Come Comune di Palermo continueremo a sostenere tutte quelle realtà associative che, sul territorio, svolgono un lavoro prezioso accanto agli imprenditori minacciati, accompagnandoli nel percorso di denuncia e aiutandoli a rompere l’isolamento e la paura. 

A tutte le associazioni antiracket va la mia gratitudine per un impegno che rappresenta una parte fondamentale della nostra rete di legalità.

Ricordare Libero Grassi non significa soltanto commemorare una vittima della mafia. Significa ricordare un uomo che scelse di essere libero e che, con la sua denuncia, indicò a tutti noi una strada”. 

Lo ha dichiarato il sindaco Roberto Lagalla.

Schifani: «Denunciare è il primo passo per essere liberi, la Regione al fianco di chi non si piega»

«A trentacinque anni dall’uccisione di Libero Grassi, il suo esempio resta un riferimento per chi fa impresa. Ebbe il coraggio di dire no al racket quando esporsi significava rischiare in prima persona. Chi sceglie la legalità non può essere lasciato solo». Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.

«Per questo – aggiunge – abbiamo messo  in campo strumenti diversi a sostegno delle imprese. Per quelle vittime di usura ed estorsione sono previsti interventi fino a 200 mila euro, con un fondo che rifinanziamo periodicamente in presenza di nuove domande. A questo si aggiungono i 4 milioni del Fondo Sicilia destinati alle aziende sottoposte a misure di prevenzione, con procedure che abbiamo semplificato anche raccogliendo le indicazioni arrivate attraverso la Commissione regionale Antimafia. La denuncia resta decisiva: chi subisce minacce o richieste estorsive si rivolga alle forze dell’ordine e alle istituzioni. La Regione farà la sua parte».

In rappresentanza del governo regionale, il presidente Schifani ha delegato l’assessora Nuccia Albano alla cerimonia di commemorazione di questa mattina.

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