Il Comitato di quartiere “Bandita-Costa Sud Palermo” e oltre quaranta abitanti della storica borgata marinara hanno deciso di impugnare la delibera comunale che ha respinto le loro osservazioni al progetto di riqualificazione del lungomare. L’incarico legale è stato affidato all’avvocato Santo Botta.
Il piano comunale per la “Riqualificazione ecocompatibile del lungomare della Bandita” include diversi interventi:
- – Allargamento di via Messina Marine
- – Realizzazione di un parco pubblico
- – Nuovo spazio pedonale
- – Percorso ciclabile
- – Parcheggio pubblico
La Bandita è una zona già densamente abitata, con case e infrastrutture consolidate. Per questo i residenti si sono mobilitati fin dall’inizio del processo di pianificazione.
Dopo l’approvazione del progetto di fattibilità (Delibera C.C. n. 236/2024), i residenti hanno presentato due osservazioni principali: la prima proposta puntava a spostare leggermente l’area verde verso il mare e creare un percorso pedonale tra il verde e le abitazioni. L’obiettivo: evitare demolizioni che avrebbero compromesso la stabilità degli edifici e l’accesso delle famiglie alle loro case.
La seconda osservazione suggeriva di mantenere solo la pista ciclopedonale panoramica lungo la spiaggia, eliminando quella su via Messina Marine. Al suo posto: posti auto paralleli per risolvere il problema cronico della mancanza di parcheggi. Una questione importante soprattutto per anziani e persone con disabilità.
Le osservazioni dei residenti avevano ricevuto parere favorevole dagli uffici comunali e dai progettisti. Anche il Consiglio di Circoscrizione aveva dato il suo ok con una delibera specifica. Poi, il 26 marzo 2025, il colpo di scena. Il Consiglio Comunale ha respinto tutte le osservazioni con l’emendamento n. 1, senza fornire alcuna spiegazione.
Risultato: le demolizioni si faranno, non ci sarà il percorso pedonale alternativo, la ciclabile su strada resterà (con l’aggiunta di alberi) e salteranno i parcheggi previsti.
“Siamo profondamente delusi e indignati”, dichiara Antonio Tomaselli, portavoce del Comitato Bandita-Costa Sud. “Dopo un lungo confronto costruttivo con uffici e progettisti, ci troviamo davanti a una retromarcia improvvisa e senza motivazioni. Questa delibera danneggia i proprietari e mina la partecipazione dei cittadini”.
Tomaselli precisa: “Non siamo contro la riqualificazione della Costa Sud, che aspettiamo da tempo. E non accettiamo di essere etichettati come difensori dell’abusivismo. Abbiamo solo suggerito miglioramenti per rendere il progetto più vicino ai bisogni della borgata”.
L’avvocato Santo Botta ha confermato il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale. “La delibera presenta evidenti vizi di legittimità per la totale mancanza di motivazioni nel respingere osservazioni prima ritenute valide dai tecnici comunali”, spiega il legale.”Chiederemo al TAR di ristabilire il corretto dialogo tra amministrazione e cittadini, garantendo che le decisioni urbanistiche vengano prese con trasparenza”.
Il Comitato Bandita-Costa Sud e i residenti ora attendono la pronuncia della giustizia amministrativa. La speranza è che venga riconosciuta la validità delle loro ragioni e ripristinato un confronto costruttivo con l’amministrazione comunale.La vicenda tocca temi cruciali: partecipazione dei cittadini, trasparenza amministrativa e diritto all’abitazione. La Bandita, storica borgata marinara di Palermo, si trova al centro di una battaglia che va oltre la semplice riqualificazione urbana.



