Palermo. Convegno: “L’incontinenza. Gestione moderna di un male antico”

Palermo 28 giugno. Nell’ambito della Giornata nazionale per la prevenzione e la cura dell’incontinenza, l’Associazione Italiana Disfunzioni Organi Pelvici Onlus ha organizzato il Convegno nazionale dal tema “L’incontinenza. Gestione moderna di un male antico” Nuovi aspetti terapeutici.
Al centro dell’incontro la prevenzione e l’informazione. In Italia ben  5 milioni di persone soffrono di tale disfunzione e,  per la prima volta a Palermo, diversi esperti del settore hanno ne hanno affrontato le tematiche presso la sede dell’Iemest (Istituto Euro-mediterraneo di Scienza e Tecnologia in Via Michele Miraglia n. 20).
Uno degli obiettivi fondamentali del convegno è stato quello di portare a conoscenza di tutti i partecipanti, un centinaio tra medici di medicina generale, specialisti di varie branche interessate al problema dell’incontinenza e fisioterapisti, i nuovi aspetti terapeutici per questa fastidiosissima patologia che interessa circa 5 milioni di persone solo nel nostro Paese.
Oggi, infatti grazie ai progressi della scienza medica gli specialisti che trattano l’incontinenza hanno a disposizione delle nuove armi terapeutiche che fino a qualche anno fa non erano disponibili. Il trattamento infatti con metodiche chirurgiche tradizionali era gravato da risultati scarsi, se non pessimi, a fronte di interventi anche molto invasivi ed invalidanti; un esempio è la graciloplastica per la cura dell’incontinenza fecale che consiste nell’utilizzare un muscolo della coscia per ricostruire lo sfintere anale.
Sono state presentate almeno 3 nuove metodiche di trattamento chirurgico minimamente invasivo dell’incontinenza fecale: gatekeeper e sphinkeeper  che sono delle piccole protesi auto-espandibili in materiale dotato di elasticità che vengono posizionate in sede di sfintere anale per rinforzarlo e farlo lavorare correttamente al fine di ripristinare la continenza; la neuro-modulazione sacrale consiste nell’impianto di un vero e proprio pace-maker in sede sacrale che ha la funzione di stimolare i nervi che fanno funzionare gli sfinteri (questo metodo ha indicazione specifica ad esempio nei medullolesi da trauma o da malattie tipo sclerosi multipla ecc).
Mentre la Secca Procedure è una metodica ancora meno invasiva sfruttando la tecnica della radiofrequenza a livello sfinteriale anale stimolando il tessuto muscolare.
Tutte queste nuove metodiche chirurgiche si possono attuare in anestesia locale o loco-regionale evitando così soprattutto per i pazienti più anziani i rischi di un ‘anestesia generale.
Interviene sull’argomento il vicepresidente dell’AIDOP Onlus, Benedetto Di TrapaniIl nostro impegno è quello di dare un contributo per uniformare i criteri valutativi e gli scores quantificativi dei problemi disfunzionali che oggi sono arbitrari o comunque non di univoca interpretazione. Organizzare degli studi multicentrici con lo scopo di codificare percorsi diagnostici e terapeutici oggettivabili in modo da poter confrontare casistiche omogenee e con i conseguenti risultati allo scopo di misurarli e migliorarli. E’ questa la nostra mission: creare dunque una sinergia fattiva con lo Iemest, grazie alla volontà del suo presidente,  Bartolo Sammartino, al fine di realizzare una progettazione sperimentale e validazione scientifica di nuovi devices sia  in campo diagnostico che sperimentale“.