venerdì, 12 Luglio 2024
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Palermo. Concluse a Sant’Ernesto le manifestazioni in onore della Beata Pina Suriano

Con la concelebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo di Palermo Cardinale Paolo Romeo domenica 10 ottobre si sono concluse nella parrocchia di sant’Ernesto a Palermo le manifestazioni promosse in occasione della “visita” delle reliquie della Beata Pina Suriano. Quattro giorni ricche di iniziative, alcune delle quali promosse dal locale gruppo dell’Azione Cattolica, per ricordare l’impegno che Pina Suriano, giovane protagonista dell’A. C. di Partinico, profuse negli anni tra le due guerre nel paese in provincia di Palermo.

Sono stati quattro giorni ricchi di impegni – ha detto il parroco don Carmelo Vicari -, ma ciò che più mi ha colpito è stato il via vai di quanti durante le mattine sono venuti a pregare davanti alla teca che contiene un frammento del corpo della Beata. Esprimono non solo una devozione popolare, magari accompagnata dalla richiesta di una grazia, ma il desiderio di comprendere dalla vita di Pina il modo in cui il Signore chiede a ciascuno di noi di aderire al suo disegno. Pina si era fatta, come tutti noi, un progetto buono per fare la Sua volontà: la rinuncia al matrimonio e la decisione di divenire suora. Il Signore ‘scombinò’ le sue carte per chiederle una adesione totale e globale alla Sua volontà. Lo stesso che chiede a ciascuno di noi quando diciamo: ‘Ma cosa vuole Lui da me ?’ Pina è un esempio vicino, concreto e chiaro di come si possa aderire al progetto di Dio, anche quando cozza con i nostri progetti personali e umani”.

Questo aspetto della vita della giovane partinicese è stato al centro della comunicazione che sabato pomeriggio 9 ottobre ha svolto nel salone parrocchiale il giornalista Salvatore Falzone, autore del libro: Pina Suriano. Per amore del mio unico amore.

Ripercorrendo alcune tappe significative della breve vita della giovane ne ha evidenziato quattro aspetti salienti.

Per primo l’adesione sincera e convinta all’Azione Cattolica di Partinico, nella quale espresse un impegno quotidiano e instancabile sia sul versante sociale che su quello pastorale e spirituale. “Conosceva tutti gli abitanti del quartiere in cui abitava – ha detto Falzone – e non mancava di incontrarli tutti per dare a tutti conforto e aiuto, sia spirituale che materiale”.

Poi l’amicizia, che “per Pina – ha proseguito il giornalista – era il modo convinto e convincente per amare Cristo attraverso i volti e le vite che il Signore le metteva sul suo cammino”.

Falzone si è lungamente soffermato sul progetto che Pina aveva immaginato per la sua vita. “Aveva deciso – ha spiegato – che doveva fare la volontà del Signore entrando in convento, anche sfidando le concrete e violente opposizioni dei familiari. Ma quando anche per soli sette giorni sembrò raggiungere questo ‘giusto’ traguardo dovette rinunciarvi, per varie circostanze, accettando, di conseguenza, di servire il Signore secondo modalità che lei non aveva previsto”.

Alla richiesta di spiegare queste circostanze, Falzone ha risposto: “Solo alla fine della sua pur breve vita Pina comprese che non era problema di circostanze o di accadimenti, ma che il Signore la chiamava per quello che era, non per quello che faceva. Solo quando potè presentarsi dinnanzi a Lui nuda, senza vergogna e libera, divenendo ostia e sacrificio la sua vita ebbe pieno compimento”.

A chi gli ha chiesto se dunque l’insegnamento di Pina vale anche oggi e come si può imitarlo ha così risposto: “Non si tratta di imitare nel senso di copiare. Ogni vita è singola e irripetibile e il Signore chiede a ciascuno cose diverse nella forma ma chiede a tutti di consegnare tutto per aderire a Lui, alla Sua persona. Pina ebbe il grande merito di riuscire a comprendere, pur tra le lacrime la trama di quel ricamo a rovescio che fu la sua vita: e non perché la tela improvvisamente si capovolse, ma soltanto perché lei stessa imparò a guardare al contrario. Il fascino della sua vita sta nell’aver trasformato la propria vita in una vita nuova, la sofferenza in fiduciosa serenità, piuttosto che in disperazione. La sua testimonianza deve, allora, indurre ciascuno di noi a comprendere l’ordito della nostra tela, anche se spesso non corrisponde ai nostri pur buoni intendimenti”.

Il Cardinale ha augurato a tutti nell’omelia di poter prendere esempio dalla vita di personalità come quella di Pina Suriano e don Pino Publisi che hanno saputo incarnare la vocazione cristiana nelle contingenze della loro vita, così come è chiesto a ciascuno di noi.

Le reliquie ritorneranno a Partinico lunedì mattina 11 ottobre dopo la Messa delle ore 9.

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