sabato, 3 Dicembre 2022
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Palermo, Amap sospenderà l’erogazione idrica agli utenti morosi

Ultimi giorni per i clienti di Amap morosi per mettersi in regola con i pagamenti prima che l’azienda proceda alla materiale sospensione dell’erogazione idrica.
Partiranno infatti dalla prossima settimana gli interventi presso le prime utenze, circa 5.000 fra Palermo e provincia, di quei clienti che, nonostante diversi tentativi bonari e richiami formali, hanno scelto di non saldare i propri debiti con l’azienda che, nel caso di alcuni condomini o utenze commerciali, hanno importi a cinque zeri.
Fra i morosi per i quali si procederà al distacco delle utenze anche alcune centinaia di eredi o nuovi proprietari degli immobili, che non hanno effettuato né voltura né il pagamento delle fatture intestate ai precedenti titolari.


Andando anche oltre i tempi di attesa e le procedure bonarie previste dalla normativa – spiega l’Amministratore di Amap Alessandro Di Martino – abbiamo cercato di evitare che si arrivasse a misure drastiche che non faranno altro che arrecare disagi ai cittadini e aumentare le spese, anche legali, che dovranno sostenere“.

Nei mesi scorsi Amap, seguendo le procedure previste dall’ARERA, l’Autorità nazionale che regola tariffe e procedure per le aziende del settore idrico, ha infatti avviato le operazioni di recupero dei crediti rivolte a circa 50.000 utenti (su un totale di circa 220.000 utenze complessive servite da Amap).

Fra questi, spiccano circa 8.000 “grandi morosi” che con una media pro-capite di oltre 6.500 euro di debiti devono complessivamente all’Azienda oltre 51 milioni.
In una prima fase sono state inviate lettere di avviso bonario e successivamente, a coloro che non hanno avviato procedure di rientro del debito, una ulteriore comunicazione raccomandata col preavviso di distacco.
Tale operazione ha portato alcune migliaia di utenti a regolarizzare la propria posizione, o saldando il debito o concordando un piano di rateizzazione fino a 36 mesi, con un incasso complessivo per l’azienda pari, ad oggi, ad oltre 12 milioni sugli oltre 50 già contestati.
Molti non hanno però risposto al sollecito dell’azienda, scegliendo di non pagare.

Fra i morosi anche alcuni enti pubblici per i quali non si può effettuare il distacco idrico “ma nei confronti dei quali – spiega Di Martino – avvieremo ora le operazioni di riduzione del flusso ove possibile e, in ogni caso di recupero coatto delle somme, come già avvenuto in passato in situazioni simili. Una scelta purtroppo obbligata, che in ultima analisi porterà solo un maggior danno economico per le casse di questi enti”.


Quello che è certo – conclude l’Amministratore di Amap – è che non possiamo non intervenire con risolutezza, perché è nostro dovere tutelare le finanze dell’azienda, che vuol dire tutelare la qualità del servizio che eroghiamo agli utenti, la stragrande maggioranza dei quali è assolutamente corretta nei tempi e modalità di pagamento“.

Gli interventi di interruzione della fornitura o di sua limitazione nei casi in cui la legge vieti il distacco totale saranno nel tempo rese più agevoli dalla installazione, che comincerà dall’inizio del prossimo anno, dei nuovi contatori “smart”, per i quali è in corso di aggiudicazione una gara da poco più di un milione e mezzo di euro. I nuovi contatori, che saranno installati in oltre la metà delle utenze, saranno infatti dotati di un’apposita valvola, azionabile anche a distanza, finalizzata proprio alla limitazione o interruzione del flusso idrico in caso di persistente morosità.

Aggiornamento al 12 ottobre 2022

Sono iniziati con l’apposizione dei sigilli a cinque utenze in diverse zone di Palermo, gli interventi di apposizione dei sigilli ai contatori degli utenti morosi di Amap in città e in provincia. Una prima lista di 100 sospensioni dell’erogazione sarà eseguita entro le prossime due settimane.

Si tratta in particolare di utenti che a partire da gennaio di quest’anno hanno ricevuto solleciti e notifiche di tutti i tipi, dagli avvisi bonari alle raccomandate, fino anche alle telefonate ad personam tentate lì dove era disponibile un recapito telefonico ancora valido. “Nonostante ogni possibile tentativo di risolvere bonariamente la situazione – spiega l’Amministratore di Amap Alessandro Di Martino – siamo stati costretti a ricorrere alla misura estrema della interruzione del servizio, che per altro non interrompe la prosecuzione delle azioni di recupero delle somme dovute con ulteriore aggravio di costi e responsabilità per chi non è in regola”.

In questi ultimi dieci giorni sono stati migliaia gli utenti, soprattutto privati ed amministratori di condominio, che hanno contattato gli uffici di Amap per avviare la regolarizzazione delle proprie posizioni, che in alcuni casi vedono debiti per oltre 100 mila euro. L’azienda ha per questo potenziato il servizio di sportello, soprattutto per quanti richiedono l’avvio del piano di rientro rateale, previsto dai regolamenti vigenti per un massimo di 36 mesi.

Da gennaio ad oggi AMAP ha già incassato o avviato il recupero tramite rateizzazione per circa 15 milioni di euro, su un totale di poco meno di 90 milioni di crediti, dovuti da 50.000 degli oltre 220 mila utenti dell’azienda. Fra i morosi, spiccano circa 8.000 che hanno una media di debito superiore ai 6.000 euro ciascuno, i cosiddetti grandi morosi che devono complessivamente all’azienda circa 50 milioni di euro.

In questi giorni sono anche partiti i solleciti nei confronti di coloro che, pur avendo avviato il piano di rientro rateale, non stanno rispettando i pagamenti concordati. Anche per loro, se non provvederanno a regolarizzare la propria posizione, saranno avviate le procedure di interruzione dell’erogazione.

“E’ evidente – spiega ancora Di Martino – che la grande maggioranza dei nostri utenti in città e provincia è in regola con i pagamenti, ma c’è una parte restia a mettersi in regola, con un danno che inevitabilmente rischia di ricadere su tutti in termini di qualità del servizio”.

Da parte nostra comunque – conclude l’Amministratore di Amap – resta sempre massima disponibilità nei confronti di chi vuole mettersi in regola ma altrettanto massima fermezza verso chi mostra disprezzo delle regole e dei diritti della collettività”.

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