Palermo, al via il Programma speciale per l’istruzione e la formazione negli Istituti Penitenziari Minorili

Il protocollo, lanciato già nel 2018, si appresta ad avviare la sua operatività. Il progetto "Ripartire - Punto e a capo" coinvolgerà quindi i Servizi Minorili della Giustizia

Centro di Giustizia Minorile di Palermo

A Palermo e provincia sta prendendo corpo l’accordo di rete sottoscritto dall’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni (USSM), dall’Istituto Penale per i Minorenni  di Palermo, dall’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia, dal Centro Permanente Istruzione Adulti (CPIA) Palermo 1, dal Centro Permanente Istruzione Adulti (CPIA) Palermo 2, dal Comune di Palermo- Assessorato Politiche giovanili, Scuola, Lavoro, Salute, da La linea della Palma-Agenzia per il Lavoro, dall’Associazione “Inventare Insieme Onlus”, dall’Associazione Centro Studi Opera Don Calabria, da Al Azis Cooperativa Sociale Onlus, dalla UISP -Unione Italiana Sport per tutti, e dal CIRPE- Centro Iniziative Ricerche Programmazione Economica.

Un accordo che non nasce per caso, ma che si concretizza a seguito della sottoscrizione di un protocollo tra il MIUR e il Ministero di Giustizia, avvenuto nel 2016, con al centro un tema di forte valenza sociale; trattasi infatti di un “Programma speciale per l’istruzione e la formazione negli Istituti Penitenziari e nei Servizi Minorili della Giustizia”, che prende a cuore il reinserimento nella società di questi giovani che scontano una pena, attraverso l’istruzione e la formazione, tenendo conto dei loro contesti sociali.

Il Progetto Ripartire – Punto e a capo

Del Progetto se n’è parlato dettagliatamente stamani presso la Sala Padre Pino Puglisi del Centro di Giustizia Minorile di Palermo, alla presenza del Sostituto Procuratore -Tribunale per i Minorenni di Palermo, Massimo Russo; della dott.sa Rosanna A. Gallo del Centro per la Giustizia Minorile per la Sicilia; del dott. Adragna in rappresentanza della Prefettura di Palermo; dell’Assessore Giuseppe Mattina per il comune di Palermo; del dott. Antonio Valenti dell’Assessorato Regionale all’Istruzione e alla Formazione Professionale; e di Rosalba Salierno, Direttore Ufficio distrettuale per l’esecuzione penale esterna di Catania.

I relatori dell’odierna conferenza a Palermo

Un Progetto grande di nome e di fatto che ha visto il coinvolgimento di tante istituzioni, associazioni, e che vanta diversi sottoscrittori, grazie ai quali si è messo al centro l’utente di questi servizi con le sue capacita ed attitudini, al quale verranno date delle concrete possibilità di reinserimento. L’iniziativa mira infatti alla finalità rieducativa della pena, mettendo insieme soggetti pubblici e privati, uniti per valorizzare la persona umana ed il suo lavoro.

La sala Padre Pino Puglisi al Malaspina di Palermo

«Questa importante iniziativa mette insieme enti pubblici e privati al fine di creare un sistema sinergico che favorisca l’inserimento del ragazzo in percorsi di scuola, formazione e lavoro con sistema di alternanza fino ad accompagnarlo nello sbocco lavorativo – spiega la dott.sa Rosalba Salierno -. Inoltre, viene fuori una grande sinergia tra il pubblico e il privato, dove il primo dimostra di rendersi flessibile nella risposta ai bisogni dell’utenza, unificando, anche qui in maniera sinergica, la risposta istituzionale».

Un aiuto arriva anche dalla Regione Sicilia che, nella sua attività di contrasto al fenomeno della dispersione scolastica, stanzierà 2 milioni e mezzo di euro da destinare a coloro che scontano una pena.

Ai fini della progettualità si è creata una fitta rete tra enti pubblici ed enti di formazione che, guardando all’interesse del minore, creeranno un sistema di servizi inter istituzionali prediligendo il livello territoriale, nella fattispecie Palermo e provincia, favorendo così la formazione e l’orientamento professionale, e quindi un futuro inserimento nel mondo del lavoro, non dimenticando la possibilità per questi giovani di potersi dedicare ad attività volte all’educazione allo sport e alla gestione del tempo libero.

«Il Protocollo avviene nel solco della finalità rieducativa della pena – precisa il Sostituto Procuratore Massimo Russo -, il minore sta in carcere non per essere punito ma rieducato, e le azioni sono finalizzate a promuovere la formazione e l’orientamento al lavoro. Non a caso avviene qui la firma del protocollo, in un luogo dove si respira un passato positivo, un carcere, dove si può anche imparare un mestiere, consentendo al minore di reinserirsi poi nella società portando con sé la dote di una formazione ricevuta proprio qui. I soggetti coinvolti appartengono a questa filiera, pubblica e privata, ed insieme compongono una rete che costituisce l’occasione per dare speranza ai meno fortunati».

Il progetto è rivolto a giovani dai 16 ai 25 anni. «Il CPIA è una scuola pubblica che si occupa di istruzione per gli adulti – commenta Giuseppina Sorce, Dirigente scolastica del CPIA Palermo 1 -sono quindi interessati gli utenti, italiani e stranieri, dai 16 anni in poi, ed ha come plessi le sedi carcerarie palermitane del Malaspina, Ucciardone e Pagliarelli. Noi siamo quindi direttamente interessati al Progetto, che è stato voluto fortemente in quanto il proseguo di un altro già avviatosi 20 anni fa, ovvero il progetto APE (aria penale esterna), che nasceva in origine come questo, ma nel tempo si è trasformato in qualcosa che si dimostra ancor più interessante per il territorio».

Il servizio sarà svolto dai rappresentanti dei vari enti istituzionali, si partirà dalle segnalazione, da parte del comune, delle fasce a rischio, creando poi un dossier del ragazzo. Tale documentazione sarà poi inviata all’equipe di orientamento, che si riunirà periodicamente per smistare le domande e individuare il progetto scolastico più idoneo al ragazzo, designando un orientatore che programmerà gli incontri e supporterà il candidato.

Tutto ciò darà vita a un vero e proprio percorso formativo, di scolarizzazione o formazione, e a questo punto entra in gioco l’assistente sociale del caso. Il giovane, sarà poi indirizzato verso l’ente prescelto per lo svolgimento dell’attività. Gli enti, alla fine del percorso, rilasceranno un’attestazione, e potrebbe così seguire un passaggio ad esempio al centro per l’impiego, oppure una prosecuzione del percorso scolastico.

Le finalità dell’accordo, infatti, riguardano la sperimentazione di percorsi certificabili, con possibilità di proseguire anche dopo aver scontato la pena, favorendo così l’acquisizione o il recupero di abilità e competenze, attraverso forme d’istruzione integrate con la formazione e con la collaborazione con le imprese, con le quali poter avviare percorsi di apprendistato, stage o tirocini.

La data di inizio dell’operatività del Progetto è segnata per il 25 ottobre.

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