Movida. Via a dibattito in Consiglio Comunale. Occhipinti: “Strada tutta in salita”

Movida alla Vucciria
Movida alla Vucciria

Durante la  seduta di oggi, il Consiglio Comunale ha  prelevato dall’ordine del giorno il “Regolamento sullo Sviluppo sostenibile  ai fini della convivenza tra le funzioni residenziali e le attività di esercizio pubblico e svago nelle aree private, pubbliche e demaniali”.
Prende dunque il via il percorso dell’Aula Consiliare per l’approvazione del provvedimento sulla cosiddetta “Movida”.

La proposta di regolamento, che è frutto del lavoro di confronto con la Commissione Consiliare Attività Produttive , con le Associazioni di Categoria e  diversi comitati dei residenti, si propone di fornire regole per fronteggiare le innumerevoli situazioni di disagio presenti da anni in molte zone cittadine.

“Il diritto alla quiete di intere aree urbane – afferma l’ Assessora Giovanna Marano – attraverso l’adozione di questo strumento potrà entrare in sintonia con le molteplici attività economiche di ristoro ed intrattenimento che animano la città. Prevenire chiasso, bivacco, musica assordante, abbandono di bottiglie e lattine  varrà a riportare l’intrattenimento e l’animazione serale dentro il valore della sostenibilità per  proseguire il percorso già avviato dall’anno scorso con le ordinanze sindacali.”

“Si tratta di uno strumento  – ha detto il Sindaco – che servirà a integrare il rapporto tra qualità della vita, sicurezza, animazione urbana per valorizzare la bellezza di Palermo e guidare le attività del divertimento e del tempo libero  in direzione del rispetto dei diritti di tutti e della legalità.”

Per Filippo Occhipinti, del Gruppo Misto la strada è tutta in salita “Da un lato chi vuole dormire, dall’altro chi vuole divertirsi di notte, in mezzo attività economiche e posti di lavoro. Comunque vada il regolamento scontenterà tutti e paga un vizio originale: la mancanza del piano di zonizzazione, senza il quale non è possibile approvare alcun regolamento, pena l’impugnativa. A conferma, come se ce ne fosse bisogno, che in tre anni la giunta ha navigato a vista, senza alcuna programmazione ma andando avanti a colpi di ordinanze. La normativa nazionale di per sé sarebbe sufficiente, ma mancano i controlli e la colpa è del Comune”.