domenica, 24 Ottobre 2021
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Monreale – Via Antonio Veneziano sommersa dai rifiuti

Noi lasciati da soli dalle Istituzioni, ci appelliamo al Prefetto e alla Regione!

Monreale 10.10.2021 – Siamo alle solite, la storia non cambia e a nessuno sembrano interessare le segnalazioni, gli esposti, le pec alle quali nessuno risponde e i messaggi whatsapp che restano muti o inevasi. Ci capita addirittura, come da tempo denunciato in un nostro esposto presentato alla Stazione Carabinieri, di ricevere risposte di questo tenore: “lei non ha rispetto delle istituzioni, dei concittadini e della città che la ospita”, frasi che reputiamo oltraggiose, offensive, ridicole e senza senso.

La Via Antonio Veneziano, centrale snodo del centro storico della Città un tempo normanna, anche se non è l’unica a essere invasa da rifiuti, resta nella mani di indefessi e ben noti sporcaccioni, nei confronti dei quali il Comune e i funzionari addetti al ramo rifiuti, precisamente l’Ing. Maurizio Busacca, il Comandante della PM Sig. Luigi Marulli e l’Assessore Sig. Salvatore Grippi, non hanno intenzione, dopo anni di costante e perpetuo schifo, da noi ampiamente fotografato, filmato e raccontato nei nostri continui articoli, di prendere una decisione o di effettuare un minima vigilanza, nonostante i loro appelli alla “collaborazione dei cittadini”, diffusi attraverso i giornali on-line di loro fiducia, una fiducia che, visto i risultati, non appartiene alla nostra Testata, probabilmente perchè non ha sede a Monreale.

Dal suo canto il Sindaco, Ing. Alberto Arcidiacono, non è certo immune da colpe: mille volte lo abbiamo personalmente sollecitato e mille volte gli abbiamo offerto la nostra collaborazione, volta all’individuazione di ben noti soggetti che di attenersi alla vigente ordinanza sulla racconta differenziata, funzionante egregiamente almeno nel Centro storico di Monreale . Le risposte ricevute negli anni, e non solo da parte dell’attuale Primo Cittadino, sono state svariate ma sempre eluse.

Queste vanno dal “stanno arrivando le telecamere”, al “c’inseriremo nel server dei negozianti della zona che hanno le telecamere“, a “presto la PM effettuerà un servizio risolutivo” oppure “verrò di persona a piazzarmi sul posto”.

Tutte balle, stratosferiche balle, che hanno come finalità unica, quella di temporeggiare ed evitare l’assunzioni di responsabilità, esponendo di contro, come nel nostro caso, le pochissime persone che hanno il coraggio civico di protestare e, lo sottolineiamo ancora una volta, di porsi a disposizione delle Istituzioni e delle Forze dell’Ordine.

Una situazione che dovrebbe, a nostro avviso, interessare il Sig. Prefetto di Palermo dott. Giuseppe Forlani e anche le Istituzioni Regionali, dal Presidente della Regione Nello Musumeci all’Assessore al Territorio ed Ambiente Toto Cordaro, visto che dell’attuale Giunta sono garanti e ispiratori politici.

A tal proposito, preso atto, dopo sedici anni di nostro risiedere a Monreale, dell’assoluto disinteresse al problema, da parte dei Funzionari Comunali sopra indicati e in particolare della Polizia Municipale, che evidentemente non riceve i giusti input da parte dell’appartato burocratico comunale, ci rivolgeremo direttamente ai Carabinieri, anche se loro, da anni, di esposti corredati e circostanziati da racconti e foto, oltre che da nostri articoli, ne conservano almeno un centinaio.

Abbiamo pertanto chiesto di essere ricevuti dal Sig. Capitano Andrea Quattrocchi, Comandante della Compagnia Carabinieri, al quale evidenzieremo tutto il nostro disagio di cittadini-giornalisti (mai ricevuto un invito o un comunicato stampa dal Comune) emarginati e ignorati dalle Istituzioni. Di cittadini lasciati pericolosamente da soli e che comunque, nonostante la poca solidarietà ricevuta a seguito delle aggressioni, delle minacce, delle lettere anonime e addirittura da un bossolo inviatoci anonimamente e intercettato all’Ufficio smistamento delle Poste Italiane di Palermo, non vogliamo recitare la parte delle vittime e siamo pronti, come sempre, a continuare la nostra opera di denuncia, senza paura alcuna e senza arretrare di un centimetro. 

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