Monreale: prosegue l’assurda vicenda di Chiasso Beato Pino Puglisi il Comune non aggiorna le mappe

Monreale 20.02.2018 – Avevamo già raccontato, per sommi capi, la vicenda del piccolo cortiletto sito nel pieno centro storico di Monreale, un tempo denominato Chiasso Procida e dallo scorso 22 gennaio intitolato, per volere della famiglia Lo Cicero Madè che lì risiede da oltre dieci anni, al Beato Pino Puglisi.

E’ di oggi la notizia che il Comune, non ha provveduto a far aggiornare le mappe e così, come ci racconta Rosario Lo Cicero Madè, ha dovuto provvedere per conto suo: «abbiamo riscontrato, per settimane, problemi nel ricevere la posta ed alcuni plichi e così, i corrieri ci chiamavano perchè non riuscivano ad individuare il posto e quindi, controllando Google, ci siamo accorti che la mappa non era aggiornata ed abbiamo dovuto chiedere noi, da comuni cittadini, l’aggiornamento che, trascorso qualche giorno per la verifica, è stato apportato».

«Non posso che ribadire – continua Rosario – quanto già raccontato, a questo quotidiano, un anno fa: confermo che a causa della riqualificazione di questi 70 mq, tanto è grande, più o meno, l’antico cortile situato all’inizio della Via Antonio Veneziano, recuperato, tra minacce e lettere anonime tutte da me regolarmente denunciate alle forze dell’ordine, con i fondi sempre da me reperiti dalla Presidenza della Regione e dalla Presidenza della Provincia Regionale e grazie alla donazione al Comune, da parte dell’architetto Rosolino Chifari, del progetto di riqualificazione che ha comunque visto, ad appalto assegnato, sparire il suo nome dagli atti ed apparire la firma di altro professionista. Il Chiasso continua ad essere, così come gran parte della Via Antonio Veneziano e della Salita Sant’Antonio, completamente abbandonato a se stesso. A nulla sono valse, sino ad oggi, le mie proteste inoltrate al Sindaco e le denunce presentate alla locale Polizia Municipale, tutto continua a restare nell’oblio e nell’abbandono».

Rosario, nostro collaboratore, ci parla di auto ovunque posteggiate; di un’ambulanza quasi sempre ferma che toglie spazio ad un posto riservato ad un Portatore di Handicap; di rifiuti abbandonati in pieno giorno e questo nonostante la raccolta differenziata porta a porta attiva nel centro storico; di musica, canti e percussioni, a tutto volume diffuse da un appartamento limitrofo, privo di ogni protezione acustica ed al quale l’Ufficio Tecnico Comunale ha rilasciato il Documento d’inizio attività come Sala Audizione e Scuola Musicale; di ambulanti abusivi che, nonostante le segnalazioni, non vengono allontanati ed i quali continuano ad occupare il suolo pubblico ed infine della maiolica su pietra lavica, realizzata dal Maestro Pippo Madè, in collaborazione con il Maestro stefanese Carmelo Elmo, in memoria del Beato Pino Puglisi che nell’omonimo Chiasso doveva essere collocata su una installazione in pietra di Billiemi, appositamente realizzata ed inserita nel progetto approvato, oltre dieci anni fa, dalla Soprintendenza Regionale che lo ha posto sotto il suo vincolo.

«La maiolica 70 x 100 – dice Rosario Lo Cicero Madè – è pronta da quasi due anni ed il Sindaco Pietro Capizzi lo sa bene, visto che gliel’ho comunicato verbalmente, via Social e attraverso lettera protocollata. Mi sono recato – prosegue il nostro collaboratore – anche dall’Arcivescovo Mons. Michele Pennisi, al quale ho chiesto, dal momento che ha più volte citato ad esempio, nelle sue omelie e nelle sue interviste, il nome del Beato Puglisi, d’intervenire ed anche, visto che ha iniziato la sua visita Pastorale nella Diocesi, di fermarsi, per un attimo, in Chiasso Beato Pino Puglisi ma non ha nemmeno risposto alla email da me inoltratagli. Stesso atteggiamento lo riscontro nel Sindaco – prosegue Rosario – al quale, proprio nella giornata di ieri, ho scritto chiedendogli una dichiarazione in merito ed il quale non ha risposto e continua scientemente a non affrontare l’argomento».

Nella querelle interviene, ancora una volta, il Consigliere Comunale Giuseppe Guzzo (Forza Italia), l’unico tra tutti i Consiglieri, come ci conferma lo stesso Rosario Lo Cicero Madè, ad avere preso a cuore, unitamente alla collega di partito Antonella Giuliano,  la situazione di Chiasso Beato Pino Puglisi: «è una vicenda paradossale – dice il consigliere Guzzo – da un lato il Comune chiede collaborazione ai cittadini per tenere pulita la Città, per rendere più gradevoli e fruibili gli antichi cortili del centro storico e quando si trova una famiglia, come nel caso specifico quella Lo Cicero Madè, pronta ad intervenire in prima persona, rischiando e mettendoci la faccia, la si abbandona a se stessa. La vicenda – dice ancora Giuseppe Guzzo – credo abbia radici lontane e va a coincidere con le opere della famiglia Madè, prestate oltre dieci anni fa al Comune e sparite dalla Galleria Civica le quali sono state oggetto di due processi, sia in sede Civile che in sede Penale, conclusi con sentenza a favore dei Madè. Mi duole molto – conclude Guzzo – apprendere, sia per voce di Rosario che dello stesso padre, Maestro Pippo Madè, che è venuta a cessare la volontà di collocare la maiolica dell’Artista palermitano, dedicata alla memoria del Beato Puglisi e che questa troverà altra destinazione lontano da Monreale e che per colpa dell’indolenza e delle negligenze di questa Amministrazione Comunale, si è persa l’occasione, per la nostra Città, di potersi fregiare di un’opera di grande pregio artistico e dal grande messaggio di Legalità».

Quanto raccontato dal consigliere Guzzo e cioè la volontà di non collocare più la maiolica, viene confermata dallo stesso Rosario Lo Cicero Madè: «da oltre un anno ormai, ho consegnato al Comune, su richiesta del Vice Sindaco Giuseppe Cangemi, il contratto di comodato d’uso, atto regolare dal punto di vista contrattuale per la collocazione della stessa, e, nonostante le reiterate promesse del Sindaco e de suo Vice, non sono stato mai chiamato a ratificarlo e pertanto ne deduco che il Comune tema per la sicurezza della maiolica che ha ovviamente, oltre ad un valore simbolico, anche un considerevole valore pecuniario. Devo dire che in questo – conclude Rosario – il Comune ha le sue ragioni, nonostante non le esprima compiutamente, infatti, la Città, giorno dopo giorno, risulta essere sempre meno sicura e la vigilanza, da parte delle Forze dell’Ordine, si dimostra, specie nelle ore notturne, sempre più inadeguata. Del resto, e questa è una mia considerazione, non potrebbe essere altrimenti visto che Monreale, città che conta, comprese le Frazioni, oltre 35 mila abitanti, non si avvale di un servizio notturno di Polizia Municipale, nonostante sia, grazie al Duomo, notoria e ambita meta di turisti, demandando la vigilanza ai Carabinieri che hanno i loro problemi di organico e di mezzi. Abbiamo quindi deciso, di trovare per quest’opera, una collocazione diversa e più sicura dal punto di vista ambientale, andrà quindi in un luogo dove sarà più apprezzata e tutelata, a Monreale, nel Chiasso Beato Pino Puglisi, collocheremo invece, una ben fatta riproduzione della stessa».

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