venerdì, 9 Dicembre 2022
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Monreale, due facce della stessa medaglia

Lo bellezza di una città realizzata tanti secoli fa, si contrappone oggi al degrado voluto da incivili "cittadini" che abbandonano rifiuti in ogni dove

Non è questo un’articolo ma più che altro una vera “stretta al cuore”, la stessa che mi prendeva sino a 18 anni fa a Palermo, città nella quale sono nato, la stessa che mi soffocava alla “Noce”, mio quartiere d’origine, e la stessa che mi prende oggi a Monreale.

Una “stretta” allo stomaco, oltre che le narici, una sorta di “cappio al collo” che mi prende tutte le volte che vedo la solita, immancabile, indistruttibile immondizia, ormai nota nel mondo, per identificare, non solo la Sicilia, ma gran parte del sud Italia.

La fetida, orrida, imprescindibile “munnizza”, quella che riempie le foto dei turisti e che poi gli stessi, facendosi scherno di noi, portano in giro per il mondo, abbinando alle loro foto e ai loro video quel “…bella la Sicilia, peccato per i tanti rifiuti”,

Tornando al Monreale, la inqualificabile filosofia di vita di alcuni monrealesi, la evidenzio in un messaggio whatsapp, ricevuto dal Comandante della locale PM, Luigi Marulli, al quale sollecitavo, con foto e articoli, un intervento sulla Via Antonio Veneziano e dal quale ricevetti, per tutta risposta: “credo che lei stia superando i limiti del buon senso“. Per poi proseguire “non ha alcun riguardo nei confronti dei suoi concittadini, della città che la ospita e delle istituzioni”.

Orbene, di “istituzioni” che rispondono così, ai cittadini e ai giornalisti, ne facciamo volentieri a meno e, poi, se definisce suoi “concittadini” quelli a cui mi riferisco, ovvero quelli che gettano i rifiuti per strada, sovvenendo alle regole della raccolta differenziata imposte dallo stesso Comune, per loro non ho assolutamente alcun riguardo, anzi, mi fanno ribrezzo e spero, anche con il mio aiuto, possano essere individuati da altre Forze dell’Ordine, forse dai Carabinieri o addirittura dalla Polizia di Stato, visto che la PM, nei fatti, interviene molto di rado e considerato che, comunque, è un obbligo tutelare chi paga le tasse e chi civilmente ottempera alle Leggi.

Da discutere sarebbe, invece, quel “…la città che la ospita”. A tal proposito, al Comandante della PM di Monreale voglio far sapere che il sottoscritto ha la cittadinanza italiana e che può decidere, sul territorio italiano così come in quello Europeo, di andare a risiedere ovunque meglio creda, così come tanti anni fa mi capitò di risiedere, senza sentirmi ospite, a Terni. 

Contro lo scempio dell’immondizia, lasciata in ogni dove, mi batto da anni, da quando una Signora che abita in una villetta alla Rocca, scoperto che ero un giornalista, mi contattò, mi mostrò i rifiuti abbandonati davanti la porta della sua abitazione, la catasta di sacchetti gettati da auto in corsa all’interno della sua villetta e poi, fatto incredibile, la sua testa cucita da ben tre punti di sutura “vede? – mi disse – li lanciano dentro il mio giardino, ho la telecamera, so che sono monrealesi, ma ho paura a denunciarli”.

La stessa immondizia, come si vede dalle nostre foto, si può trovare ogni giorno in Via Palermo, proprio all’ingresso della Città, a due passi dal Duomo e dal Palazzo di Città, le zone più vigilate, durante il giorno e sino alle 19.30, perché poi, scaduto questo termine, tutto cade nell’oblio e ogni cosa, dal parcheggio in doppia o tripla fila, dallo stesso sui marciapiede o nei posti H, in pratica, è consentito e, se la sera salite a Monreale, difficilmente qualcuno vi dirà nulla o troverete la contravvenzione.

Capitolo a parte merita quella che loro chiamano “Casa delle Culture”, si, al plurale, perchè tante sono, a loro dire, le “culture” che ospita ma, basta girare l’angolo, come si evidenzia in una delle foto allegate, per accorgesi che, nel silenzio di tutti, compresi quelli che lì lavorano, l’unica “cultura” che salta agli occhi è quella della fatidica “munnizza”.

Via Veneziano “al ferro”, così come chiamano il fetido anfratto che un tempo ospitava i cassonetti che più volte, prime che venissero dismessi per l’entrata in vigore della “differenziata”, ho visto dare alle fiamme. Fiamme che una volta hanno anche avvolto due auto posteggiate nei pressi.

“al ferro” è meta di persone a tutti ben note, gente che comunque nessuno vuole individuare e che per trovarli, le Forze dell’ordine operanti su Monreale, attendono che qualcuno, io ad esempio, faccia da detective e che sveli loro i nomi di questi quattro luridi, inutili, blasfemi sporcaccioni.

Insomma, pretendono, senza rivelarlo apertamente, anzi negandolo, che il sottoscritto s’immoli e che confermi, con vanto, la nomea di “sbirro”, propria di chi denuncia e non si piega ai soprusi, appioppatami da alcuni indegni personaggi, tra i quali annovero anche qualche consigliere comunale e persino qualche assessore.

Il Sindaco Alberto Arcidiacono, il quale dal suo insediamento promette telecamere, interventi e punizioni per i trasgressori, è giovane e volenteroso ma attanagliato, anche lui come i ben più navigati predecessori, da logiche dalle quali il sistema locale non riesce a liberarsi ed è oltretutto mal collaborato dal alcuni assessori che non hanno, specie in ambito “rifiuti”, la competenza adatta, basta scorrere il loro curriculum per capirlo.

Arcidiacono, con mio dispiacere, ha toppato, sia per quanto riguarda “piano traffico” che per quanto concerne “raccolta differenziata”. Il Primo Cittadino viene osannato perchè regala, grazie alle cospicue elargizioni della Regione Siciliana, sontuose feste di piazza, canti, balli sino a tarda notte, giochi pirotecnici i cui bossoli incandescenti finiscono sui balconi, sui tetti, sulle terrazze e persino sulle limitrofe collinette che prendono fuoco e dove piazza, preventivamente, diligentemente e, per me, incredibilmente, i mezzi dei Vigili del Fuoco. Tutte cose apprezzabili per la massa, per il popolino che tra non molti giorni andrà a votare e si ritroverà, guarda caso, anche diversi Monrealesi nelle liste di vari Partiti e Coalizioni. 

Ovviamente, il degrado culturale e l’immondizia non si vedono nello spot televisivo “Città di Monreale, un mosaico di storie”, commissionato dal Comune e mandato in onda dalle reti Mediaset, in cui vengono mostrati flash dell’immancabile Duomo e dei mosaici. Certo, sono immagini che rendono orgogliosi non solo i monrealesi ma anche i siciliani. Il merito di chi realizzò nel passato tanta bellezza è indiscutibile ma il degrado in cui versa oggi una parte di Monreale è altrettanto indiscutibile. Basta viaggiare un po’, recarsi ad esempio a Ravenna, per vedere, anche lì, dei bellissimi mosaici contenuti nel Mausoleo di Galla Placidia e scoprire che anche il resto della città viene civilmente mantenuta pulita e bella dai suoi cittadini, tutelata dall’Amministrazione comunale e vigilata dalla Polizia Locale.

Insomma, ribadisco, è una profonda “stretta la cuore” questo mio ennesimo scritto dedicato a quella parte brutta di Monreale, città nelle quale risiedo da “esule in Terra che fu normanna”. Una Città che potrebbe essere, se “ognuno facesse qualche cosa”, come amava ripetere il Beato Pino Puglisi (il Sindaco sa bene perchè cito il Beato!), carina e apprezzabile.

Una Città alle porte di Palermo che non vedrebbe le facce dei turisti, saliti con speranza e gioia, ridiscendere delusi e offesi da tanto degrado, un degrado che offusca il Duomo, il Chiostro dei Benedettini e gli altri pochi siti visitabili e degnamente riqualificati.

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