martedì, 10 Febbraio 2026
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Monreale, “2056” incanta la Biblioteca: Francesco Cusa conquista il pubblico e apre il dibattito sul futuro

Sala gremita alla Santa Caterina per la presentazione del romanzo 2056. Letture, interventi e domande serrate hanno trasformato l’incontro in un vero laboratorio culturale.

Monreale – Non una presentazione, ma un rito laico in forma letteraria. Ieri pomeriggio, alla Biblioteca Comunale Santa Maria La Nova (Santa Caterina), alle 17:30, il pubblico ha scoperto 2056 di Francesco Cusa: un romanzo che è distopia filosofica, critica sociale e visione poetica, edito da Ensemble.

L’evento, organizzato e curato dall’Associazione Culturale Festina lente, è stato aperto dal presidente, il giornalista dott. Rosario Lo Cicero Madè, che ha introdotto autore e contesto. A condurre il dibattito la vicepresidente dott.ssa Claudia Scavone, che ha guidato la conversazione con ritmo serrato e affilato, lasciando emergere il pensiero tagliente di Cusa.

Tra i momenti più intensi, la lettura di alcuni estratti a cura del prof. Domenico Giardina, capace di restituire al testo tutta la sua carica musicale e visionaria. Presente anche l’Assessore alla Pubblica Istruzione, prof.ssa Patrizia Roccamatisi, che ha sottolineato l’importanza di iniziative di questo tipo per stimolare il pensiero critico e aprire spazi di confronto con le nuove generazioni.

Il pubblico, partecipe e coinvolto, non si è limitato all’ascolto. Domande e riflessioni hanno trasformato la sala in un laboratorio vivo, con docenti entusiasti e persino una giovane studentessa che ha preso la parola. L’attenzione si è subito spostata sul futuro: più di un docente ha chiesto che l’autore torni in autunno per un incontro dedicato alle scuole monrealesi.

Tra i presenti anche il celebre pittore Pippo Madè, figura di rilievo della cultura siciliana, la cui presenza ha reso l’incontro ancora più significativo, sottolineando il dialogo profondo tra arti visive, musica e letteratura.

Un invito raccolto anche dall’Assessore allo Spettacolo Salvo Giangreco, che ha dichiarato: «Festina lente ha dimostrato ancora una volta di saper portare a Monreale cultura viva e di qualità. Il Comune intende proseguire questa collaborazione perché la città merita eventi che non siano solo vetrina, ma occasioni reali di crescita, confronto e partecipazione. Monreale deve continuare a essere un laboratorio culturale aperto e attrattivo.»

Ieri sera è successo qualcosa che va oltre la cronaca di un libro: 2056 non ha solo raccontato un futuro ipertecnologico, ha aperto un dialogo necessario con la città. E a giudicare dalla partecipazione e dall’entusiasmo, Monreale è pronta a farlo suo.

Francesco Cusa alla Biblioteca Santa Caterina di Monreale
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