Minori a Palermo, reso noto il 1° Rapporto sulle abitudini e gli stili di vita dei ragazzi

Tra le attività culturali maggiormente seguite dai giovani del capoluogo siciliano vi è il cinema

Negli ultimi anni le abitudini dei cittadini sono state stravolte da un tessuto socio economico impoverito e a dare una chiara percezione del cambiamento sono proprio le giovani generazioni, in particolare gli studenti delle scuole di Palermo, intervistati attraverso un sondaggio anonimo sui temi della sicurezza, dei media, della cultura ed altro.

“L’obiettivo della ricerca- afferma Pasquale D’Andrea, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza del comune di Palermo – è stato quello di capire il livello culturale in generale, e ha lo scopo di dare degli input sui cambiamenti da intraprendere a livello politico”. Lo studio è stato sviluppato durante la Carovana dei Diritti, giunta quest’anno alla seconda edizione.   

La ricerca sulle “Abitudini e sugli stili di vita” ha coinvolto 30 Istituti scolastici, pari al 36,6% del totale, distribuiti su tutto il territorio comunale. Hanno risposto al questionario oltre 1700 studenti delle terze classi della scuola media, pari al 23,5% del totale. Le ragazze sono il 55,3%, i ragazzi il 44,7%. Gli studenti stranieri intervistati sono il 3,3%. Con riferimento alla famiglia di origine, il 3,6% dei ragazzi ha entrambi i genitori stranieri, e un ulteriore 3,1% ha uno dei due genitori straniero. L’86,1% vive con entrambi i genitori, mentre il 12,3% con uno soltanto dei genitori. Il 6,4% vive anche con i nonni e il 46,9% ha fratelli o sorelle.

Lo spettacolo frequentato dalla maggior parte degli studenti è il cinema: il 46,4% degli intervistati hanno visto da una a tre proiezioni, un altro 45 per cento ne ha visto più di tre.

Due studenti su tre sono anche andati al teatro, a visitare musei e mostre o a visitare monumenti. Rispettivamente le risposte di coloro che vi sono andati almeno una volta nei 12 mesi precedenti sono il 63,7, il 63,5 e il 67,6 per cento. Le percentuali sono significative, forse anche grazie all’incoraggiamento delle scuole (si pensi alla Scuola adotta la Città). Meno fruite sono gli spettacoli musicali (il 58,7% non vi ha partecipato nei 12 mesi passati) e, soprattutto, la discoteca (78,3%), ambiente ancora lontano per ragazzi tra i 12 e i 14 anni.

“Il dato evidente – continua D’Andrea – è il cambiamento che avviene tra giovanissimi di anno in anno e non più di generazione in generazione. Il bisogno che emerge invece è quello di pensare ai territori come aggregatori sociali”.

Nonostante le statistiche nazionali indichino livelli di lettura molto bassi, ben il 73,4% dei ragazzi intervistati ha letto almeno un libro e circa il 10% ne hanno letti più di 10 nell’anno trascorso.

Le femmine leggono di più dei maschi: il 79% di esse hanno letto almeno un libro a fronte del 66,5% dei maschi. Inoltre le femmine leggono più libri: il 10% delle intervistate ha letto 12 o più libri nell’anno, a fronte del 7% dei maschi.

I maschi invece partecipano maggiormente a spettacoli sportivi (78,2% contro il 55,1%) e praticano in maggior numero sport e attività fisiche, il 76% a fronte del 56,5% delle femmine.

Inoltre, se i giovani nell’ottava circoscrizione usano più spesso il pc a casa per aiutarsi coi compiti, nella prima e nella terza l’uso del pc è più legato agli aspetti ludici.

Emerge che l’utilizzo dei computer a supporto della didattica è una pratica ancora poco diffusa, e il Pc viene utilizzato per studiare a casa più di quanto avvenga a  scuola.

Analogamente, i giovani che vivono nella sesta e nell’ottava circoscrizione vanno più spesso al cinema o al teatro dei loro coetanei che vivono nella seconda.

Giovanna Marano, assessore alla scuola , Politiche giovanili , Lavoro e salute del comune di Palermo ha aggiunto: “Continueremo a lavorare sull’infanzia sulla base del lavoro già avviato per i bisogni dei cittadini e cittadine più piccoli in modo da lasciare a loro lo spazio per disegnare una città a misura d’infanzia. Penso inoltre che musica e sport siano due delle discipline su cui focalizzare l’attenzione per un progetto educativo sin dalla prima infanzia”.