Mario Cucinella per Palermo Capitale della Cultura: la Lectio Magistralis alla Ex Chiesa di San Mattia

Mario Cucinella intervistato da Chiara Ventura
Mario Cucinella intervistato da Chiara Ventura

Si è tenuta ieri, mercoledì 18 aprile, presso la Ex Chiesa di San Mattia dei Crociferi, la Lectio Magistralis dell’architetto Mario Cucinella, pioniere dell’architettura sostenibile e promotore di una progettazione partecipata. All’evento, promosso da Centodieci – Mediolanum Corporate University, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Palermo per “Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018”, e condotto da Chiara Ventura, responsabile Mediolanum Corporate University Educational Program, presente anche l’Assessore alla Cultura, Andrea Cusumano.

Andrea Cusumano e Chiara Ventura
Andrea Cusumano e Chiara Ventura

«Guardando ad una prospettiva altra, a più lunga gittata – spiega Andrea Cusumano – la sostenibilità non può soltanto riferirsi agli elementi classici economici, ecologici e sociali, ma deve necessariamente guardare anche ad una prospettiva culturale per poter realizzare una progettazione a più ampio spettro».

«Gli interventi di Mario Cucinella sono visionari e capaci di aprire prospettive a 360 gradi – afferma Oscar di Montigny, Direttore Marketing Comunicazione e Innovazione di Banca Mediolanum e Fondatore di Mediolanum Corporate University – egli definisce il ruolo dell’architettura tra i fondamenti del vivere e dell’operare comune che si traduce nel senso concreto del progettare oggi per vivere domani».

Mario Cucinella all'incontro indetto da Centodieci e Banca Mediolanum
Mario Cucinella all’incontro indetto da Centodieci e Banca Mediolanum

Il tema della “partecipazione”, che Cucinella definisce “empatia creativa”, è il leitmotiv (filo conduttore) presente in ogni sua creazione, una vera e propria metodologia di lavoro (per saperne di più, clicca qui). Un intervento visionario e capace di aprire prospettive a 360 gradi che, durante l’incontro, ha aperto scenari e prospettive future che puntano verso scelte sostenibili ed etiche nell’ambito della progettazione edile e architetturale. Ha fondato SOS School of Sustainabilty per formare architetti e progettisti del domani ed è promotore del progetto Hub Ricostruzione che da Camerino nelle Marche si propone di creare un modello di ricostruzione post-sisimico insieme alla cittadinanza e alle istituzioni. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti a livello mondiale e quest’anno è curatore della Biennale di Architettura di Venezia.

Mario Cucinella intervistato da Chiara Ventura
Mario Cucinella intervistato da Chiara Ventura

Che cosa significa essere architetto oggi e con quali prospettive si svolge questo lavoro, Mario Cucinella non ha dubbi: «Il mestiere dell’architetto è molto difficile perché si basa su due prospettive: da un lato la parte immateriale e creativa, dall’altro si devono filtrare queste idee creative attraverso le norme, con tutte le relative difficoltà, senza perdere di vista la parte iniziale che è fondamentale. Inoltre – prosegue l’architetto – si deve trovare il cliente che permette di realizzare tali idee, per cui, questo lavoro è complesso».

«La mia categoria – continua Mario Cucinella – ha una grande responsabilità e la figura dell’architetto ricopre un ruolo molto importante perché si proietta verso il futuro: piani urbanistici, piani di sviluppo, ad esempio. Riallacciandomi al tema della partecipazione – prosegue Cucinella – quest’ultima, di per sé non è la costruzione del consenso, ma è una politica di ascolto: ascoltare è un vantaggio perché permette di intercettare i desideri e i bisogni delle persone anche per la costruzione degli spazi come, ad esempio, le aree pedonali, i giardini, e altro. La bellezza è la rappresentazione di noi stessi e di coloro che hanno lavorato per costruirle».

In merito al ruolo che ricopre l’etica nel lavoro dell’architetto Mario Cucinella, descrivendo alcuni dei lavori eseguiti, ad esempio, per la ricostruzione di alcuni edifici in Emilia dopo il sisma, spiega: «Il valore etico è qualcosa di invisibile e vive nella dimensione del rapporto umano in relazione anche ai principi di sostenibilità. Bisogna pensare – continua l’architetto – quando si progettano degli edifici, anche all’impatto che essi avranno sulla collettività e sull’ambiente (pensiamo alle emissioni di CO2). Aprire una scuola e vedere la felicità negli occhi di chi ne usufruirà mi fa pensare che abbiamo fatto un buon lavoro».

Gibellina, forse il più rappresentativo esempio di “ricostruzione” della storia siciliana, negli anni in cui si guardava all’innovazione e alla modernità, l’architetto Cucinella, lo descrive come una “operarazione di coraggio e, anche, un po’ di incoscenza”, ma che rappresenta, nel suo insieme, il risultato meraviglioso di una commistione di elementi artistici e naturalistici che hanno rielaborato il concetto di “cementificazione” (vocabolo che esiste solo in italiano e che non ha alcun corrispettivo in altre lingue), in qualcosa di bello.

«In un Paese fragile da un punto di vista sismico ed idrogeologico come l’Italia – spiega Cucinella – l’architettura ricopre un ruolo molto importante perché deve basarsi su una politica del “cambiare” e non del “non fare niente”: adeguare le nuove esigenze alle condizioni generali in linea con il principio dello “zero consumo netto di suolo. L’architettura è un’operazione di rinascita, una responsabilità sociale》.

Palermo, la città dell’accoglienza, tra vent’anni, Mario Cucinella la immagina cosi: «Non vivo qui, ma, come altre città, Palermo, negli ultimi cinquant’anni ha costruito ed edificato molto. Dovrebbe a mio avviso – conclude l’architetto – ritrovare una dimensione più umana attraverso una maggiore attenzione al verde pubblico e operazioni di riqualificazione delle piccole cose che la collettività vive quotidianamente come marciapiedi, illuminazione, aree di parcheggio, piccole piazze per la cui cura occorrerebbe una vera e propria task force, un impegno da parte di tutti che dia dignità alla città e a chi la vive».

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