Il 30 giugno, alle 20.30, nella Chiesa di Santa Maria dello Spasimo di Palermo, il pianista Eugenio Macchia, il batterista Francesco Cusa e il bassista Danilo Gallo portano sul palco un progetto nato dall’incontro tra didattica, ricerca e pratica viva del jazz contemporaneo

PALERMO – Il jazz, quando funziona davvero, non ha bisogno di sovrastrutture. Gli bastano tre musicisti, un’idea chiara di suono e la capacità di ascoltarsi in tempo reale. Martedì 30 giugno, alle ore 20.30, nella Chiesa di Santa Maria dello Spasimo di Palermo, il Sicilia Jazz Festival ospita il trio formato da Eugenio Macchia al pianoforte, Francesco Cusa alla batteria e Danilo Gallo al basso.
Non si tratta di una semplice combinazione strumentale: Eugenio Macchia, Francesco Cusa e Danilo Gallo sono docenti del Conservatorio “Vincenzo Bellini” di Catania, rispettivamente nelle cattedre di pianoforte jazz, batteria jazz e basso jazz. Il concerto assume quindi un significato preciso: mostrare come tre percorsi artistici autonomi possano convergere in un lavoro comune, dove la didattica torna alla sua origine naturale, cioè il palco.
Il trio pianoforte-basso-batteria è una delle formazioni più esposte del jazz. Ogni scelta è leggibile: l’attacco, il silenzio, la dinamica, la costruzione del tempo. In questa dimensione, il concerto di Macchia, Cusa e Gallo si presenta come un laboratorio sonoro di alto profilo, nel quale scrittura e improvvisazione non sono parti dello stesso processo.
Eugenio Macchia porta al trio un pianismo nitido, moderno, attento alla forma ma mai irrigidito. La sua scrittura musicale lavora su armonie mobili, aperture melodiche e un’idea del pianoforte capace di sostenere la struttura. La sua presenza al piano definisce spazi, costruisce direzioni e apre possibilità.
Francesco Cusa, batterista, compositore e figura tra le più riconoscibili del jazz italiano di ricerca, agisce sul tempo come su una materia viva. La sua batteria scandisce il ritmo e interviene nella narrazione del brano, modificandone il peso e orientandone le tensioni. Cusa lavora da anni su una concezione ampia del jazz, in cui improvvisazione, composizione, gesto performativo e pensiero critico convivono senza forzature.
Danilo Gallo, bassista e contrabbassista di lunga esperienza, completa il trio con un approccio solido. Il suo basso diventa elemento propulsivo, capace di aprire deviazioni, cambiare prospettiva e dare densità al discorso musicale. La sua traiettoria artistica, attraversata da jazz, rock, improvvisazione e ricerca sonora, lo rende un interlocutore ideale in una formazione che punta sull’interazione.
Il punto centrale del concerto sta proprio qui: tre docenti, tre musicisti abituati a trasmettere strumenti tecnici e linguistici agli studenti, si ritrovano insieme nella pratica più concreta del jazz. Portano sul palco la grammatica, l’esperienza, l’ascolto, ma anche quella quota di imprevedibilità senza la quale questa musica diventa esercizio di stile.
Allo Spasimo, luogo tra i più forti e riconoscibili della città, il trio troverà uno spazio acustico e simbolico particolarmente adatto. La Chiesa di Santa Maria dello Spasimo con la sua architettura aperta, il rapporto tra pietra, cielo e vuoto, costringe la musica a misurarsi con una dimensione fisica. Per una formazione così essenziale, questo può diventare un elemento ulteriore del concerto.
L’appuntamento si inserisce nel programma del Sicilia Jazz Festival, ideato da Ignazio Garsia, fondatore e presidente dell’Orchestra Jazz Siciliana – The Brass Group. Il festival, promosso e organizzato dalla Regione Siciliana – Assessorato al Turismo, Sport e Spettacolo, nasce dalla collaborazione con il Comune di Palermo, l’Università degli Studi di Palermo, la Fondazione Orchestra Jazz Siciliana – The Brass Group e i Conservatori di Musica del territorio regionale.
Dal 27 giugno al 12 luglio, il Sicilia Jazz Festival propone un programma diffuso tra Palermo e l’Isola, con il Village e il Sicilia Jazz Festival On Tour. La manifestazione conferma la propria identità di festival di produzione orchestrale, con otto produzioni originali affidate alla big band dell’Orchestra Jazz Siciliana e con la presenza di protagonisti della scena internazionale, da Kurt Elling a Tony Hadley, fino ai progetti crossover con Tosca e Stefano Di Battista, Francesco Renga e Fabrizio Bosso.
Accanto ai grandi nomi e alle produzioni orchestrali, il cartellone valorizza anche il rapporto con i Conservatori siciliani, portando la formazione jazzistica dentro luoghi centrali della vita culturale. In questo quadro, il concerto di Macchia, Cusa e Gallo è uno dei momenti in cui il festival mostra meglio la propria funzione: mettere in circolo competenze, generazioni, linguaggi e istituzioni.
Il 30 giugno allo Spasimo, dunque, il pubblico ascolterà un trio che lavora sul jazz come pratica collettiva, come disciplina dell’ascolto e come forma di pensiero in azione. Pianoforte, basso e batteria saranno tre ruoli tre linee di un unico discorso musicale.
Per info biglietti: https://brassgroup.organizzatori.18tickets.it, Tel: 091.7782300, brasspalermo@gmail.com, oppure scaricando l’app ufficiale The Brass Group.


