Le sardine anche a Palermo. Movimento spontaneo o cos’altro?

Disegno di P. Carollo

Che nel mare di Palermo ci fossero le sardine, ovvero come in uso comune le sarde, non credo sia una novità, il nostro mare è ancora pescoso. La pasta con le sarde nella tavola dei siciliani e dei palermitani in particolare, specie per la ricorrenza di San Giuseppe, non può mancare.

Ma vediamo come il dizionario Treccani definisce il termine “sardina”:

  • 1. Pesce teleosteo marino della famiglia clupeidi (Sardina pilchardus), detto anche sarda, sardella, che vive nel Mediterraneo e sul versante orientale dell’Atlantico: ha corpo compresso, che può raggiungere i 30 cm di lunghezza, margine ventrale (carena) dentellato, una sola pinna dorsale e colore azzurro-argenteo; si pesca tutto l’anno, soprattutto in inverno, durante il periodo della riproduzione.
  • 2. Nell’uso com., sarda di piccole dimensioni, conservata sott’olio e messa in commercio in scatolette di latta ermeticamente chiuse o, anche, in barattoli di vetro: sardine in scatola; una scatola di sardine. Frequente la locuz. stretti, pigiati come sardine, cioè come le sardine in scatola, con riferimento a persone che si accalcano o stanno pigiate in un luogo o ambiente, su un mezzo di trasporto e sim…

Le sardine, le sarde, e le alici (o acciughe) sono pesci “poveri”, nel senso che non sono costosi, ma ricchi di sostanze benefiche per il nostro organismo grazie al loro contenuto di vitamine, minerali e soprattutto di Omega 3 e grassi insaturi. Pesci che, oltre a essere molto gustosi e versatili in cucina, fanno bene alla salute proteggendo innanzitutto cuore e arterie dal colesterolo cattivo, consigliati anche nei regimi dietetici ipocalorici.

Dopo questa breve premessa, cosa ci azzeccano le cosiddette “Sardine” a Palermo?

L’idea “Sardine” è stata partorita da alcuni ragazzi di Bologna che in quattro e quattr’otto sono riusciti ad organizzare via social un raduno (flash mob) nella loro città per dire no alle dialettiche dell’odio (intolleranza, razzismo e fascismo), coinvolgendo ben oltre 6000 persone. L’invito recitava: “Nessuna bandiera, nessun partito, nessun insulto. Crea la tua sardina e partecipa alla prima rivoluzione ittica della storia”.

Secondo gli ideatori il nome “sardine” nasce dall’idea di stare tutti stretti come sardine in scatola a dimostrazione che la piazza è forte e numerosa. Vicini e silenziosi come pesci, per abbassare i toni di quella “retorica populista” che, sta sempre più prendendo piede nel mondo occidentale.

Da Bologna questo, non so come definirlo se non movimento spontaneo, in poco tempo si sta estendendo in tutta la penisola.

Oggi tocca a Palermo, alle 18,30 il popolo delle sardine si riunirà a piazza Verdi davanti al teatro Massimo per esprimere  il proprio dissenso verso qualsiasi forma di odio.

Cosa c’è da attendersi da questi movimenti spontanei che si stanno sempre più mobilitando in tutto il nostro paese?

Personalmente penso, che c’è da attendersi solo cose buone, l’importante che i politici non ci mettano lo zampino, così come qualcuno vuol fare. Loro sono sempre pronti a cavalcare le ultime mode o peggio ancora a cancellare e/o infangare ciò che viene dal basso.

Forza ragazzi, la pasta con le sarde è buona, se non l’avete mai assaggiata non sapete cosa vi siete persi.

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