Lavoratori di Riscossione Sicilia in sciopero, proteste davanti la Regione

Riscossione Sicilia
Sciopero e sit in lavoratori Riscossione Sicilia

Sciopero totale e sit-in di protesta davanti la sede della Regione per i lavoratori di Riscossione Sicilia. La percentuale di adesione è del 100%, tutte le sedi delle nove provincie sparse per il territorio regionale sono chiuse. I motivi della protesta, dicono i manifestanti, sono il mancato passaggio della società e del relativo personale all’agenzia all’Agenzia delle Entrate, così come previsto dalla legge 16/2017.

Attualmente la società è in difficoltà finanziarie ed economiche, la soluzione sarebbe quella di confluire in AdEr, evitando così il dissesto. Quale il motivo di mantenere una società di riscossione regionale? Essendo la Regione siciliana a statuto speciale, le somme riscosse inscritte al ruolo dall’erario vengono in maggioranza riversate alla Sicilia: questa la causa per cui il legislatore ha concesso questa anomalia del sistema creando una partecipata ad hoc, diversamente dal resto del Paese. Ma un soggetto unico a livello nazionale non prevederebbe un riversamento diverso. L’anomalia rimane ma pare decadere il motivo della sua esistenza.

“L’applicazione della legge regionale darebbe stabilità e serenità a tutti i lavoratori di Riscossione Sicilia – dichiarano i manifestanti -. Abbiamo deciso di rendere pubblica la nostra situazione, siamo quasi 700 famiglie che rischiano di rimanere senza nulla. Sono anni che sentiamo dire che la politica si sta interessando e si sta imbastendo il tavolo tecnico, ma finora non abbiamo visto nessun risultato. La partecipata sta morendo e con lei i lavoratori”.

“Abbiamo chiesto da giorni un incontro col Presidente di Regione, senza risultati – dichiara Marcello Abbagnato, membro della segreteria regionale Unisin -, ma sappia che non ci sono altre soluzioni, questa adesione risolverebbe il problema a livello strutturale. C’è la necessità di fare sinergia con lo Stato, abbassando i costi e dando garanzie ai dipendenti. Il passaggio del personale è possibile, la Regione e chi ha amministrato finora si faccia carico dei problemi legati a vecchie attività e al pagamento dei debiti, così da risolvere il problema strutturale. Continuando in questa maniera non si troveranno soluzioni. Dopo anni finalmente il sindacato è unito in questa protesta. Se non ci saranno risposte, la lotta sarà a oltranza”. Alla protesta hanno aderito i sindacati di Fisac Cgil, Fabi, First Cisl Ugl, Uilca, Unisin.