Letture pubbliche, presentazioni di libri, mostre, concerti, dibattiti, omaggi a Rosa Balistreri in vista del centenario della sua nascita e, naturalmente, il Premio Kalsa. È un Alloro Fest 2026 con il turbo quella che si prepara ad animare Palermo per la sua settima edizione, con un programma che, oltre al tradizionale appuntamento al Giardino dei Giusti di via Alloro 90, coinvolgerà quest’anno diverse location del capoluogo siciliano.
Il programma ha preso il via il 2 settembre, vigilia dell’anniversario della strage di via Isidoro Carini, con una giornata dedicata alla memoria del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, di Emanuela Setti Carraro e dell’agente della Polizia di Stato Domenico Russo, uccisi dalla mafia il 3 settembre 1982. Al Palazzo del Poeta, in via Seminario Italo Albanese 20, inaugurata la mostra di Gaetano Porcasi “Sicilia, Memoria e Resistenza”, e al Giardino dei Giusti di via Alloro 90 con “Leggo Epruno” di Renzo Botindari, con dieci donne impegnate nella lettura di testi dedicati alle vittime della strage del 3 settembre 1982.
Il 4 settembre, in Piazza Villena, ai Quattro Canti di Palermo, spazio all’esibizione “I Cantastorie per Santa Rosalia”, con Luigi Di Pino e Alfonso Gagliardo, e al Giardino dei Giusti per lo spettacolo teatrale “W Santa Rosalia” di Paride Benassai, con Paride Benassai, Pier Paolo Petta, Giovanni Apprendi e Marcello Mandreucci.
Il 5 settembre gli appuntamenti saranno concentrati al Giardino dei Giusti. Pino Apprendi presenterà il libro “La figlia di Don Fofò” di Giuseppe Maurizio Piscopo. A seguire, in collaborazione con il Conservatorio Arturo Toscanini di Ribera, il doppio concerto “Harmonie”, con Noemi Ciliberto, in arte Nèmici, e Linda Armetta Mediterranean Ensemble. La giovane cantautrice e polistrumentista riberese Noemi Ciliberto porterà sul palco un progetto che fonde la canzone d’autore, la musica pop e sonorità evocative e internazionali, anche grazie all’utilizzo di strumenti come il flauto nativo americano e l’ocarina. Ad accompagnarla saranno Chiara Savarino alla chitarra e pianoforte e Benjamin Scaglione al violoncello. Il repertorio alternerà i suoi brani inediti a omaggi ai grandi classici della musica d’autore e della tradizione siciliana.
Seguirà il concerto della Linda Armetta Mediterranean Ensemble, nato dall’incontro tra tradizione siciliana e sonorità contemporanee, attraverso un repertorio che unisce canti della tradizione, brani di importanti autori siciliani e composizioni originali di Linda Armetta. Il progetto racconta una Sicilia autentica e mediterranea, fatta di memoria, identità, amore, mare, spiritualità, lavoro e vita quotidiana. Le voci della tradizione, da Rosa Balistreri agli autori contemporanei, dialogano con i brani originali di Linda Armetta, creando un percorso musicale personale e coinvolgente: un viaggio tra radici e innovazione per custodire la memoria della Sicilia e raccontarla attraverso una voce nuova, attuale e profondamente mediterranea. L’organico è composto da Linda Armetta alla voce, Francesco Imbró alle tastiere, Francesco Perconti al basso elettrico, Mattia Galvano alla chitarra elettrica e Paolo Confalonieri alla batteria.
Il 6 settembre sarà la volta di “Fronde”, il piccolo festival di fine estate curato dalla Compagnia Vicolo 4, che vedrà collettivi artistici di Palermo incontrarsi attraverso scrittura, musica, disegno e fotografia.
Gli appuntamenti dell’Alloro Fest 2026 proseguiranno fino al 27 settembre, con un calendario che intreccia cultura, arte, musica, teatro e memoria nei luoghi simbolo del centro storico di Palermo. L’ingresso a tutti gli appuntamenti è libero.
Per tutta la durata della rassegna il Giardino dei giusti sarà corredato da sagome di donne, uomini e bambini con disabilità visive. Una iniziativa legata al progetto “L’invisibile agli occhi – Voglio vederci chiaro”.
L’Alloro Fest è diretto da Giovanni Apprendi. Top partner della manifestazione sono Enel, Comune di Palermo, Agius, MA’MA Conca d’Oro Viaggi, Legacoop Sicilia, Museo delle Marionette Antonio Pasqualino, Fondazione Ignazio Buttitta, Lions Leoni, ristorante A’Nica, ristorante Quid, U.Gri, Usef e Centro Diaconale – Istituto Valdese La Noce.
In caso di pioggia gli appuntamenti si svolgeranno nella chiesa di Sant Maria degli Angeli alla Gancia in via Alloro 6.
Palermo Sound accoglie la prima installazione pubblica dell’artista Guido Filosto al Giardino dei Giusti
La presentazione della prima installazione pubblica di Guido Filosto si è svolta mercoledì 2 settembre al Giardino dei Giusti di Palermo, alla presenza delle istituzioni cittadine, dei rappresentanti del mondo della cultura e della stampa di settore.
L’Opera e la Poetica: Trasformazione, Memoria e Possibilità
Curata dalla critica d’arte Barbara Martusciello, l’installazione di Guido Filosto è concepita appositamente per il Giardino dei Giusti — luogo nato sulle rovine del settecentesco Palazzo Greco, distrutto dai bombardamenti del maggio 1943. Evitando qualsiasi retorica monumentale o celebrativa, l’opera si configura come un dispositivo dialettico ed elegiaco sul rapporto tra distruzione, trasformazione, memoria e permanenza.
Composta da tre imponenti elementi verticali e totemici che emergono dal suolo come un ritrovamento archeologico e spirituale, la scultura crea una soglia tra passato, presente e futuro. Le forme scultoree mettono in dialogo la concretezza dei materiali con la dimensione cosmica e filosofica:
- Legno di recupero territoriale: L’ossatura dell’opera impiega i tronchi degli alberi abbattuti nell’area del Policlinico di Palermo, inglobando nella scultura la memoria biologica e le ferite del territorio siciliano.
- Rame (“Oro Rosso”): Modellato a mano con un meticoloso lavoro di battitura artigianale, il rame ricopre il legno fungendo da epidermide sensibile che registra il tempo e si trasforma nel tempo attraverso la naturale ossidazione.
- Pietra Calcarea di Modica: Posta alla base con andamento organico, rappresenta il tempo geologico e litosferico, garantendo un saldo ancoraggio radicato nella terra.
- Specchio e Luce: Un pannello riflettente raccorda i totem rispecchiando il paesaggio circostante, mentre un’illuminazione studiata dal basso farà “respirare” la materia anche nelle ore notturne, offrendo al pubblico un’esperienza dinamica e aperta.
Come scrive la curatrice: “L’opera di Guido Filosto non si impone come verità chiusa, ma come ‘Opera Aperta’ e luogo di sosta dove il visitatore è invitato a rallentare. La materia — il legno gravato dalla sua storia e il rame che accoglie le mutazioni del tempo — si fa veicolo di speranza, trasformando le ferite della memoria collettiva in un’occasione di rinascita e dialogo.”
Guido Filosto
Nato nel 1996 a Montecarlo, Guido Filosto inizia la sua carriera artistica nel 2022 a Palermo, sotto la mentorship del gallerista Leonardo La Rocca (“Galleria La Rocca”) e matura con il trasferimento a Parigi per un periodo di apprendistato presso l’atelier di Michele Ciacciofera; le sue opere entrano quindi in importanti collezioni private nazionali. Da questo momento in poi, con uno studio a Roma e uno a Palermo, e mantenendo contatti con Parigi, la sua ricerca acquista una maggiore matericità scultorea, una dimensione anche installativa con prime importanti esperienze d’Arte pubblica.
Apertura al Pubblico e Fruizione dell’Opera
A seguito dell’inaugurazione ufficiale del 2 settembre, l’installazione rimarrà visibile e fruibile gratuitamente da cittadini, turisti e appassionati d’arte per tutta la durata del festival, dal 3 al 6 settembre 2026, con apertura al pubblico nella fascia oraria dalle 10:00 alle 20:00 all’interno degli spazi del Giardino dei Giusti.


