La sindrome della capanna 20 giorni dopo

Continua l'estenuante partita contro l'apatia

sindrome della capanna
sindrome della capanna

Ero fermo alla fine del primo tempo Pippo 1 – Paura 0.

Ad inizio del secondo tempo, visto che sono tornato quasi, quasi a non uscire più, la paura ha pareggiato. Infatti le mie rare uscite sono limitate per andare a fare la spesa ogni fine settimana e per andare a trovarea mia madre, il tempo stretto necessario, quindi l’ora d’aria si compone solo di qualche oretta.

Il perché è presto spiegato, sono tornato ad essere apatico, dalla mia postazione di lavoro di casa non mi sposto, non ci può niente a schiodarmi dalla sedia. Ogni tanto mi alzo per recarmi in bagno per fare plin plin, ad una certa età la crostata ha delle esigenze particolari. Segue pranzo frugale (mi porto appresso il pc per non perdere le notifiche) e poi ritorno in postazione.

Allo scoccare delle mie ore canoniche, stacco per un po’ – al riposino pomeridiano non rinuncio, cerco di recuperare le ore notturne passate in dormi veglia – e dopo mi riconnetto “alla rete” per vedere se ci sono novità dall’ufficio. Nel tardo pomeriggio, fatte le ultime verifiche, sentita la collega con cui condivido il lavoro d’ufficio, finalmente stacco la spina, e mi dico “cacchio anche oggi si è lavorato di più rispetto a quando sono in sede”.

Si è fatta l’ora di pensare a dare da mangiare ai canuzzi e ai pesciolini, detto fatto. Preparate le ciotole, separato i “pargoli”, dato da mangiare ai pesciolini che nuotano tranquilli nella fontana, innaffiate le piante e poi si ritorna in salone.

Finalmente sono libero di praticare il mio sport preferito, poltrire sul divano, dove oramai ho fatto un bel fosso che ha la forma delle mie leggiadre chiappette. Accendo la Tv e comincio a guardare i telegiornali, prima quello nazionale e poi quello locale, pausa. Mentre che mi sto rilassando una vocina, che sembra provenire da lontano, mi invita ad andare a cenare, altra visione di un altro telegiornale nazionale. Dopo cena torno a visitare il mio divano preferito, sono sicuro che ha risentito della mancanza della mia compagnia, oramai siamo in simbiosi.

Si sono fatte le 21 è l’ora di cercare qualche film da vedere, ogni sera è un rito che si ripete, non vedo altro in tv, i vari programmi delle televisioni nazionali non li seguo più. Prima seguivo qualche programma di politica, adesso mi annoiano, sono tutti discorsi persi, ovvero come dicono in Australia “chiacchiri e tabaccheri i lignu” (per il significato vedi: https://www.siciliafan.it/perche-si-dice-chiacchiri-e-tabaccheri-i-lignu/), discorsi a vanvera. Per non parlare dei programmi di intrattenimento che stanno rincretinendo il popolo italico, questi proprio li abborro.

Terminata la visione del film, si è fatta l’ora di andare a nanna, Morfeo mi attende.

Questo da più di due mesi sono le mie giornate tipo. Giornate di m…a, che si possono paragonare alle mie prigioni. La sindrome della capanna ha ripreso il sopravvento. Ho provato, sempre su pressione di mia moglie ad uscire con la scusa che lei non poteva guidare in quanto dolorante per dei postumi di un incidente domestico occorsole qualche settimana prima. Voleva andare ad acquistare un vaporetto, è qual è stato il risultato?

Ero impacciato e distratto nella guida, per parcheggiare, nonostante lo spazio ci fosse, ho fatto diverse manovre, provocando l’iralità della mia consorte. Poi non vi dico nel visitare i vari rivenditori al centro commerciale, strascicavo i piedi le gambe erano pesanti, insomma i miei movimenti erano lenti, impacciati e mi sono anche stancato.

Riflessione “ma come mi sono ridotto? Sembro un vecchiarello, tra poco avrò bisogno del vastunello per camminare?”. E poi quella sensazione di incrociare altre persone non dico che mi dava fastidio, ma quasi.

Ebbene si, la sindrome della capanna ha fatto un altro goal e si è portata in vantaggio.

Pippo 1 – Paura 2.

L’unica consolazione è che la partita ancora non è finita, speriamo bene.

Notizia dell’ultima ora, mi ha contattato il mio superiore e mi ha chiesto, visto che dalla prossima settimana si può rientrare al lavoro, se io volessi tornare in ufficio oppure rimanere ancora a lavorare da casa. Lì per lì ho risposto che sarei felice di potere rientrare, ma poi pensandoci bene, ma chi me l’ho fa fare a ritornare nuovamente a stressarmi?

Certo sono molto combattuto, per adesso ho rinviato la decisione alla fine della prossima settimana, ci sono dei pro e dei contro da valutare serenamente e oculatamente.

Mentre scrivevo queste righe mi è frullato in testa un pensierino, ma questa capanna “andò stà”, allora ho girato casa casa, stanza per stanza, ho chiesto pure ai canuzzi, ai pesciolini no, si sa loro hanno l’acqua in bocca, ma della capanna nessuna traccia, e pensare che ci avevo fatto un pensierino, quasi quasi la volevo trasformare in dépendance oppure in garçonnière (con sti francesismi). Silence please (sti inglesismi) per favore lettori non dite niente a mia moglie, altrimenti sono mazzate.

Agliutto.